Concerti Genova Mercoledì 30 novembre 2011

Zucchero al 105 Stadium con il Chocabeck tour: «Farò qualcosa per gli alluvionati»

Genova - Un nuovo viaggio sta per cominciare. Si spengono le luci, la gigantesca valigia che copre il palco si apre e in un'atmosfera sospesa partono le note di Un soffio caldo, la prima traccia di Chocabeck, l'ultima fatica discografica di Zucchero Sugar Fornaciari. Martedì 29 novembre il cantautore emiliano ha salutato così il pubblico genovese in un concerto da tutto esaurito al 105 Stadium (si replica stasera, 30 novembre).

Chocabeck è il racconto della sua infanzia nella campagna reggiana, tra memorie partigiane, suoni e odori di bambino, calore e dignità della gente semplice e quella sessualità spicciola che ha sempre pervaso la sua musica.

Tutto, nella scena, crea l'illusione di partecipare a una festa del villaggio. Sul grande schermo alle spalle di musicisti-contadini, si alternano il passare delle stagioni e le ore del giorno, sullo sfondo di un panorama bucolico. Vecchie valigie, lampadari, orologi e specchi antichi completano il quadretto.

E il pubblico che fa? Ascolta, balla, dondola mani e pensieri seguendo gli umori delle canzoni. Vedo Nero, Chocabeck e il primo singolo È un peccato morir fanno saltare anche gli spettatori non più giovanissimi, mentre Il suono della domenica, Alla fine e spicifrin boy trasportano in un'atmosfera nostalgica e autunnale.

Dopo God bless the child, che chiude l'album, si apre la seconda parte del concerto, quella dei più grandi successi del cantautore di Roncocesi. E qui è un'altra storia: quella musicale, da Blue's (1987) a Fly (2006).

Le mani dei fan si spellano e le gambe saltano con Bacco perbacco, Baila (sexy think), Solo una sana e consapevole libidine..., Con le mani, Diavolo in me. Si sogna con Il volo, la splendida Diamante, Dune mosse, Così celeste e tante altre.

Zucchero ricorda l'amico Luciano Pavarotti con Miserere. Poi, dopo una breve pausa, si siede al piano e intona la cover You are so beautiful, in ricordo delle vittime dell'alluvione genovese. Dopo quasi due ore la valigia torna a chiudersi sulle note di X colpa di chi?. Un altro viaggio si è concluso.

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