Concerti Genova Mercoledì 10 agosto 2011

Jazz ma non solo all'Outlet: la reunion degli Area

Genova - Un pubblico straripante ed entusiasta ha salutato ieri il concerto degli Area, ospiti delle notti jazz organizzate all’Outlet di Serravalle Scrivia, nell’ambito del tour che, dopo circa trenta anni, vede riuniti i componenti originari della band, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Ares Tavolazzi, per l’occasione insieme al batterista Walter Paoli e alla vocalist Maria Pia De Vito.

Un tour organizzato, a detta dei protagonisti, «solo per divertimento», senza alcun progetto discografico in vista. Ma inevitabilmente, per molti fra i presenti in platea, un'occasione per salire a bordo della navicella del tempo e ritornare a metà anni Settanta, quando il progetto rivoluzionario, in musica ed altro, degli Area, spargeva i propri semi in giro per l’Italia e conquistava piazze e festival. Il mio viaggio, chiudendo gli occhi durante l’esecuzione di alcuni fra i classici riproposti, mi ha ricondotto al Palasport di Genova, intorno al 1977, in una sera piovosa, festival di musica alternativa, quando la forza e la novità delle idee di Demetrio Stratos e dei suoi compagni mi conquistarono fino all’ultimo secondo di musica, nonostante le incertezze di un viaggio di ritorno a casa notturno.

Trenta anni dopo, la musica degli Area non pare aver perso nulla della propria carica
, semmai guadagnando sul piano della raffinatezza e della ricchezza degli arrangiamenti, portato delle numerose esperienze in campo jazzistico di alcuni dei componenti. Non hanno neanche perso la voglia di sperimentare e di stupire, come dimostrato sia dalla lunga introduzione di Paolo Tofani alla Trikanta Veena, una chitarra a tre voci da lui stesso progettata e realizzata dopo anni di progetti elaborati durante gli anni del ritiro spirituale, sia il minuto e venti di Sedimentazioni, un patchwork di dieci anni di produzioni musicali , sovrapposto e sparato a volume folle come «introduzione per le giovani generazioni al mondo Area».

Dopo è iniziato il viaggio nel tempo, con tutti i classici del gruppo, da Arbeit Macht Frei, titolo del primo album (1973), a Cometa Rossa, Gerontocrazia con la ninna nanna in greco ripresa splendidamente da Maria Pia De Vito, L’Elefante bianco, La mela di Odessa cantata da Tofani e dalla De Vito e l’ovvio finale di Luglio Agosto Settembre (nero).

Quello che colpisce, insieme all’amalgama strumentale diretto dalle tastiere di Fariselli e dai suoni elettronici di Tofani, supportato dalla ribollente ritmica di Tavolazzi e Paoli, è l’inserimento nelle dinamiche collettive di Maria Pia De Vito, dotatissima vocalist spesso presente in ambiti di sperimentazione: se poteva risultare difficile immaginare un cantante al microfono del compianto Demetrio Stratos, la De Vito ha invece convinto del tutto, interpretando il compito con estrema intelligenza, evitando le tentazioni emulative e fornendo invece un apporto personale, basato sulla lunga esperienza di progetti elaborati sulla voce.
Il finale, cantato collettivamente, con la guida del salmodiante canto del monaco Tofani, è per Gioia e rivoluzione, una delle più belle sintesi dell’essenza degli Area, un equilibrio fra opposti, che neanche il tempo e la crudele sottrazione di due dei cinque artefici è riuscito ad infrangere.

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