Benvenuti a Fort Knox - Genova

Attualità Genova Venerdì 20 luglio 2001

Benvenuti a Fort Knox

Genova - Chiusi dentro.
Fuori la follia degli scontri, dentro una calma surreale e densa.
Puoi palpare la sensazione di avere 8 potenti in un palazzo dalla densita’ dell’aria che respiri.
Lunghe ore di calma piatta poi di colpo l’apparato si anima, la macchina organizzativa freme, arrivano i grandi.
Ogni volta un corteo imponente di auto blidate e security al seguito. Gli americani ci staccano anche in questo, Bush si presenta con tre cortei presidenziali identici, uno solo arrivato in Piazza Matteotti svolterà per l’ingresso al Ducale.
Come nei film americani segue la macchina del presidente, un SUV nero con sportello posteriore sollevato, dentro in stato di massima allerta sei marines dei corpi speciali armati fino ai denti. Restano dentro impassibili al caldo anche dopo, una volta parcheggiate le auto dietro il palazzo, se ti avvicini, non sorridono.
Silvio Berlusconi sembra a suo agio nei panni del padrone di casa, gli ospiti sono rilassati e ai fotografi sorridono disponibili.
Meno convinti mi sembrano i padroni di casa, quelli veri, gli amministratori del palazzo, stanno ascoltando i bollettini di guerra e pensano alla loro povera Genova deturpata dalla violenza. Immagino che la loro domanda ricorrente sia: come passeremo alla storia? L’ultimo dei G8? Il più violento? Il meglio organizzato? E’ ancora presto fare i bilanci certo che se la macchina dei media decide la partita non sarà facile far emergere il ruolo positivo di Genova in questi frangenti.
Il presidente (il nostro) accoglie le istanze di Kofi Hannan con affrettato sollievo, Lui e Chirac sono visibilmente soddisfatti dal patto sottoscritto, una serie di impegni e una dote economica per debellare il virus dell’HIV nei paesi piu’ poveri.
E' la dimostrazione (se ce n'era bisogno) che anche i grandi ormai sono alla ricerca del consenso.

Fuori dal palazzo, giù per via XX, impera il vuoto, solo militari in assetto da guerra, macchine di scorta e cavalli bardati. Va detto che questi ultimi a dispetto del clima pesante che gli circonda, cagano allegramente in mezzo alla strada e il tanfo vi assicuro è a tratti pesante.
Le radioline della sicurezza gracchiano lungo la strada e all’interno del palazzo, le unità sono cordinate da una voce femminile, “..convergere di qua, ausilio di là..” per un’istante mi astraggo e sembrano quasi radiotaxi, è solo un attimo.

Passa un responsabile di PS con chiaro accento romanesco, e alla radio chiede al collega (riferendosi ai cortei in corso): ”Rifondazione, ..rifondazione che fa?….e Immensa, immensa che fa?”, verrebbe voglia di rispondergli: 3 a 1! tanto per stemperare la tensione.

Paolo Musso

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