Teatro Genova Teatro Duse Giovedì 22 marzo 2012

Genova. Pino Petruzzelli al Duse con Storia di Tönle

Genova - Quanta poesia nella Storia di Tönle. Pino Petruzzelli, scrittore, attore e regista, affida alla sua voce, in un lungo e sentito monologo il racconto dell’esistenza di Töenle Bintard, pastore e contadino delle Alpi Venete, protagonista dell’omonimo romanzo di Mario Rigoni Stern.

La vicenda di Tönle, uomo di umili origini, che ama le sue montagne, la sua vita da pastore e il naturale e continuo dell’avvicendarsi delle stagioni, viene a intrecciarsi con i grandi avvenimenti della Storia.

Ottant’anni di vita, che si snodano in novanta minuti di monologo, in cui Petruzzelli si fa brillantemente interprete del pastore alpino. Ci sono gli anni della giovinezza, con i ricordi delle merende a base di ciliegie e gli anni della maturità, quando Tönle si scontra con una pattuglia della Regia Finanza, mentre da un confine all’altro trasporta merci e contrabbanda tabacco. C’è la fuga nell’Austria di Francesco Giuseppe, che vede Tönle alle prese con lavori saltuari, dalla Baviera alla Carinzia e fino in Ungheria. Ci sono le partenze e i ritorni a casa, i genitori che se ne vanno e i figli che arrivano. Ma la ciclità della vita di montagna viene improvvisamente sconvolta, con l’arrivo della Grande Guerra.

Un conflitto che Tönle non riesce a comprendere «ammazzarsi tra poveri: ma perché?» e che rifiuta caparbamente, decidendo di restare con le sue pecore ai margini dello scontro, nascosto tra i suoi boschi e le sue montagne. Ma la guerra continua a imperversare e a distruggere, costringendo Tönle a lasciare la sua casa e il suo mondo. E così il pastore inizia un altro viaggio e un’altra avventura, tra campi di prigionia e fughe, prima di poter tornare per l’ultima volta al suo paese e all’ombra di un ulivo trovare finalmente la pace.

Con questo spettacolo, messo in scena per la prima volta nel 2010, Pino Petruzzelli offre al pubblico un ottimo esempio di teatro parola: senza scenografie, né gesti enfatici, ma solo attraverso la semplicità del linguaggio, l’attore riesce a coinvolgere e commuovere il pubblico.

Perché la Storia di Tönle è una storia poetica, una storia di amore per la natura, per l’essenza dell’umanità, un ribadito no alla guerra, una critica alla modernità e alle istituzioni che si impongono nella vita dei cittadini, anche di quelli più anarchici e liberi.

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