Teatro Genova Sabato 12 novembre 2011

'Uomini dentro': il carcere in incontri, spettacoli e mostre

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Genova - L'hanno fatto i bambini della scuola primaria (Daneo, centro storico, GE). Poi l'hanno fatto i loro genitori. L'hanno fatto studenti delle scuole secondarie (del Vittorio Emanuele II - Ruffini) attori e registi (Teatro Necessario, Teatro dell'Ortica, Teatro delle Nuvole, Teatro Cargo, Simonetta Guarino e il CFA di Luca Bizzarri), insegnanti, artisti (associazione sensibili alla foglie), musicisti (Buby Senarega) e giovani universitari (del DAMS, Facoltà di Lettere e Filosofia). Cosa? Sono stati nelle carceri o hanno iniziato percorsi di lavoro espressivo, artistico e comunicativo con detenute e detenuti (a distanza o in presenza) delle Case Circondariali genovesi (Pontedecimo, femminile e Marassi, maschile) e liguri (Chiavari e Sanremo) perché oltre alla pena, a queste persone venga garantita anche quella possibilità - definita dall'art. 27 della Costituzione - di rieducazione e riabilitazione per un reale percorso di reinserimento nella società civile.

Chi lavora con le carceri, facendo laboratori, corsi, letture, creando un giornalino (Area di Servizio - Carcere e territorio, diretto da Enzo Paradiso) insegnando, in una parola portando la cultura, lo fa da anni: con progetti modificati continuamente in funzione di condizioni di lavoro 'naturalmente' molto difficili e spesso complicate dalla sempre più scarsa vivibilità dei carceri stessi (sotto accusa da tempo nel nostro paese). Ora tutto questo lavoro 'straordinario' confluisce in una rassegna, dal titolo Uomini dentro. Ci mettiamo la faccia (l'errata corrige è imprescindibile perché il titolo diventi più correttamente inclusivo: "Uomini e donne dentro" - presto sui manifesti?), che si terrà a partire da giovedì 17 e fino al 30 novembre 2011, ideata dalla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale in collaborazione con la Provincia di Genova, l'associazione Teatro Necessario Onlus e il Patrocinio del Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Provveditorato Regionale per la Liguria.

In programma (vedi box a lato) quattro spettacoli teatrali (tra cui, ospiti del Teatro della Tosse, da Volterra la nota Compagnia della Fortezza di Armando Punzo con Hamlice - saggio sulla fine di una civiltà, da Lewis Carroll e William Shakespeare), performance, mostre, video, presentazione di manufatti artigianali, incontri e una mini-rassegna cinematografica Non ci sto dentro a The Space Cinema Genova Porto Antico. Le attività svolte sono nate spesso su proposta diretta di insegnanti, teatranti o artisti che da sempre si impegnano nel sociale. Tuttavia, come direttrici e direttore dei carceri di Marassi (Salvatore Mazzeo), Pontedecimo (Maria Milano) e Chiavari (Paola Penco) ripetono a eco, sono tutti concordi nel ringraziare apertamente l'azione di avvio e supporto di tutte le attività culturali all'interno delle Case Circondariali dell'assessora provinciale Milò Bertolotto: «a pochi mesi della fine del nostro mandato - interviene Bertolotto - questa rassegna diventa anche un'occasione per fare un bilancio su quello che è stato fatto negli istituti del nostro territorio, che è risultato positivo: nei vari istituti infatti le cosiddette attività trattamentali si svolgono anche graziare a direttori e polizia penitenziaria e alla loro scelta etica e di civiltà nell'abbracciare le proposte - in un contesto di disagio e scarsità di personale - e nel portarle oggi all'esterno. La situazione delle carceri deve vederci tutti responsabilizzati perché l'attuale invivibilità, il sovraffollamento e il ridotto personale trovino sbocchi. Le attività culturali, artistiche, educative e artigianali sono importantissime, ma non bastano. Ci vogliono provvedimenti legislativi e di governo. Credo che il nuovo governo come primo provvedimento d'urgenza dovrebbe decidere per un'amnistia e poi mettere in cantiere una riforma perché l'art. 27 della Costituzione diventi realtà».

