Attualità Genova Martedì 11 ottobre 2011

Maria Teresa Torti: parole e musica per ricordarla

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Domenica 16 ottobre, dalle 18.00 alle 21.00, presso le Cisterne di Palazzo Ducale è in programma Parole e musica per Maria Teresa Torti, una festa in occasione del decimo anniversario della morte della sociologa.

In questa pagina, una galleria fotografica che risale alla fine degli anni '90, a cura della direttora di mentelocale.it Laura Guglielmi: le immagini documentano un viaggio insieme a Maria Teresa Torti con destinazione Viareggio, per presentare il libro Abitare la notte. E poi, i ricordi e le testimonianze che avevamo raccolto nove anni fa, in occasione del primo anniversario della scomparsa.

Cliccando qui, invece, si può sfogliare la fotogallery della prima festa organizzata nel 2002 in onore di Maria Teresa Torti

Chiunque voglia scrivere un ricordo di Maria Teresa Torti, può inviarlo a .

Genova - Maria Teresa in quel periodo è stata l'unica che aveva compreso fino in fondo l'animo giovanile. La sua è stata una strada illuminante per noi operatori, grazie alla sua professionalità, ai suoi libri e ai suoi interventi. Tra me e Maria Teresa si era creato un filo diretto, un affetto, una stima e una gioia di stare insieme ai giovani e in qualunque luogo loro fossero. Non mi dimenticherò mai il nostro ultimo abbraccio poche ore prima che morisse, nei suoi occhi c'era serenità. Secondo me adesso è in un cielo dove c'è solo vita.
Don Andrea Gallo

Ci mancano le sue telefonate improvvise per invitarti ad una cena o ad una serata fuori. Sapeva cucinare ed era felice di sfamare gli amici con ricette straordinarie. Tutto cibo di prima qualità che curava stando attaccata ai fornelli tutto il pomeriggio.
Maria Teresa era una docente universitaria che sapeva stare vicino agli studenti, li seguiva, li confortava, li aiutava a barcamenarsi in un'istituzione a volte ostile: i problemi dell'accademia italiana sono visibili a tutti e le strutture spesso non sono a misura di studente. Incontrare un professore come lei è una fortuna rara.
Maria Teresa non c'è più, ma ci rimangono centinaia di saggi e articoli usciti soprattutto sul Secolo XIX. E poi l'Officina dei sogni, il primo libro che ha censito tutti i giovani artisti, scrittori, attori, musicisti genovesi della mia generazione, uscito per i tipi della Costa&Nolan nel 1994. E anche Abitare la notte, una ricerca che l'aveva portata a girare per tante discoteche, a parlare con centinaia di giovani e addetti ai lavori. Anche per questo le abbiamo dedicato genov@giovane (Fratelli Frilli editori), il libro a cura di mentelocale.it uscito nel 2002.
Laura Guglielmi

Ho incontrato per la prima volta Maria Teresa Torti nel 1993, durante una cena dopo un incontro pubblico sulla tolda della Nave Italia all'Expò semi vuoto e ancora privo di una nuova identità. Avevamo davanti quell'assurdo galeone dei pirati del film di Polanski. Conoscevo già Maria Teresa di nome, e lei conosceva me, ma quando ci siamo presentati rimase stupita che avessi solo 29 anni. Mi immaginava un artista maturo. Molto divertiti, ragionammo insieme su questa percezione distorta e ne attribuimmo la causa anche a Genova: «città sempre più vecchia e più piccola», disse Maria Teresa. Nacque un'amicizia profonda, radicata sull'essere entrambi nello stesso tempo degli insider e degli outsider. Posizione scomoda ma vitale, che permette di vedere le cose secondo una prospettiva molteplice, dislocata e creativa.
Così era Maria Teresa, pronta ad attraversare discipline e saperi diversi, e a filtrare la cultura nella complessità dell'esistenza di ognuno. Impresa difficile, rara, che ha un prezzo molto elevato, a volte anche insopportabile.
Cesare Viel

Su Maria Teresa è difficile (credo per tutti), esprimere sensazioni che rimandano, almeno nel mio caso, ad un rapporto che nato come relazione professionale, si é trasformato in autentica e sentita amicizia. Che dire? Che se non ci fosse stato Abitare la notte nessuno parlerebbe in Italia di Club Culture. Che il suo entusiasmo nel voler essere dentro gli eventi la rendeva adorabile a dj's accademici, frequentatori di club. Che le sue parole, si trattasse di un intervento ad un convegno o di una chiaccherata in un bar, erano sempre fonte di inarrivabile seduzione. Che il vuoto si sente ed é (lo so, sfocio nella retorica) incolmabile.
Pierfrancesco Pacoda

Maria Teresa anche per me è stata importante, e non solo dal punto di vista accademico. È stata una persona entusiasta che mi ha aperto una linea di conoscenze di persone, che sono occasione di incontri. Ancora oggi.
Maria Teresa se percepiva un interesse, cercava di aprirti la strada, di metterti in contatto. Con lei i "non luoghi" genovesi divenivano così luoghi significativi. Una persona diversa rispetto ai molti soloni genovesi che invece celano gelosamente i loro saperi e le loro amicizie.
Marino Muratore

Maria Teresa l'ho conosciuta in veste di prof, all'università, ci insegnava sociologia delle comunicazione. Con passione, entusiasmo, competenza, generosità, empatia, ironia.
Prof lo è rimasta per poco, è diventata subito un'amica su cui poter contare per un consiglio, un aiuto, una serata in pizzeria a scherzare e chiacchierare di tutto e di tutti.
Di lei mi ha sempre colpito lo sguardo. Il suo sguardo era un ponte verso la persona che gli stava davanti, chiunque fosse, un barone universitario, una matricola, un musicista rasta, una signora della genova-bene, un tossico di periferia, chiunque avesse davanti, i suoi occhi erano accesi di curiosità, attenzione, rispetto, sempre, come se ogni persona avesse un qualcosa di prezioso da darle e dirle, sempre e comunque. E questo rimarrà, quel suo sorriso dentro agli occhi, in mezzo al fumo delle sue sigarette, ai suoi occhialetti dalla montatura a volte colorata, e a quella sua voce un po' blues che non dimenticheremo mai.
Raffaella Grassi

Purtroppo io conoscevo la prof. Torti solo di vista, perché insegnava nella mia facoltà e qualche volta abbiamo scambiato due parole. Sicuramente le farebbe piacere essere ricordata in questa maniera, allegra e anticonvenzionale.
Anna Corvino

Ho conosciuto Maria Teresa con Massimo Canovacci, e di lei quel che più mi resta dentro è la sua voce. Alla sua voce densa, avvolgente, profonda, vorrei dedicare questo piccolo ricordo. Alla sua voce che così bene la rappresentava, e continua a rappresentarla oggi, e continuerà a rappresentarla domani.
Fiamma Montezemolo

Ho avuto il privilegio di conoscere solo a margine Maria Teresa: troppo vecchia (e distratta), forse, per essere sua allieva, troppo giovane (e distante) per essere sua amica. Gli studi seri e appassionati di Maria Teresa potrebbero esserci di aiuto per meglio comprendere fenomeni micro come la movida in piazza delle erbe del venerdì, che oggi sembra produrre solo comitati di residenti esasperati e blitz polizieschi, e per rammentare come, in questo contesto, forse è proprio questo tipo di sguardo (interessato, curioso, partecipato) che ci manca.
Laura Testoni

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