Festival della Scienza 2011: Margherita Hack, l'universo e gli ufo - Genova

Cultura Genova Venerdì 28 ottobre 2011

Festival della Scienza 2011: Margherita Hack, l'universo e gli ufo

Genova - «Gli extraterrestri? È quasi certo che esistano». Così si presenta l'astrofisica Margherita Hack, alle soglie dei novanta e con una lucidità che farebbe invidia a qualsiasi trentenne. E se le gambe tentennano un po' e la costringono a camminare con le stampelle, l'intelligenza e la vivacità di spirito certo non le mancano.

Con la sua tipica parlata fiorentina, la scienziata ci racconta dell'universo, delle sue esplorazioni e della possibile esistenza di altri mondi e di altri esseri viventi. «È assurdo pensare che non ci siano altre forme di vita all'interno della Galassia. O si è credenti e si ritiene che la Terra sia stata creata apposta per l'essere umano, oppure si è atei e ci si affida alla ragione e al calcolo delle probabilità. Perché la Terra dovrebbe ospitare l'unica forma di vita intelligente? Presumibilmente esistono altri esseri anche all'interno della nostra galassia, magari civiltà più evolute o che ci hanno preceduti».

Se l'astrofisica si dimostra fiduciosa nell'esistenza degli extraterrestri, lo è meno per quanto riguarda la possibilità di incontrarli: «Le distanze sono talmente enormi che è praticamente impossibile che avvenga un contatto. Bisognerebbe superare di molto la velocità della luce». Anche se recentemente l'esperimento del Cern di Ginevra e dei laboratori del Gran Sasso ha fatto viaggiare i neutrini a una velocità maggiore di quella della luce, per Margherita Hack: «I neutrini hanno superato la luce, ma non portano informazioni. Almeno per il momento, quindi, i viaggi interstellari li lasciamo alla fantascienza».

Molto si è scoperto nell'ambito dell'universo, dalla sua composizione alle sue origini, ma ci sono comunque dei limiti che per il momento gli esseri umani non possono superare: «La scienza ci dice il come, ma non il perché. Sappiamo come è fatto e cos'è avvenuto durante il Big Bang, che è stato il principio o una fase dell'universo, ma non possiamo sapere perché c'è la materia, perché da una zuppa di atomi e particelle si è arrivati agli elementi, alle stelle e agli esseri viventi. Per la scienza questi sono dati di fatto, ma non ci sono spiegazioni».

Margherita Hack, nel libro Il mio infinito, che è anche il titolo della lectio magistralis, che terrà durante il Festival della Scienza, racconta del rapporto che gli esseri umani hanno sempre avuto con la volta celeste: «Il cielo è stato il primo libro scientifico. Gli antenati credevano che l'universo fosse una cupola e si domandavano il perché delle stelle e dei pianeti. Attraverso i secoli siamo riusciti a definire sempre più che cos'è l'universo, ma restano ancora tanti misteri, alcuni dei quali, potrebbero essere anche falsi misteri. Per esempio le ipotesi sull'energia oscura». Secondo recenti indagini, infatti, sembrerebbe che il nostro universo sia formato per il 4% da materia, per il 23% da materia oscura e per il 73% circa da energia oscura, una teoria che, secondo la Hack «non è dimostrabile al 100%, perché parte da assunti non verificabili».

Scienza e astronomia, ma non solo, Margherita Hack si è anche interessata alla politica, candidandosi in più occasioni alle elezioni regionali ed europee. Le chiediamo cosa pensa dell'Italia attuale, specialmente per quanto riguarda il mondo dei giovani e della ricerca: «I ricercatori ci sono e sono anche bravi, peccato che si faccia di tutto per farli scappare. Si spendono milioni per formarli e quando sono pronti li si regala agli altri paesi. Mi sembra che questa politica stia distruggendo il nostro paese, privandoci delle innovazioni che ci renderebbero competitivi».

Tra i tanti interessi dell'astrofisica ci sono anche la letteratura scientifica e divulgativa: ultimamente ha dedicato un libro all'infanzia, Tutto comincia dalle stelle, scritto insieme a Gianluca Ranzini. «Un libro simile a questo l'avevo già scritto per gli adulti, ma questa volta uso un linguaggio più adatto al mondo dei bambini. Si racconta di un viaggio tra le galassie e di come noi esseri umani siamo il prodotto dell'evoluzione dell'universo». E quando pensa alle sue letture di bambina e adolescente la Hack ricorda: «Pinocchio di Collodi. È con quello che ho imparato a leggere. E poi Don Chisciotte, in cui mi riconosco e Le ragazze di San Frediano di Vasco Pratolini».

Prima di salutarla, le chiediamo come si immagina il 2050: «Difficile dirlo, forse arriveremo su Marte, chissà».

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