Teatro Genova Teatro Gustavo Modena Venerdì 16 settembre 2011

Teatro dell'Archivolto: il programma della stagione 2011/2012

Genova - «Siamo davvero orgogliosi - afferma Giorgio Gallione, regista e direttore artistico del Teatro dell'Archivolto - questa stagione miracolosa è il risultato di tanti anni di lavoro, di incroci professionali e personali felici all'insegna di una sobrietà artistica e di una grande qualità delle proposte in cartellone».

Proprio giocando sull'affetto, la fiducia, la «mirabolante quindicesima stagione teatrale dell'Archivolto al Teatro Modena - come la definisce a sua volta Pina Rando, direttrice del teatro - è stata realizzata a costi bassissimi, perché molti artisti hanno accettato di venire a Genova ad incasso, il che è davvero un segno di stima e amicizia considerati i nostri 500 posti. Credo sia anche grazie al nostro pubblico, che da sempre stimola gli artisti in cartellone a tornare perché considerato inusuale e attento».

Tutte confermate le collaborazioni degli anni passati con Dergah Danza Teatro, compagnia di danza guidata da Giovanni Di Cicco residente al Modena; la Fondazione Garrone per i Lunedì FEG; la Circoscrizione; l'Orchestra Sinfonica di Sampierdarena in concerto con il sassofonista jazz Scott Hamilton; il Goethe Institut per la rassegna di danza contemporanea Tanz! Coreografie berlinesi dalla capitale tedesca; la Fondazione Cultura; Echo Art e la Banda di Piazza Caricamento che presenta Ri-Ciclo music, il nuovo album dedicato all'ambiente.
E si aggiunge qualche novità: la collaborazione con il Teatro Stabile di Genova che crea uno scambio nei cartelloni, due coproduzioni: Tinello Italiano, da Altan (al Modena), «la terza collaborazione con il brillante vignettista e scrittore di aforismi, questa volta impegnato a delineare personaggi catatonici, del tinello italiano appunto, che a fatica si smuovono dalle poltrone, bloccati da inedia e depressi di fronte alla TV. Un cast di 9 attori con alcuni giovani appena diplomati dalla Scuola dello Stabile»; e Ciò che vide il maggiordomo di Joe Orton, (al Duse) «una proposta di Carlo Repetti che abbiamo accettato con entusiasmo, io stesso avevo lavorato molti anni fa con Mauro Pirovano a Il malloppo, un altro testo del drammaturgo inglese e che offre sempre una vera e propria palestra per gli attori per la bivalenza dei suoi testi, tesi tra verosimiglianza e situazioni al confine con la realtà». La collaborazione crea l'occasione per un interscambio tra compagnie e pubblici.

Sono 30 i titoli in cartellone per il 2011/2012 con «un forte focus - prosegue Gallione - su attori e attrici: arrivano infatti Isabella Ragonese (con Lady Grey dello statunitense Will Eno), torna Licia Maglietta (con La grande occasione, due monologhi da Alan Bennett), arriva Michela Cescon in collaborazione con il Festival dell'Eccellenza al Femminile in Leonide, parte dedicata a Nilde Iotti di uno spettacolo più ampio presentato a Spoleto; e, ancora, Filippo Timi, che in Favola, recita en travesti mischiando surrealtà a indagine sociale; Lucrezia Lante della Rovere in Malamore di Concita De Gregorio.

Torna Pippo Delbono con due lavori: uno storico, l'Enrico V con Pepe Robledo, un affresco sulla guerra con un coro di giurati fatto da attori giovani che verranno selezionati attraverso un laboratorio; e Amore e Carne, spettacolo-concerto con Alexander Balanescu che intreccia la sua abilità di violinista a parole di poeti messe in scena da Delbono.
Ritorno anche per Emma Dante e Ascanio Celestini: la prima porta una rilettura di Biancaneve, Gli alti e bassi di Biancaneve, con i 7 nani minatori che hanno perso le gambe, uno spettacolo per piccoli e adulti che nasce in partnership con l'Archivolto. Celestini invece presenta Pro Patria.

Sempre tra gli interpreti, arriva Fabrizio Gifuni, con lo spettacolo-evento della scorsa stagione, L'ingegner Gadda va alla guerra, su due testi di Gadda; ritorna Fabrizio Coniglio (ex allievo della Scuola del Teatro Stabile) l'anno scorso al Modena con Suicidi?, questa volta alla prova anche come drammaturgo in Il viaggio di Nicola Calipari, che raccoglie testimonianze e documenti originali per rievocare il rapimento di Giuliana Sgrena e gli eventi che portarono all'uccisione di Calipari. Uno spettacolo che sarà seguito da un incontro proprio con Sgrena.

Per la prima volta
sul palco del Modena anche Ricci e Forte con il loro teatro ispirato a quello della crudeltà di Artaud, dal forte impatto visivo e fondato più sulla gestualità che sulla parola, Macadamia Nut Brittle. Ci saranno anche: Fausto Paravidino, con il suo nuovo spettacolo Il diario di Mariapia, una riflessione sulla morte; Gabriele Vacis e l'attore e drammaturgo albanese Aram Kiam, in Mi chiamo Aram sono italiano, a proposito degli immigrati di seconda generazione, per la terza volta Babilonia Teatri con uno spettacolo sui tabù della morte, molto bello e comicamente doloroso The End».

Ad aprire la stagione, anche se fuori abbonamento, lo spettacolo di Sabina Guzzanti. «Per la prima volta nonostante ci conosciamo da anni sono riuscita a portare in teatro un suo spettacolo con un riallestimento per un lavoro più intimo, rispetto alle sue proposte. Sì! Sì! Sì! Oh, Sì! è legato al Referendum, e mette a confronto due ventenni quello vissuto dai nostri genitori con quello subito da noi». A dicembre riconfermato l'appuntamento in collaborazione con la casa editrice Einaudi, La notte degli scrittori «un happening che prevede reading da parte degli autori stessi, una cena a buffet per un incontro informale tra pubblico e artisti e un secondo tempo tra reading e letture da parte di attori».

In cartellone anche le produzioni dell'Archivolto tra cui La donna che sbatteva nelle porte con Marina Massironi; Eretici e corsari, da Pasolini e Gaber divenuto da reading a spettacolo; lo storico Pimpa, Kamillo e il libro magico e Diario di un somaro da Pennac.

Per ora solo due i titoli di danza (incerta la riedizione di Notturno in danza e per ora fermi sul fronte nuove produzioni): oltre a Tanz! Coreografie berlinesi, il lavoro Il mito del dio denaro, uno spettacolo di teatro, danza e musica di Francesca Pedullà, Eric Acakpo e Davide Francesca che fa parte di un progetto più ampio Dialogue Inevitable, nato in Benin per stimolare lo scambio e il dialogo interculturale, giunto alla settima edizione. «Il processo di lavoro - spiegano Francesca Pedullà e Davide Francesca - di per sé è diventato terreno di dialogo culturale con attività di volontariato e scambio, in un'indagine partita per approfondire le contraddizioni africane che ha finito per svelare molte somiglianze con la nostra cultura. Il progetto intende creare collaborazioni e scambi a prescindere dal singolo spettacolo. In questa occasione l'appuntamento di Genova è una delle tappe di Scali Atipici che toccherà anche Berlino e Cotonou in Benin, e ci soffermeremo sul tema Dinamiche di migrazione con attività organizzate dalla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale con l'artista senegalese Mansour Ciss e un atelier di composizione musicale».

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