«In passato il carcere è stato una discarica sociale - afferma Mazzeo. Ancora negli anni '80, i carceri si costruivano vicino a canili e cimiteri. Per non risalire a tempi ancora più remoti quando teatro, carceri e prostituzione si tenevano fuori dalle mura delle città. Tenere queste strutture fuori dalla vista e lontano dalla città ha contribuito a rinforzare l'idea che chi ha sgarrato sia escluso, segregato. Per fortuna negli ultimi anni c'è stata un'inversione e si è finalmente capito che il carcere da solo non è in grado di compiere il processo di reintegrazione. Per questo abbiamo accolto qualsiasi proposta o intervento e oggi vogliano aprirci ancora di più per far capire cosa avviene all'interno. La pena è solo una parte del lavoro, il resto deve essere fatto attraverso la diffusione della cultura della legalità e del lavoro. Voglio ricordare che le magliette con il logo della manifestazione sono realizzate dal nostro istituto di grafica che coinvolge i detenuti che hanno commesso reati gravi. Sì perché la speranza di reinserimento non va negata a nessuno. Credo anch'io che si debba fare molto a livello istituzionale, prima di tutto modificando il codice penale che risale all'epoca fascista e che prevede ancora reati che in altri paesi europei non sono più considerati tali. A proposito dei tanti stranieri detenuti dico: analizziamo le cause, favoriamo l'integrazione e nel caso di reati gravi rimandiamoli al loro paese a scontare la pena».

Il Teatro dell'Ortica ha coinvolto i bambini prima e i genitori in un secondo tempo per lavorare con le detenute della Casa Circondariale di Pontedecimo (carcere femminile) producendo quattro diversi lavori teatrali - l'ultimo Voce del verbo andare e tornare all'Archivolto (30 novembre). Il Teatro Necessario ha fondato nel 2005 una compagnia teatrale Scatenati, formata da detenuti di Marassi e studenti tirocinanti del corso di laurea DAMS della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova, che hanno già prodotto 4 spettacoli portati in scena nei teatri cittadini - il più recente Pinokkio&Co sarà alla Tosse (17-19 novembre). Franca Fioravanti del Teatro delle Nuvole ha lavorato sulla poesia la scorsa estate al carcere di Chiavari producendo un video con i contributi in voce dei detenuti che hanno fatto loro i versi dei poeti liguri - Paesaggi in mostra alla Torre Grimaldina. Il Teatro Cargo presenta al Duse (29 novembre - 4 dicembre) lo spettacolo Questa immensa notte, testo dell'autrice britannica Chloë Moss, presentato in prima nazionale al Festival di Borgio Verezzi. Una drammaturgia nata da un laboratorio della scrittrice in carcere, che la regista Laura Sicignano ha riportato in carcere (a Pontedecimo) per le prove, lavorando e consultando le detenute e poi nella versione definitiva per quella che è diventata «una bomba emotiva per noi e per loro». Sempre dall'istituto di Pontedecimo arriverà all'Acquario di Genova, proprio nella giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, una sfilata di produzioni femminili dove 14 detenute usciranno per presentare le loro creazioni e narrare le loro esperienze laboratoriali. L'attrice Simonetta Guarino, anche insegnante del CFA di Luca Bizzarri, da quattro anni conduce laboratori di scrittura presso il Centro Clinico di Marassi e dai materiali elaborati dai detenuti, ha creato una performance Strani pensieri che andrà in scena con gli allievi del terzo anno della scuola di recitazione del CFA - alla Torre Grimaldina il 18 e 26 novembre, ore 18.

Maria Milano, direttrice del carcere di Pontedecimo appunto, afferma: «L'offerta all'interno dell'istituto è molto varia perché le persone che ospitiamo sono molto diverse tra loro, sembrerà una banalità ma in carcere la necessità di recuperare la propria individualità è fortissima. Spesso oltre a vivere in condizioni non adeguate per il sovraffollamento, queste persone sono costrette a subire il disagio di altre carcerate con problemi mentali o di altra natura che dovrebbero essere trattati in altri luoghi. Chi, tra le detenute, partecipa ai laboratori e alle attività finalmente si sente un po' scollato dalla cultura carceraria e banalmente ha altro di cui occuparsi e di cui parlare».

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