Concerti Genova Lunedì 12 settembre 2011

Notte Bianca 2011: «una festa che mi convince sempre meno»

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Pubblichiamo di seguito lo sfogo di Stefano Andrea Vignolo, membro della community di mentelocale: «la Notte Bianca? Un evento che mi convince sempre meno» dice. Leggi un po' perché.

Vuoi dire la tua su questo argomento? Oppure vuoi mandarci le tue foto della Notte Bianca (clicca qui per vedere le nostre, e sfoglia la galleria fotografica in questa pagina per vederne alcune che abbiamo ricevuto dalla community)?
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Genova - Tutti contenti della Notte Bianca? Ma contenti di cosa ? Ecco, a costo di passare per snob, elitario, rompiballe, mugugnoso, retrogrado, vecchio (!?!), etc. etc., non posso rimanere in silenzio di fronte a qualcosa che – anno dopo anno – mi convince sempre meno.

Pure il sottoscritto ha partecipato con entusiasmo a tutte le edizioni della Notte Bianca (anche se questa volta ho escogitato una breve fuga nell’entroterra) ma purtroppo sabato 10 settembre ho visto cose che non mi sono piaciute per nulla e che mi hanno fatto riflettere sul senso di questo evento, oramai diventato talmente irrinunciabile da far impallidire i classici festeggiamenti di San Silvestro.

La domanda che mi pongo è la seguente: qual è lo scopo della Notte Bianca?. Ossia – per dirla meglio – qual è il messaggio che viene mandato alla cittadinanza ? Perché la Notte Bianca – ricordiamolo – non è una festicciola auto-gestita da una comitiva di buontemponi, ma un’iniziativa pensata e voluta dal Comune di Genova che richiede notevoli sforzi di programmazione.

Un Comune – il nostro – che ha organizzato l’edizione 2011 con grande fatica, andando letteralmente col piattino in mano ad implorare i contributi degli sponsor privati. Non voglio entrare nel merito delle polemiche sui costi (dirò solo che la storia del pareggio di bilancio non mi convince del tutto), né sulla scelta delle maggiori offerte musicali (non proprio giovanili, volendo usare un delicato eufemismo).

La questione che voglio sollevare è di spessore più alto. Una questione di carattere cul-tu-ra-le. Voglio capire se il Comune – al di là delle attività di marketing territoriale – è consapevole o meno di quel che accade durante questa magica notte.
L’amministrazione si salva la coscienza mettendo un po’ di vigili qua e là e vietando la vendita delle bevande nelle bottiglie di vetro (moltiplicando però la plastica in circolazione, senza peraltro predisporre dei punti di raccolta differenziata). Ma chiude un occhio – anzi, tutti e due – sulla massa di ragazzini (definisco così, in estrema sintesi, una fascia indistinta di persone che si colloca tra i 15 e i 40 anni) che sembra preoccupata di una cosa sola: sballare. E che trova nella Notte Bianca un terreno fertilissimo, fatto di locali aperti fino al mattino e di distribuzione a pioggia di birra in ogni angolo del centro (non era così gli anni scorsi). Per tacere di altro.

Bastava girare per i vicoli dopo mezzanotte e osservare la faccia della gente che incrociavo sul mio cammino. Sguardi intontiti dall’alcool. Resse dappertutto per conquistare un bicchiere (l’ennesimo) di qualsivoglia elisir al prezzo più basso possibile. Ragazze attaccate alla bottiglia di superalcolico acquistata evidentemente nel pomeriggio (alla faccia della succitata ordinanza). Dj set improvvisati dovunque, anche nel bel mezzo di vicoli strettissimi, con conseguenti (e inevitabili) blocchi del passeggio.

È questo il divertimento che propone il Comune di Genova? A questo punto mi sembra già di sentire la facile obiezione. Mi si dirà che sono comportamenti individuali. Che se le orde si comportano male, è solo problema loro. Ma non è così. Perché dobbiamo avere l’onestà di dire che la Notte Bianca viene organizzata in modo tale da non dissuadere comportamenti del genere. Anche grazie al fattivo contributo dei pubblici esercizi che colgono l’occasione per vendere fiumi di alcool a prezzi stellari e rifarsi, in una notte, dei minori incassi di un intero mese.
Si ritorna quindi alla domanda iniziale: quale è il messaggio?

