Attualità Genova Lunedì 27 giugno 2011

Il mondo di Rosanna Benzi: il libro a vent'anni dalla morte

Vi proponiamo l'ultimo post tratto dal blog di Paolo Gerbella, Sono stufo! Cambio vita, che trovate sulle pagine di mentelocale.it.


Martedì 12 luglio la Settimana dei Diritti dedica a Rosanna Benzi l'incontro dal titolo Diritti difficili. Alle 17, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la presentazione del volume edito da AbaLibri nel ventesimo anniversario della scomparsa della donna che visse in un polmone d'acciaio.

La Settimana dei Diritti quest'anno vede protagonisti i Giusti di ogni nazionalità e di ogni battaglia condotta in nome della civiltà e degli altri. Al centro dell'incontro, il libro Il mondo di Rosanna Benzi, curato dal giornalista e scrittore Saverio Paffumi. Il volume ripubblica due libri famosi, e introvabili da tempo, scritti da Rosanna con Paffumi negli anni '80: Il vizio di vivere e Girotondo in una stanza. E inoltre dedica una vasta sezione a una galleria fotografica e a testimonianze e interviste inedite su questi vent'anni senza di lei.

Oltre all'autore ne parleranno il giornalista Franco Bombrezzi, editorialista di varie testate fra le quali Vita, recentemente nominato dal sindaco Pisapia coordinatore per le politiche sulle disabilità per il Comune di Milano; l'assessore alla cultura e alle politiche giovanili del Comune di Genova Andrea Ranieri; Luciano Seddaiu, presidente dell'associazione Gli Altri di Rosanna Benzi; la caporedattrice del Tg1 Giovanna Rossiello, conduttrice della rubrica Fa la cosa giusta all'interno di UnoMattina, che da cinque anni è dedicata alla gente comune che in ogni angolo del mondo vive la propria diversità o si dedica alla diversità degli altri, in qualunque modo intesa ma nel filo conduttore dei diritti negati o conquistati (nei giorni scorsi la puntata dedicata a Rosanna e al volume a lei dedicato da AbaLibri ha battuto il record di ascolto della rubrica, superando anche gli ascolti del Tg1 delle 20.00 e avendo un forte ritorno sul blog e sul sito web della trasmissione).

Due studentesse delle scuole di Teatro dell'Istituto Bergese e del Liceo King leggeranno alcune pagine tratte dal libro. Coordina il giornalista Gianfranco Sansalone, direttore editoriale di AbaLibri.

Genova - Il mio blog racconta, o cerca di raccontare, le chimiche che si scatenano nell'animo e nella testa di chi decide, o si trova a dover decidere, di dare una svolta alla propria esistenza. Provo a raccontare gli effetti del cambiamento nella quotidianità, guardando il tutto da uno spalto privilegiato, che è la mia vita e pertanto più semplice per me da ascoltare minuto dopo minuto. Non è un manuale di sopravvivenza, né vuol essere la tesi di un guru improvvisato. Racconto e basta.

Uscendo dalla routine si scoprono energie che si pensava di non possedere, ci si imbatte in centinaia di sfumature. Qualcuno dice che si colgono opportunità. Termine molto aziendale, ma che rende l'idea. Tutto diventa opportunità e occasione di riflessione, per il solo motivo che si è fatta tabula rasa delle proprie abitudini e ci si lascia trasportare un po' di più dagli eventi. Un'amica che segue questo blog sostiene che sono ancora legato al concetto azienda/lavoro/salario e che pertanto non sono ancora del tutto sdoganato. Forse ha ragione. Ma il cambiamento richiede tempo e dedizione. E in mezzo sobbalzi umorali, dall'esaltazione alla disperazione. Ma quotidianamente qualcosa si trasforma e assume connotati differenti anche grazie al contatto, alla socializzazione, al confronto con gli altri.

Gli altri.

Ho partecipato alla presentazione della riedizione dei due libri di Rosanna Benzi (Il Mondo di Rosanna Benzi - AbaLibri) scritti nella seconda metà degli anni Ottanta assieme al giornalista scrittore Saverio Paffumi, che ho la fortuna di conoscere. Per chi non avesse memoria o conoscenza, Rosanna ha vissuto per vent'anni all'interno di un polmone d'acciaio che le consentiva la respirazione, danneggiata definitivamente all'età di quattordici anni dalla poliomelite.

La forza di Rosanna è stata quella di non farsi sconfiggere dalla malattia e dal compatimento ad esso comunemente correlato, ma al contrario divenire portavoce potente di tutte le persone colpite da disagio, fisico o mentale che sia. Fondò una rivista, Gli altri, e contribuì non poco a dare peso a battaglie civili sui diritti dei portatori di handicap, che, purtroppo, a vent'anni dalla sua scomparsa ancora non sono stati del tutto risolti.

Il libro è stato presentato in un'affollatissima serata al Suq, al Porto Antico di Genova. C'erano don Gallo, Patrizia Bellotto della Camera del Lavoro genovese, Saverio Paffumi, il giornalista Gianfranco Sansalone, direttore editoriale di AbaLibri, e Michele La Fortezza, amico di Rosanna e grande attivista, su Milano in particolare, delle rivendicazioni per i diritti dei più disagiati. Tra le tante cose da lui dette, una su tutte: l'esortazione a indignarsi. Per uscire dall'indifferenza che sta tritando la nostra società.

Indignarsi e prendere posizione, schierarsi. Concetti che condivido in pieno. Concetti che non viaggiano mai slegati, ma sono tutt'uno con la società in cui si vive, si lavora, si socializza. Indignarsi verso i soprusi, il consumismo spinto, l'arroganza della furbizia applicata, l'arrivismo di molti e l'indifferenza di troppi. Indignarsi e reagire allo scoramento, alla sconfitta, al disagio. Indignarsi e mischiarsi in un solo calderone chiamato vita, che più o meno ci riguarda tutti allo stesso modo.

Poi, rientrando verso casa e passando dentro ai caruggi della mia amata Genova, sono rimasto incantato di fronte a due ragazzi, seduti sul gradino di un negozio chiuso, che con violino e chitarra suonavano un tango argentino intensissimo. Come me si sono fermati altri, altri ancora hanno tirato dritto, altri chiacchieravano. Tranne una coppia, che con estrema naturalezza, in mezzo alla via lastricata, si è abbracciata e ha cominciato a ballarlo, il tango. Con intensità, con leggerezza, tra la gente che passava a fianco scostandosi, per non urtarli o per non essere urtati. E loro fuori dal tempo e dallo spazio ad occhi chiusi, sulle note ben suonate che rimbalzavano sui muri della città vecchia. Leggeri e unici. Soli al mondo e centro del mondo stesso. Come tutti, come gli ultimi.

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