Teatro Genova Teatro Carlo Felice Giovedì 12 aprile 2012

Genova. La Turandot al Carlo Felice con Mariella Devia

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Genova - La Turandot di Puccini torna a Genova, sul palco del Teatro Carlo Felice, a partire da giovedì 19 aprile. Una produzione ormai storica per il teatro: l’opera sarà presentata nell’allestimento del 1996, più volte riproposto nel corso degli anni al pubblico. Una produzione giudicata comunque impegnativa dal sovrintendente Giovanni Pacor, soprattutto dal punto di vista economico «Il teatro si sta riprendendo, ma comunque si trova ancora in una situazione precaria. Portare in scena un allestimento così importante, anche se non nuovo, comporta in ogni caso uno sforzo enorme sotto tutti i punti di vista».

Ma con la buona volontà e l’entusiasmo tutto si può superare. E l’entusiasmo negli occhi del direttore dell’orchestra Marco Zambelli è davvero tangibile. Insieme alla stanchezza, dovute alle prove serrate di questi giorni. Le sue sono parole sentite, perché finalmente Genova si accorge di lui, direttore di coro e d’orchestra riconosciuto in tutto il mondo ma un po’ dimenticato in patria: è dal 2003 che non dirige nulla nel grande teatro della sua città. Ma il ritorno sarà trionfale, con un'opera che dice di amare molto e della quale proporrà una lettura classica, ma semplice cercando di spogliarla di quella grandiosità a tutti i costi che talvolta caratterizzano la partitura completata da Franco Alfano.

D’accordo con il direttore anche il regista Giuliano Montaldo, habituè del Carlo Felice come tiene a ricordare lui stesso, lanciandosi in aneddoti lontani del tempo, risalenti agli anni Sessanta, quando per la prima volta rischiò di calcare il palcoscenico, in quanto sostituto pastorello nella Tosca. Peccato che il primo interprete del ruolo avesse portato a termine egregiamente il suo compito, rimandando il debutto del maestro sulle assi del palcoscenico di qualche anno. La sua carriera poi è rimasta sempre legata al teatro dell’opera cittadino, tanto che la prima Turandot del Carlo Felice targata 1996 porta proprio la sua firma registica. Ma in armonia con quanto detto da Zambelli, questa Turandot sarà misurata, soprattutto per lasciare il giusto spazio alle due prime donne di questa produzione.
Innanzitutto la soprano Mariella Devia, che nonostante la grande carriera alle spalle si troverà giovedì a debuttare nella parte della giovane schiva Liu. Una nuova sfida: interpreterà un personaggio, a sua detta, tra i più veri e autentici tra quelli dell’ultimo lavoro pucciniano, essendo l'amore della schiava cosi sincero da costituire un'importante lezione per la gelida Turandot. A dividere con lei il palco, nei panni della principessa cinese, ci sarà Giovanna Casolla, veterana del ruolo, anche lei emozionata e onorata di ricoprire i panni dell’ultima eroina pucciniana.

Una macchina ben rodata quella proposta dal Carlo Felice per questo penultimo titolo della stagione dell’opera. Un’opera che, secondo il sovrintendente Pacor, attirerà molti appassionati. Nelle parole del regista Montaldo «Tra tutti quelli che si sono dedicati a questo progetto è subito nata un’intesa forte, scaturita da idee forti che andavano tutte nella stessa direzione perché io, il direttore d’orchestra, gli interpreti, ma anche i figuranti e i tecnici tutti del teatro siamo un corpo, una macchina al servizio di una sola persona. Forse lo conoscete: si chiama Giacomo Puccini».

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