Genova Film Festival 2011: l'intervista a Fernando Mieles e Clara Salgado

Cinema Genova Mercoledì 29 giugno 2011

Genova Film Festival 2011: l'intervista a Fernando Mieles e Clara Salgado

Genova - Un viaggio può trasformarsi in un'odissea. Può capitare a tutti, no? Il treno in ritardo, un volo cancellato, le valigie perse. Ma quello che ha descritto il regista ecuadoriano Fernando Mieles nel suo primo lungometraggio, Prometeo deportado, non ha niente a che fare con il racconto di una qualsiasi vacanza sbagliata.

In un aeroporto europeo la gente entra ed esce senza problemi. Tutti, ma non gli ecuadoriani che, in quanto immigrati, vengono scortati verso la sala d'aspetto. Tra loro c'è Prometeo, che ha come bagaglio un baule di oggetti magici, e Afrodita, che nasconde la sua identità con il colore artificiale dei capelli e degli occhi. Quale destino li attenderà? Il film alterna momenti di riflessioni a battute davvero esilaranti e intelligenti.

Fernando ha vissuto questa esperienza in prima persona: «Nel 1993, dopo aver studiato cinema a Cuba grazie a una borsa di studio, volevo visitare l'Europa. Per comprare il biglietto aereo per il Portogallo ho venduto tutto. Una volta atterrato in Europa, però, sono stato trattenuto in aeroporto insieme ad altri ecuadoriani: sono stato rimpatriato a forza e il Portogallo non l'ho mai visto. Da questa brutta esperienza, però, è nata l'idea per il mio film. In quella sala d'aspetto ho riflettuto su me stesso: chi sono? Perché mi hanno fermato? Sono un essere umano o un libretto con un numero? Grazie al mio film ho potuto ritrovare quella voce che pensavo di aver perduto in quell'aeroporto».

Oggi Fernando è a Genova. Il suo film ha aperto il Genova Film Festival 2011. Sala piena e un pubblico composto all'80% da ecuadoriani: «So che qui c'è la più grande - e la più forte - comunità ecuadoriana d'Italia. Le mie sensazioni? Non so se a Genova si possa parlare di integrazione, ma mi sembra che chi vive qui senta anche un forte legame con il proprio Paese d'origine. Spesso che emigra soffre e non riesce a godere del presente perché pensa al passato. Non è così per le persone che ho conosciuto a Genova».

Anche l'arrivo nel capoluogo ligure è stato per Fernando una nuova, piccola odissea: «Per venire qui ho chiesto il sostegno del Consejo Nacional de Cinematografía del Ecuador. L'agenzia presso cui ho prenotato il volo, però, mi ha fatto un biglietto per Ginevra invece che per Genova. Quando ho chiesto spiegazioni mi è stato risposto che comunque Genova non ha un aeroporto». Tutto è bene quel che finisce bene: Fernando è riuscito ad atterrare al Cristoforo Colombo.

Mieles è uno dei giovani registi ecuadoriani che si stanno facendo strada anche fuori dal proprio Paese: Prometeo deportado è stato invitato a partecipare a numerosi festival internazionali: «Da cinque anni il cinema ecuadoriano, che ha una lunga tradizione, ha ottenuto una maggiore visibilità all'estero grazie anche al lavoro del Consejo Nacional de Cinematografía (una sorta di Film Commission ecuadoriana, n.d.r.), che mette in rete il nostro cinema e offre a chi vuole fare un film la formazione e i fondi necessari».

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