Feg e Palazzo Ducale insieme per 'Luoghi Comuni': filosofia per ragionare - Genova

Libri Genova Mercoledì 21 settembre 2011

Feg e Palazzo Ducale insieme per 'Luoghi Comuni': filosofia per ragionare

Genova - È da anni che Palazzo Ducale a Genova accoglie la filosofia per far incontrare il mondo del pensiero con l'ampio pubblico, a partire da questioni di stringente attualità, in iniziative ad ingresso libero.

Per il prossimo autunno la novità è che alla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, capitanata da Luca Borzani, proprio sulla filosofia si affianca la Fondazione Edoardo Garrone (Feg) in una felice collaborazione tra pubblico e privato che in tempi di stretta su tutti i portafogli, non rinunciano alla loro missione ma «uniscono le forze, nell'ottica di un'ottimizzazione delle risorse e nella filosofia della collaborazione, su un'idea che sta cuore a entrambe, di grande qualità, rivolta al grande pubblico», come afferma Borzani. «Un'iniziativa - prosegue Borzani - che intendiamo anche come messaggio più ampio verso un migliore utilizzo delle risorse in risposta all'attuale crisi».

La manifestazione Luoghi Comuni (dall'11 ottobre al 6 dicembre) «per andare oltre la banalità e collocare la filosofia in quei luoghi dove i cittadini si scambiano merci e parole», come la intende il filosofo Remo Bodei, professore di filosofia all'University of California di Los Angeles, componente del Comitato Scientifico della Feg e docente di Filosofia Teoretica all'Università di Genova, curatore del ciclo insieme alla filosofa Nicla Vassallo.

Sette incontri per dipanare o resuscitare sette concetti fondanti la società civile: Vita, Solidarietà, Bellezza, Felicità, Potere, Giustizia e Sessualità. Sette tra relatori e relatrici (curatori inclusi) tra studiosi di prestigio - Stefano Rodotà, Alberto Quadrio Curzio, Remo Bodei, Salvatore Natoli, Michelangelo Bovero, Elisabetta Galeotti - chiamati a restituire il giusto valore ad altrettante parole che dietro custodiscono preziosi concetti, in questo nostro tempo che tende a banalizzare e stereotipare tutto.

«È una risposta a tutte quelle parole che ci mancano ogni volta che la vita quotidiana ci pone di fronte alle grandi questioni come la nascita, l'amore, il dolore, la morte e ci troviamo privi della capacità di espressione, senza parole», spiega Bodei, e continua: «Affrontare questioni rimaste inevase o esplorate solo a livello didattico per potere ragionare in maniera non dogmatica e non ricorrendo a luoghi comuni in un tempo in cui si vive una sostituzione della realtà attraverso un cattivo virtuale. Questa è politica, non in senso partitico, ma come polis, ovvero formazione della cittadinanza chiamata a forme di confronto in cui cercare strumenti per le proprie scelte».

Tra i relatori nessuno straniero e poche donne (solo due). «Bodei insegna in California. Io sono spesso a Londra, dove mi sono formata. Elisabetta Galeotti è riconosciuta come gli altri a livello internazionale. Abbiamo scelto - spiega Vassallo - non tra le figure pop, cioè quelle più acclamate o invitate dai media, ma tra quelle più preparate che avessero anche un buon riscontro a livello internazionale - il che per un filosofo italiano non è sempre facile. Certo, abbiamo tenuto anche conto della situazione economica contingente, per cui non si può transigere. Il numero esiguo di relatrici donne, non fa felice neanche me, ma qui si è trattato di contenuti e non sempre è facile trovare chi ha approfondito uno specifico argomento».

Chiarezza verso oscurità di un'epoca, ma anche di alcuni modi di fare filosofia sono base condivisa delle scelte firmate da Bodei e Vassallo, nell'ottica di fornire strumenti per ritornare a ragionare e per ristabilite il valore di parole e concetti. «Storpiate, utilizzate per scopi politici o partitici nefasti - prosegue Vassallo - le parole bellezza potere giustizia sessualità sono private del loro senso, o meglio del concetto, usate come se questo non ci fosse. Senza il concetto, che sta alle spalle delle parole, queste sono vuote, come nella canzone Parole, parole, parole. Ad essere buoni, si potrebbe dire che queste parole oggi vengono usate per il loro valore estrinseco, ovvero sono qualcosa che ci può portare ad ottenere altro, per esempio la sessualità può portarci la felicità. Ma quello che conta è il valore intrinseco delle parole per questo è importante definirle».

Per Bodei c'è anche una volontà di «combattere l'idea che tutte le opinioni siano equivalenti per cui se tu dai ragione a me, io poi la do a te. Ma non funziona così, occorre cambiare mentalità, le interpretazioni non esauriscono la durezza dei fatti. In questa democrazia lasca che scivola nel populismo e in un'autocrazia elettiva - un vero paradosso - oltre all'habeas corpus occorre ripristinare l'habeas mente, la capacità tra la gente di ragionare e farlo a partire dalla propria testa, da proprie convizioni, fuori da dogmatismi.

La filosofia non è in dubbio perpetuo per cui si resta in stallo, bloccati per sempre, piuttosto fa del dubbio parte dell'argomentazione. Come gli architetti, da oltre 2500 anni, i filosofi cercano di rendere sempre più abitabili i luoghi che viviamo, e non lasciare che diventino degli alberghi a ore da dimenticare».

Potrebbe interessarti anche: , BookPride 2019: impossibile resistere ai libri , Lo Stato Sociale: Sesso, droga e lavorare, un romanzo collettivo per scendere negli inferi della precarietà , Book Pride 2019, le Stelle polari: il programma degli incontri a Genova. Con Nada, Cognetti e De Gregorio , Tutti i giorni è così, Centazzo svela i segreti di Cala Marina , Centazzo, Il libretto rosso dei pensieri di Miao: istruzioni per una società gatto-comunista

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.