Libri Genova Martedì 10 aprile 2012

Genova. Scherzi agli sposi nel libro 'Guardare, ma non toccare'

Giovedì 12 aprile, alle ore 17.30, presso la Sala Camino di Palazzo Ducale, è in programma la presentazione del libro Guardare, ma non toccare. L'amore nelle società rurali (Le Mani, 2012, 288 pp, 32 Eu) di Paolo Giardelli.
Oltre all'autore, intervengono l'assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri, Sergio Rossi e Aldo Scorzoni.

Genova - Prima che i protagonisti delle nozze avessero modo di accomiatarsi, gli amici s’introducevano furtivamente nella loro camera da letto, per mettere in atto scherzi, che sono forse il rimasuglio burlesco di quei riti d’iniziazione molto severi ai quali tuttora gli sposi appartenenti ad alcuni popoli d’interesse etnologico
sono sottoposti. A questo modo si sottolineava da chi ancora ne era pparte la separazione definitiva della
coppia dalla condizione giovanile
.

Il letto matrimoniale era al centro dell’attenzione dei burloni, dal cucire insieme i lenzuoli ad infilarvi dentro i prodotti più diversi e fastidiosi, disponibili nella stagione in corso, per provocare fastidio e imbarazzo ai novelli sposi:

Cucivano i lenzuoli in modo che non fosse possibile entrarvi dentro, formavano una sorta di sacco che impediva di entrare. Si prendeva un paio di forbici per tagliare il filo dell’imbastitura e potere finalmente infilarsi nel letto. In mezzo alle lenzuole spargevano chicchi di granturco.

Le amiche che andavano a fare il letto alla sposa. Facevano il sacco, tipo militare, che i piedi non andavano giù, oppure il sale grosso che dava fastidio.

Il sadismo nello sporcare il letto agli sposi raggiungeva punte molto elevate. Le difficoltà provocate all’igiene della coppia erano di mano pesante, considerata la mancanza d’acqua corrente nelle case, tanto meno quella calda:

Prendevano le ortiche e le mettevano nel letto, se era il tempo delle castagne ci mettevano i ricci
delle castagne sotto le lenzuola. Questi scherzi li facevano una volta. E poi ridevano.

Piegavano il lenzuolo facendo un sacco. Guastavano la stanza. Oppure uno scherzo bruttissimo, la polvere di pelle vecchia di cavallo, che provocava un prurito spaventoso, era impossibile dormire. Mia nonna me lo raccontava… erano gli amici a farlo. Non era come ora che ognuno ha la sua casa, i più tanti stavano in famiglia. Gli amici per scherzo tra giovanotti e ragazze ci mettevano la pelle di cavallo. Questa era un’usanza antichissima. Dovevano
alzarsi e farsi un bagno.

Non contenti appendevano sonagli e campanacci al fondo del letto (forse il frastuono serviva anche a scacciare eventuali presenze negative) o smontavano il giaciglio, perché non avessero la possibilità di coricarsi, prima di averne rimesso in sesto struttura portante e coltri.
La gamma degli impedimenti messi in atto dalle schiere di giovani burloni era assai varia, dal frapporre ostacoli all’ingresso a mettere a soqquadro la camera:

Facevano il sacco
C’era qualcuno che si nascondeva e parlava con un imbuto. E faceva credere di essere la radio ad
una donna ingenua.

Se si sospettava un matrimonio riparatore, perché la sposa era rimasta incinta, gli scherzi potevano essere ancora più pesanti.

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