Weekend Genova Sabato 7 aprile 2012

Parco del Beigua, una passeggiata tra i narcisi

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Genova - Ho già raccontato diverse volte le mie scorribande sull'alta via dei monti liguri. Non tanto quanto vorrei, il tempo è tiranno, non riesco quasi mai a scrivere. La primavera scorsa sono tornata delusa dal Pian della Cavalla, di cui tanto si parla: ero andata a caccia di narcisi, della famosa fioritura ai piedi dell'Antola, ma ero arrivata in ritardo. Erano sfioriti.

Le cose capitano quando meno te l'aspetti, domenica scorsa ero nel Parco del Beigua. Ho lasciato l'auto (una panda a metano eh) sul monte pieno zeppo di deturpanti antenne, un luogo che avrebbe potuto essere uno dei più belli della Liguria, ma ahimè, con quelle torri d'acciaio non lo è più. Di solito scappo via che mi viene mal di testa al solo passarci con tutte quelle onde radio che zigzagano a destra e a sinistra, ma questa volta ho scelto di posteggiare lì e andare a piedi a Prato Rotondo (1092 m.), punto di partenza di diverse passeggiate.

Marco e Diego hanno preso in gestione il rifugio di Prato Rotondo da ottobre, sono svegli e simpatici, e hanno tante idee per la testa, oltre che più di 2000 fan su facebook. Il menù offre piatti tipici locali, sfruttando - dicono - il più possibile produttori che operano all'interno dei comuni del Parco del Beigua. Se poi volete dormire, ci sono stanze e camerate.

Da lì, in breve tempo si arriva sul vasto altopiano di Prato Ferretto (1091 m), dove si trova la deviazione che sale sulla cima panoramica del Monte Rama, raggiungibile in venti minuti. Ci sono stata a novembre, con un vento gelido che mozzava il fiato, uno dei pochi momenti freddi dell'inverso scorso. Se invece si continua sul sentiero dell’Alta Via, in due o tre ore si giunge al Passo del Faiallo (1050 m.), incontrando nel tragitto le deviazioni verso le cime dei monti Argentea e Reixa. Tutti itinerari che ho fatto negli ultimi anni. Con la vista che si perde laggiù mille metri più in basso sul mare e sull'orizzonte. Non si può vivere a Genova e non esserci mai andati.

Ma non è di questo che volevo parlare. Volevo invece raccontarvi di domenica scorsa. Raggiunto Prato Rotondo, questa volta ho piegato verso il mare per arrampicarmi sulla vetta del Monte Sciguelo, niente di difficile, è a due passi. Ma una volta arrivata là, come spesso succede, non mi andava di tornare sul Beigua, percorrendo la stessa strada all'indietro. Non sono Pollicino, non vorrei mai tornare a casa, o per lo meno percorrendo sempre la stessa strada.

Dato che le pendici del Beigua sono abbastanza nude e rocciose, con parti in lieve salita, ho pensato non si può perdere l'orientamento. E così mi sono avventurata verso località Faie. Indovinate cosa è successo? Prima uno, poi due, poi centinaia di narcisi gialli, distese infinite. Qualcuno li chiama giunghiglie. Il primo aprile, precoci, troppo forse. Finalmente. E li ho fotografati per voi.

Un unico rammarico: i narcisi di Pian della Cavalla, quelli sotto l'Antola, sono bianchi. Ma che differenza c'è, profumano di primavera lo stesso. Forse di più.

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