Attualità Genova Martedì 20 settembre 2011

Addio a Pepi Morgia: i funerali con Don Gallo, Baccini e De Scalzi

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Genova - Una folla di persone si è radunata oggi, martedì 20 settembre 2011, presso la chiesa di San Benedetto, per dare l'ultimo saluto a Pepi Morgia, il regista e light designer scomparso ieri, a 61 anni, per problemi al fegato.

A celebrare la messa c'era Don Gallo, vestito di bianco, così come molti dei partecipanti, che hanno rispettato le volontà del Corsaro Nero, come lo chiamavano gli amici, che voleva vedere i suoi cari in bianco per il suo funerale.

Tra loro, Vittorio De Scalzi, che durante la messa ha intonato una canzone per Pepi, Le onde del sogno. «È una canzone speciale che Fabrizio De André aveva scritto per lui su un tovagliolo durante una tournée, e io l'ho musicata». Vittorio, commosso, ricorda l'amico e collega: «Sono contento che sia andato via sereno. Ha accettato la condizione di una persona in partenza. Abbiamo iniziato il nostro percorso artistico quasi insieme. Mi ricordo ancora quando è arrivato una notte a Bologna nel 1968 e ha iniziato la sua carriera con i New Trolls».

«Non sono qui per fare i complimenti alla vita di Pepi - aggiunge De Scalzi - ma i complimenti se li merita. La sua arte era un tramite tra gli artisti e il pubblico. E tanti grandi hanno lavorato con lui. Claudio Baglioni e Gianna Nannini sono anche venuti a trovarlo durante il suo ricovero».

Anche Alberto Fortis dedica una canzone a Morgia e lascia il suo saluto: «Pepi era una grande persona. Con la sua scomparsa ha lasciato un vuoto. Spero che il suo modo di essere e di fare continui ad essere un esempio». Tra gli amici e i colleghi, anche il cantante Francesco Baccini, che con Pepi aveva lavorato fino all'ultimo per Baccini canta Tenco: «Siamo stati fianco a fianco fino all'ultimo. Quando ho saputo che stava male, per me è stata una doccia fredda. Pepi è stato positivo fino alla fine, pensava già al suo ritorno in scena, a Sanremo, a come sarebbe stato andare avanti. La prima luce che si accenderà sul palco sarà lui, che è ancora con noi».

Don Gallo lo ricorda con amore: «Per me era come un figlio e il suo essere regista delle luci era un mestiere che faceva per amore e con amore. Un amore che ha mostrato fino in fondo, quando ha deciso di sposare Patrizia Tenco in ospedale. Un vero gesto d'amore, senza vincoli. Ieri ho pianto, con un misto di dolore, sofferenza e gioia». Il Don, però, non lascia che la celebrazione versi in troppa tristezza e preferisce ricordare Pepi con qualche battuta: «Quando l'ho sposato, mi ha messo due dita nel bicchiere e mi ha benedetto, sorridendo».

Poi passa al Vangelo, legge il Discorso della Montagna e ricorda i tanti lavori di Pepi, dagli allestimenti per le olimpiadi di Atene, a quelli per l'ostensione della Sindone. «Sarà contento che siamo qui senza grandi scene - dice Don Gallo - Pepi non sparirà mai, come dicono i benedettini Vita mutatur, non tollitur (la vita non è tolta, ma trasformata, n.d.r.). Così quando guarderò in alto e vedrò luci meravigliose penserò che è Pepi, diventato regista delle luci anche lassù. Finalmente in cielo c'è anche un regista come si deve».

Dopo il Don, in tanti sono saliti sull'altare per lasciare la loro testimonianza. Il figlio Emiliano ha detto: «Quando l'ho salutato per l'ultima volta gli ho detto Ci vediamo dopo, come si dice quando si fa uno spettacolo insieme. Ci rincontremeremo in futuro»; la compagna Patrizia: «Non abbiamo avuto una vita per stare insieme, ma il tempo che ci è stato dato è stato intenso. È come se mi avesse regalato una nuova vita. Grazie Pepi, ci vediamo dopo».

Lo hanno ricordato i boyscout, di cui faceva parte da ragazzo: «Già allora era un piccolo mago nel dare la giusta luce al cerchio del falò. Ora la luce è tutta per lui, quella vera»; i fan: «Pepi, quando arriverò anche io lassù canteremo una canzone insieme», chi lo conosceva e chi non lo conosceva, ma che ha voluto testimoniare per lui.

In chiesa c'erano anche l'amica di sempre Dori Ghezzi, l'assessore alla cultura del Comune di Genova, Andrea Ranieri, Andy dei Bluvertigo, il chitarrista Armando Corsi, il discografico Stefano Senardi e la cantante Irene Fargo. Tante corone di fiori bianchi, il colore preferito di Pepi, tante lacrime e commozione, ma anche sorrisi, per i ricordi che Pepi ha lasciato con la sua arte.

Poco dopo l'una, il carro funebre si è allontanato dalla chiesa di San Benedetto, in direzione Staglieno, dove il corpo di Pepi verrà cremato. Le ceneri, poi, saranno disperse in mare, come avrebbe voluto per la sua ultima scena il regista di luci.

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