Concerti Genova Domenica 11 settembre 2011

Notte Bianca 2011: in 400 mila per Venditti e Bennato

© Chiara Pieri
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Genova - La Notte Bianca è ormai diventata quasi un'istituzione per la nostra città: per i genovesi è, indubbiamente, uno dei momenti più attesi dell'anno, perché riesce a scatenare quell'euforia e quella voglia di divertirsi e uscire, che troppo spesso i nostri concittadini dimenticano di avere.
Così, complici anche la fine dell'estate e una serata calda illuminata dalla luna piena, migliaia di persone si sono riversate in centro, tra musica, concerti, performance e dj set, per far parte, almeno per una sera, della tribù dei nottambuli.

Anche noi siamo andati tra la folla per assaporare un po' delle tante proposte offerte dalla Notte Bianca. Non avevamo una meta precisa, ma un salto a vedere i big lo volevamo fare. Così, abbiamo lasciato l'immancabile scooter nei pressi del Ponte Monumentale, per cominciare la serata attraversando via XX settembre, con destinazione piazza della Vittoria, dove alle 22 era atteso il concerto di Venditti.

Guardare via XX settembre dall'alto, trasformata in un fiume umano, tra mille luci, colori e suoni che provenivano dai diversi palchi montati lungo la strada, è stato uno spettacolo unico, che ci ha subito invogliato a buttarci nella mischia. In centro c'era gente di ogni tipo, giovani e meno giovani, famiglie con bambini, coppie, ragazzi e signori di una certa età. Tutti lì allo scopo di divertirsi. C'era chi faceva shopping nei negozi rimasti aperti per l'occasione e chi sostava ad ascoltare musica, chi si godeva uno spettacolo e chi preferiva fermarsi presso uno degli stand gastronomici, per un pezzo di focaccia al formaggio.

Tra un po' di cover anni '80, un'esibizione scatenata di un ballo tradizionale degli indiani d'America e un giro tra le bancarelle di un mercatino, siamo approdati in un'affollatissima piazza della Vittoria. Se Venditti non è proprio il cantante simbolo per attrarre giovani, tuttavia, con stupore abbiamo constatato che la piazza era piena di gente: dai grandi fan ammassati nelle prime file alle signore cresciute sulle note di Ci vorrebbe un amico, con loro anche gruppi di ragazzi, che si sono uniti in un unico coro durante Notte prima degli esami.

L'artista romano ci ha regalato un bel concerto, che sinceramente non mi aspettavo, non conoscendo tanto bene né lui, né la sua musica. Invece, con qualche canzone dell'ultimo album, Dalla pelle al cuore, insieme ai grandi successi come Sara, Giulio Cesare e Roma Capoccia, l'Antonello nazionale è riuscito a conquistare il pubblico genovese, ricordando anche ai giovani di non abbassare la testa: «Le condizioni precarie c'erano già negli anni '70. Credo che da qualche parte troveremo la forza e la strada giusta per andare avanti».

Il concerto è volato, ma la nostra notte è appena cominciata. Ci dirigiamo verso piazza De Ferrari, per assistere al live dell'altro big, Edoardo Bennato, che non si fa attendere troppo e, poco dopo le 23.30, attacca con Abbi dubbi. A De Ferrari si sta un po' stretti, muoversi è quasi impossibile e una volta sentita, Il gatto e la volpe, decidiamo di andarcene. Anche perché Bennato sta suonando canzoni nuove e poco note, che, a mio parere, non risultano molto coinvolgenti.

Ci spostiamo nella zona movida, alla ricerca di qualcosa da bere e di qualche amico, perché la Notte Bianca è anche questo, rincontrare persone che non si vedono da un po'. Tra una birretta, un panino e quattro chiacchiere, arriviamo al Porto Antico. Qui domina la house di Joe T. Vannelli. Restiamo per un po', poi decidiamo di tornare sui nostri passi e dirigerci verso casa.

Alla fine della serata ci sentiamo abbastanza soddisfatti della nostra Notte Bianca. Resta un po' di amarezza per Bennato, da cui ci aspettavamo di più, ma anche qualche dispiacere. La Notte Bianca dovrebbe essere un momento luminoso per la nostra città, tuttavia non si possono nascondere i suoi punti critici. L'alcool scorre a fiumi e, per quanto il fatto, faccia la fortuna dei negozianti, altrettanto non lo è per i più giovani. Troppe persone collassate, troppe ambulanze che volano a sirene spiegate fanno ricordare che non per tutti è un clima festoso. Anche chi si ritrova per lavoro a pulire le strade non se la passa meglio, la città è ridotta male dopo la nottata di bagordi e in più, come ricordano gli operatori Amiu, con un cartello sulla schiena, la manovra li ha resi precari. Forse si sarebbe potuto chiamare un big in meno e investire di più sulla città.

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