Riccardo III di Mario Jorio al Teatro Duse - Genova

Teatro Genova Teatro Duse Domenica 29 aprile 2012

Riccardo III di Mario Jorio al Teatro Duse

Genova - Iniziato come Studio, il Riccardo III di Mario Jorio nei prossimi giorni salirà sul palcoscenico del Teatro Duse (dal 2 al 6 maggio 2012) nella sua forma compiuta e con un cast parzialmente nuovo. Al centro del dramma storico shakespeariano, ancora Federico Giani, accanto a lui, in una messa in scena contesa tra una chiave metateatrale ed una onirica, Alessandra Caviglia e Sarah Pesca (entrambi ex-allieve della Scuola dello Stabile genovese). "Lo spettacolo è cresciuto e molto", spiega Jorio al momento impegnato in altre due regie: Lo sciopero delle scope, una delle mises en espace per la diciassettesima Rassegna di Drammaturgia Contemporanea, sempre per lo Stabile e una nuova produzione, ancora con Sarah Pesca, ispirata ai testi narrativi e agli short plays di Samuel Beckett, dal titolo Prima ero schizofrenica... ora siamo guarite.

Andato in scena esattamente un anno fa, lo Studio era coinciso con un sofferto ritorno per Jorio, tra le pareti dense di storia dell'Hop Altrove (Palazzo Fattinanti-Cambiaso): e non ci si riferisce qui tanto al passato al maiuscolo di un edificio del '500, recuperato al suo minuscolo quanto prezioso stato, quanto a quella individuale storia segnata da grandi sacrifici, faticose conquiste e tremende disfatte, per un nuovo piccolo palcoscenico dalle uniche qualità e straordinarie potenzialità che Jorio aveva riaperto. Ma, dell'incredibile ascesa e caduta dell'Hop Altrove, parleremo un'altra volta e forse Jorio stesso ci precederà raccontando i lati oscuri e le responsabilità di uno spazio pubblico di cui l'amministrazione locale ha scordato oneri e auspicabili onori lasciandolo in balia degli eventi.

Lo Studio come annotato nella recensione l'anno scorso proponeva "un uomo la cui umanità vive di eccessi: un umano troppo umano... dove l'eroe della tragedia shakespeariana è colto nella sua intimità, in preda a feroci desideri, insaziabili brame, atroci incubi. ...un investimento su quegli assolo che in Shakespeare ci portano dentro la mente del personaggio... mentre al suo fianco due figure femminili mutanti... provvedono a tutto il resto o quasi dei personaggi... Strappando il testo alla sua trama, Jorio ce ne restituisce bocconi intensi, scaraventandoci nei suoi momenti più alti, più poetici, più strazianti più espliciti".

Cosa esattamente è cambiato rispetto allo Studio per un Riccardo III, dramma di un amore mancato? "Ho aggiunto moltissima musica, come faccio sempre nei miei spettacoli. A livello drammaturgico faccio dialogare Riccardo III con altri materiali, passaggi che parlano di un medesimo sentire e sembrano proprio figli della stessa atmosfera, per cui possono essere scambiati per battute di Shakespeare. Per esempio ho inserito alcuni versi della Cantata dell'odio di Lorenzo Stecchetti, alcune parti da La cena delle beffe di Sem Benelli e passi dell'Amleto di Jules Laforgue, per esempio quella frase che fa piùo meno così: "cosa c'è oltre al pentimento, se uno non riesce a pentirsi?". L'atmosfera poi è resa più cupa e tra gli interpreti ho cercato maggior complicità, ma anche lavorato su un maggior senso di minaccia che pervade le loro relazioni. Così in alcuni momenti tra loro si creano rapporti più tesi, in altri situazioni più divertenti".

A proposito dell'Hop, Mario sta lavorando a un dossier che renderà pubblico per raccontare la vera storia di questo spazio. Per il momento ha aperto un profilo Facebook dove comincerà a postare alcuni frammenti.

Il momento artistico per Jorio è estremamente fertile e propizio. Tornato al suo amore di sempre, Samuel Beckett, drammaturgo che per il regista è diventato trampolino di lancio e eco di una sperimentazione rigorosa e audace negli anni '70, riconosciutagli a livello nazionale. Recuperando quelle energie e quella voglia di osare, Jorio si definisce un "dilettante del teatro", uno cioè che si è sempre dilettato con il potenziale espressivo di una macchina capace di straordinari voli dell'immaginazione e lui ha sempre messo in moto incurante di mode o modelli dati, pescando dentro un ingegno del tutto autonomo e riconoscibile - peccato solo resti quasi niente come materiale d'archivio delle sue vecchie produzioni.

In attesa di trovare un palcoscenico per il debutto di Prima ero schizofrenica... ora siamo guarite, il regista mette a punto le ultime cose sul Riccardo III mentre ha cominciato a lavorare con i nuovi interpreti sul testo argentino Lo sciopero delle scope, scrittura a tre, tutta al femminile, di Roxana Aramburu, Patricia Suárez, Mónica Ogando, che sarà sul palco delle Piccola Corte dal 22 al 26 maggio 2012.

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