Weekend Genova Venerdì 6 aprile 2012

Genova. Sul trenino di Casella ai forti: l'itinerario

Genova - La fortuna dei genovesi è quella di poter scegliere tra svariate opportunità di svago all’aria aperta. Ci sono le spiagge, certo, ma basta voltarsi alle spalle che i monti sono lì ad un passo, invitanti. E se in primavera l’acqua del mare provoca ancora qualche brivido di troppo, camminare tra prati in fiore e cieli blu può essere un’attività estremamente piacevole e rigenerante. Tanto più se si ha la possibilità di lasciare la propria auto parcheggiata sotto casa e muoversi con i mezzi pubblici, senza doversi preoccupare del traffico o del caro-benzina.

Il giro dei forti, sfruttando per parte del percorso il trenino di Casella, è un itinerario suggestivo, in cui si abbina al piacere dell’attività fisica a quello della curiosità storica.

La partenza del trenino di Casella è nelle vicinanze di piazza Manin, a pochi passi dal centro di Genova. La ferrovia a scartamento ridotto che collega il capoluogo ligure con l’entroterra, è un gioiello che resiste all’usura del tempo: inaugurata nel 1929, ancora oggi è il mezzo di trasporto privilegiato dei pendolari dei Comuni di Casella, Sant’Olcese e Serra Riccò. Nei giorni di festa poi, per via degli spettacolari panorami e degli ambienti che attraversa, attira un grande numero di escursionisti e di turisti.

Sedersi sulle panche di legno dei vagoni d’epoca è un tuffo nel passato che dà immediatamente una sensazione di straniamento. Poi si parte. I binari si arrampicano sulle colline, lo sguardo si allunga verso l’orizzonte e il traffico della città svanisce in un attimo. Il tempo sembra scorrere seguendo canoni diversi dai soliti, complici anche l’andatura lenta e traballante nel trenino e i passaggi nelle strette gallerie o in mezzo al bosco.

Per iniziare la nostra passeggiata scendiamo a Campi, quinta stazione del tragitto, dopo circa venti minuti di viaggio. Il primo tratto che bisogna percorrere è una strada asfaltata sulla sinistra che, dopo un paio di tornanti, conduce all’imbocco del sentiero per il forte Diamante. Il crinale su cui si inerpica la via si apre verso sud sulla Val Polcevera, che accompagna lo sguardo fino al mare e, sullo fondo, al riconoscibilissimo promontorio di Portofino. Verso nord si possono invece ammirare i verdi pendii che separano la Val Bisagno dalla Valle Scrivia.

Il Forte Diamante, risalente al 1756, è la postazione che si trova più a nord tra le mura di Genova. In stato di abbandono da moltissimi anni, non è purtroppo visitabile. Tuttavia è una fortificazione davvero affascinante e i prati intorno alle mura sono il posto ideale per fermarsi a riposare e a consumare un pranzo al sacco.

La strada che porta dal Monte Diamante in direzione di Genova è un susseguirsi di rapidi tornanti in discesa, particolarmente interessanti per i tratti di selciatura ben conservati. In fondo al pendio inizia la risalita verso la bella collina panoramica che ospitava il Forte Fratello Maggiore, andato distrutto negli anni Trenta del Novecento. Proseguendo sulla destra è invece raggiungibile il Fratello Minore, da cui inizia una dolce discesa sul crinale che si affaccia sulla Val Polcevera.

Seguendo il sentiero, circondato in questa stagione da prati punteggiati dal giallo dei piscialetto, si costeggiano le mura del Forte Puin, traduzione dialettale genovese de Il Padrino. Costruito dai piemontesi a partire dal 1815, dopo un lungo periodo di abbandono, a metà degli anni Sessanta del secolo scorso è stato restaurato e abitato dal pittore genovese Fausto Parodi. Periodicamente, nel periodo estivo, il Comune di Genova organizza delle visite guidate al forte, forse tra tutti il meglio conservato.

L’ultimo tratto della camminata porta al Forte Sperone, ed è in pianura. Questo è il più maestoso dei forti genovesi, situato sulla sommità del monte Peralto, in una posizione dominante sulla città. Infatti il panorama mostra Genova in tutto il suo splendore: spostandosi appena, lo sguardo può indugiare dalla zona di Marassi sino alla Lanterna, per posarsi sul quartiere di Sampierdarena, e poi perdersi nella periferia che si allarga lungo la costa di ponente. D'estate, allo Sperone, vi si svolgono concerti e rappresentazioni teatrali in un contesto davvero scenografico. Tuttavia la bellezza e la posizione privilegiata di questa struttura ne vorrebbero un utilizzo più frequente ed incisivo.

Lasciandosi sulla destra le mura dello Sperone si scende l’ultimo tratto del sentiero fino ad incontrare la strada asfaltata che arriva al Parco del Peralto. Da qui per ritornare in città ci sono due alternative: la prima è scendere a piedi percorrendo le antiche crêuze che portano quasi fino al porto; la seconda è prendere la funicolare che collega il Righi a largo della Zecca, in pieno centro storico. In entrambi i casi si torna alla civiltà immergendocisi piano. Lo straniamento si dissolve. Dagli ulivi e dagli orti delle zone più alte si passa poco a poco alle zone abitate: dapprima si incontrano le antiche residenze estive delle famiglie nobili genovesi, poi i palazzi popolari degli anni Cinquanta Sessanta, infine la città vecchia, piena di suoni e odori che per qualche ora ci si era dimenticati.

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