Perché delle due, l’una: se il messaggio è quantitativo (massima partecipazione numerica possibile) allora la Notte Bianca è stata certamente un successo e va applaudita un’amministrazione che è riuscita a confermare l’iniziativa anche in un 2011 di lacrime e sangue per la cassa comunale; ma se il messaggio deve essere qualitativo (come si desume dalle dichiarazioni ufficiali della Sindaca) allora – mi spiace dirlo – ma lo scopo mi pare mancato.

Non ho visto nulla dell’afflato identitario. Non ho visto nulla della riappropriazione della città. Non ho visto nulla dell’incontro tra generazioni. Non ho sentito alcun profumo europeo.
Non ho nemmeno visto – ci avete fatto caso ? – una massiccia apertura notturna delle botteghe. Anzi, all’infuori dei bar et similia che hanno giustamente approfittato della Notte Bianca per rimpolpare il fatturato, l’aria fuori dalle strade principali era da serrata generale. Per assurdo, ho trovato più viva la piccola Busalla, dove alle 23 tutti i negozi (fin il besagnino) erano aperti per la Festa Patronale e si respirava un’aria di comunità (e non di sballo ad ogni costo).

Insomma, non voglio passare per parruccone moralista (non lo sono mai stato), ma questa Notte Bianca mi sembra diventata una generica e indistinta voglia di fare casino, a prescindere dai contenuti. Una sorta di Capodanno alla ennesima potenza, dove tutto è consentito, incrociando le dita affinchè non succeda nulla di grave. Come in piazza Verdi, dove un dj set collocato a fianco della Stazione Brignole attirava un continuo via-vai di ragazzi con altissimo rischio di investimento da parte delle vetture obbligate a transitare in quel punto per uscire dal centro in direzione levante.

E chiudo questo mio provocatorio (e dunque un po’ esagerato) j’accuse dando una mia personale (e altrettanto provocatoria) risposta all’amletica domanda centrale. Gli organizzatori dell’evento sono consapevoli delle cose che ho segnalato? Se la risposta è negativa, allora occorrono un bell’esame di coscienza e il coraggio di riorganizzare (se non addirittura abolire) la Notte Bianca 2012. Se la risposta è positiva, allora siamo nel campo nella correità (come dicono i giuristi) perchè non è accettabile che una moderna amministrazione si faccia coinvolgere in giochetti di così basso profilo.

Solo critiche, le mie ? No, anche proposte.
Ad esempio, dissuadere la concentrazione umana nei vicoli federalizzando la Notte Bianca nei Municipi – che oggi vengono coinvolti a livello troppo secondario e spesso all’insegna del fai da te – così da avvicinare veramente gli spazi della città (di tutta la città) ai cittadini di ogni età.
Oppure suddividere le piazze del centro per temi, concentrando la distribuzione di alcolici in una grande kermesse (tipo Oktoberfest) nel perimetro di un luogo più facilmente gestibile (piazza della Vittoria o l’Expo) e vietando la vendita di alcolici altrove (non mi sembra un’eresia: succede attorno allo stadio di Marassi per motivi di sicurezza, a maggior ragione il principio deve valere in casi come questi).
Ma soprattutto, creare una miriade di piccoli eventi di quartiere che diano veramente il significato di un giorno diverso dagli altri. Come quella bella iniziativa di Ferragosto auto-organizzata (a costo zero per il Comune) dai residenti e commercianti di San Bernardo con la mega-tavolata in mezzo alla via.

Il mio sogno – perché anche di sogni si deve vivere, non solo di freddi bilanci economici – è vedere una Genova viva e giovanile 365 giorni all’anno e non solo una notte ogni tanto. La notte della Notte Bianca. La notte dello sballo ad ogni costo.
E chiudo – davvero – proponendo un caloroso saluto a due benemerite categorie: gli instancabili operatori Amiu che già alle prime ore circolavano per eliminare le poco piacevoli tracce dei festeggiamenti altrui, e i numerosissimi volontari delle Pubbliche Assistenze, veri e propri Angeli della Notte.

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