Teatro Genova Teatro della Corte Martedì 13 settembre 2011

Aria di novità al Teatro Stabile con la nuova Stagione 2011‑2012

Genova - Un'arietta fresca percorre il cartellone 2011/2012 del Teatro Stabile di Genova. Strette le borse ministeriali e, a caduta, quelle degli enti locali (Regione, Provincia e Comune), il dialogo torna di moda (mi sa che l'ho già scritto, ma meglio ripetersi in questo caso) persino in una città abituata secolarmente a custodire gelosamente i confini dei propri ambiti.

Su invito di Andrea Ranieri, assessore alla Cultura del Comune di Genova, Stabile e Archivolto, per la prima volta praticamente insieme, mettono in atto una collaborazione che genera due nuove produzioni: Tinello Italiano (una produzione dell'Archivolto in collaborazione con lo Stabile e nel cartellone di quest'ultimo, anche se in scena al Modena - 26 ottobre-12 novembre), da un testo di Francesco Tullio Altan, un montaggio di suoi aforismi confezionato appositamente, per la regia di Giorgio Gallione e Ciò che vide il maggiordomo di Joe Orton (11-22 aprile), sempre per la regia di Gallione. Due le regie per altrettante nuove produzioni del teatro affidate come sempre a Marco Sciaccaluga: Moscheta di Ruzante con Tullio Solenghi e Maurizio Lastrico, Barbara Moselli e Enzo Paci (15 novembre - 7 dicembre) e La scuola delle mogli di Molière (13 marzo - 5 aprile).

I tempi poi erano maturi per un rinnovo fisiologico delle cariche all'interno dell'assemblea e del Consiglio di Amministrazione (CdA). Ecco chi entra: Lazzaro Calcagno (del Sipario Strappato), Roberta Canu (del Goethe Institut), Ariel Dello Strologo (anche nel CdA), Ivo Guidi, Francesca Perrazzelli, Teresa Sardanelli e la filosofa Nicla Vassallo. Già presidente della Porto Antico Genova, Ariel Dello Strologo rappresenta un'ulteriore apertura a collaborazioni già in atto costruite a partire da un tavolo spontaneo (come l'ha definito il direttore dello Stabile, Carlo Repetti) che coinvolge la Fondazione Cultura di Palazzo Ducale (guidata da Luca Borzani, già nell'Assemblea e nel CdA del Teatro), la Porto Antico appunto, l'Acquario di Genova a cui a breve si unirà la Fiera di Genova.

Sempre sull'onda dello spirito di collaborazione, aumentano ancora le ospitalità di compagnie e realtà teatrali locali (già da qualche anno in voga al Duse) che quest'anno arrivano a coinvolgere 14 tra gruppi e figure singole: dalla compagnia Gank che apre la stagione del Duse con Don Giovanni di Molière (una coproduzione Gank-Stabile, in scena dall'11 al 30 ottobre) al Teatro Cargo, che presenta Questa immensa notte, applaudito da pubblico e critica al 45esimo Festival Teatrale di Borgio Verezzi, in scena al Duse dal 29 novembre al 4 dicembre, con una nuova attrice, Raffaella Tagliabue (al posto di Lisa Galantini impegnata con Branciaroli); da Luigi Maio con Commedia da Camera (6-8 dicembre) a Elisabetta Pozzi che veste i panni di Elektra nel celebre testo di Hugo von Hofmannsthal e Giampiero Rappa (ex allievo della Scuola di Recitazione genovese), che con la sua compagnia Gloriababbi Teatro presenta Sogno d'amore (14-18 dicembre).

