Concerti Genova Lunedì 25 luglio 2011

Porto Antico: Brainkiller e Naked Truth al Gezmataz

Genova - Trasversalità e abbattimento delle barriere: sono alcuni dei principi ispiratori della Rare Noise records, l'etichetta discografica creata a Londra nel 2008 dal musicista Eraldo Bernocchi e dal produttore genovese Giacomo Bruzzo. Un esempio pratico della filosofia che ispira l' iniziativa, attenta anche agli aspetti industriali del settore, lo si è avuto lo scorso venerdì 22 luglio in occasione della seconda serata del Gezmataz Festival all'Arena del Porto antico.

Brainkiller e Naked Truth, fra i gruppi di punta dell'etichetta, erano incaricati di rappresentare dal vivo quanto espresso nelle dichiarazioni di intenti professate, e non c'è dubbio che la promesse siano state mantenute. Soprattutto da parte di Brian Allen, Jacob Koller and Hernan Hecht, gli ammazza cervelli, che rappresentano una bella sfida per chiunque voglia tentare una classificazione della loro musica. Partiamo allora dai ruoli e dal look, in ordine di apparizione: per primo arriva un batterista con maschera da wrestling, che preannuncia sfracelli hard core, quindi un tastierista con cappellino ad elica, probabile scienziato pazzo dell'elettronica, e infine un trombonista in camice bianco con folto copricapo di lana, non proprio fuori luogo vista la temperatura della serata, che rappresenta la scheggia impazzita del trio e non può che richiamare il free jazz. Ecco, immaginate un frullato di tutto ciò, con composizioni strutturate in blocchi tematici che poi deviano in territori totalmente inaspettati, rispecchiando in pieno la diversità degli approcci espressi dai tre. Molto suggestivo e in grado di rompere parecchie barriere.

Al confronto è apparsa più nella norma la proposta dei Naked Truth, per l'occasione con Neil Petter Molvaer in formazione al posto di Coung Vu, il romano Lorenzo Feliciati al basso elettrico e Roy Powell al piano elettrico, che, viste anche le ascendenze del batterista Pat Mastellotto, si richiama in modo abbastanza esplicito all'esperienza dei King Crimson più recenti, con la tromba trattata di Molvaer al posto delle chitarre di Fripp, e una maggiore attenzione alla componente world, sancita dalla presenza del norvegese.

Tanta tecnologia, suoni alieni che si fatica a ricondurre a qualche strumento in particolare, grande energia espressa dalla sezione ritmica per una unica tirata di oltre un'ora, che riassume i contenuti del Cd Shizaru, appena pubblicato anche in Italia. In totale, una serata ricca e stimolante che ha spedito a casa un po' infreddoliti ma appagati i curiosi trasversali presenti all'Arena del Mare.

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