Concerti Genova Martedì 11 ottobre 2011

GOG: Uto Ughi dà il via alla stagione del centenario

Genova - La GOG ha inaugurato con signoriltà e fierezza la prima Stagione del Centenario. È successo al Carlo Felice, ieri sera (10 ottobre), con il concerto di Uto Ughi, il grande violnista italiano da anni in prima linea per la diffusione della cultura musicale nel nostro Paese che poco, da sempre, fa per quest’arte soprattutto a livello scolastico.

Il concerto è stato introdotto da Nicola Costa, Presidente della GOG, che con sincera emozione ha letto un breve indirizzo di saluto di fronte alla platea colma di spettatori (con le consuete presenze di autorità e vips assortiti), rievocando con orgoglio gli anni della nascita del sodalizio sotto l’egida di Padre Semeria, fino ai giorni nostri.
All’ascolto, una prova certamente non impeccabile quella di Uto Ughi, il cui talento e le cui doti squisitamente naturali, tuttavia, ci fanno dimenticare subito la nota stonata, il passaggio sbagliato, le imperfezioni tecniche e così via. La sua cavata, il suo canto, la sua innata musicalità che si riverbera con effetto immediato in una comunicativa efficacissima, quasi istintuale, tutto questo concorre a farne per davvero uno dei più grandi musicisti italiani oggi in attività, pur con le sue pecche e i suoi difetti.

Il suo fare musica è diretto, mai mediato, studiato a tavolino; par quasi di trovarsi di fronte un nuotatore che affronta con sprezzo le onde più inattese e prosegue nella sua traversata. L’impaginato prevedeva la Ciaccona di Tomaso Antonio Vitali, la Sonata in do minore op. 30 n. 1 di Ludwig van Beethoven, alcune Melodie slave di Antonin Dvořák, la Suite popolare spagnola di Manuel De Falla ed infine Tzigane di Maurice Ravel. Ughi stesso, microfono alla mano, ha introdotto i brani della seconda parte del concerto spiegandone l’origine e le caratteristiche al pubblico, annunciando alla fine anche il primo bis: la Paganiniana di Nathan Milstein, grande violinista del secolo scorso, in sostanza un geniale pout pourri (per violino solo) di temi e idee paganiniane: «quando si suona a Genova non si può non fare un omaggio a Paganini. Da Paganini in poi la tecnica del violino non è andata avanti, casomai indietro», ha affermato Ughi, concludendo con una nota polemica: «dovrebbe però esserci almeno un monumento a Paganini, in questa città». Discreto e attento l’accompagnamento pianistico di Alesssandro Specchi, che da decenni segue con fedeltà Ughi nei suoi concerti.

Come detto, pubblico accorso numerosissimo – platea esaurita, galleria folta – al Carlo Felice, entusiasta, grato alla GOG per la determinazione con cui, da cent’anni, porta per davvero il meglio della grande musica nella nostra città.

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