E ancora, Andrea Liberovici, regista di una delle nuove produzioni dello Stabile, L'ultima notte. Anatomia di un suicidio, un testo originale di Corrado Augias e Vladimiro Polchi sulla vicenda di Raul Gardini (22-27 novembre), Don Gallo di nuovo in scena (alla Corte, però) nei panni di Girolamo Savonarola con Io non taccio, di Stefano Massini (20-22 dicembre) per altro Massini, drammaturgo è in cartellone anche con L'arte del dubbio, un testo tratto da Gianrico Carofiglio con Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani (15-19 febbraio, al Duse). Sempre a dicembre in scena al Duse (20-23 dicembre) anche Enrico Campanati, Carla Peirolero e Roberta Alloisio in Canto di Natale da Charles Dickens. A marzo (dal 14 al 18) poi di nuovo Roberta Alloisio con il fratello Gian Piero e Federico Sirianni in Malavitaeterna, operina scritta e diretta da Gian Piero sull'emarginazione e la tossicodipendenza come malattia o devianza che colpisce giovani e adulti, borghesi e vecchi barboni.

E sempre a marzo, ma dal 20 al 25, Pino Petruzzelli presenta Storia di Toenle di Mario Rigoni Stern. A maggio poi: Mario Jorio con il suo Riccardo III (2-6 maggio), in una nuova versione rispetto allo Studio presentato la scorsa stagione al Teatro HOP; Il Venditore di Profumi di Mario Bagnara portato in scena dall'associazione Teatro in Voce per la regia di Vito Malcangi (8-13 maggio) e Il motore ad acqua di David Mamet nella versione della Compagnia DeiDemoni (15-20 maggio). E Beppe Gambetta per la 12esima edizione di Acoustic Night. Molti liguri o artisti formatisi in Liguria o che hanno per così dire acquisito la cittadinanza.

Novità collaterale, ma indicativa di una brezza felice che fa virtù delle tante realtà culturali operanti in zona, e rompe il ghiaccio con una fascia d'età non troppo inclusa nella programmazione, Domenica... anche noi a teatro!: laboratori per bambini/e dai 5 ai 12 anni in contemporanea alle repliche pomeridiane in cartellone, per lasciare nonni e genitori liberi di seguire lo spettacolo, senza dover essere parcheggiati. Giochi, musica, danza, teatro ovviamente e racconti a cura di tre associazioni Après la nuit, Librotondo e Echo Art (è obbligatoria la prenotazione al momento dell'acquisto del biglietto e almeno 3 giorni prima dello spettacolo).

Tra gli ospiti: il grande Ferruccio Soleri con il suo Arlecchino, Sebastiano Lo Monaco in Per non morire di mafia, Valter Malosti attore e regista di Signorina Giulia di Strindberg, Paolo Bonacelli in L'uomo prudente di Goldoni, Nicoletta Braschi in Tradimenti di Pinter, Massimo Popolizio impegnato in un testo contemporaneo sul tema della pedofilia Blackbird, Marco Paolini con ITIS Galileo, Umberto Orsini in La Resistibile Ascesa di Arturo UI di Brecht, Elio De Capitani e Ida Marinelli in The History Boys di Alan Bennett, Laura Curino in Malapolvere. Veleni e antidoti per l'invisibile, Ugo Chiti con un suo Decameron, un altro Brecht, L'opera da tre soldi con Massimo Ranieri e la regia di Luca De Fusco (in cartellone ma in scena al Carlo Felice - 15-18 marzo), Franca Valeri con Licia Maglietta in scena con Non tutto è risolto e, ancora, Cesare Lievi alla regia de Il principe di Homburg, Marco Baliani in Kohlhaas, attore e regista per un lavoro tratto da Heinrich von Kleist.

Insomma un cartellone piuttosto vario, per generi e protagonisti, con una maggior presenza di commedie, per ridere e riflettere, di classici anche non scontati, senza contare una decisiva virata verso il contemporaneo nella scelta dei titoli. A proposito di contemporaneo: confermata a chiusura di stagione la Rassegna di Drammaturgia Contemporanea (17esima edizione), con tre nuove mises en espace da testi provenienti dall'Argentina, da Israele/Iran/USA e dall'America.

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