Concerti Genova Martedì 14 giugno 2011

Lucio Battisti: l'album Amore e non amore

Vi proponiamo un articolo tratto dal blog di Riccardo Storti C'era una volta il rock sulle pagine di mentelocale.it.

Vuoi dire la tua? Commenta direttamente sul blog cliccando qui

Genova - Era - sì e no - il settembre del 1970, quando il nazionalpopolare Lucio Battisti, fresco di successo (Fiori rosa, fiori di pesco, Il tempo di morire... Continuo o possono bastare?), decide di ripartire con un lavoro ambizioso. Riunisce i migliori di sempre, quelli che gli avevano assicurato il suo sound e si chiude in saletta.

Con lui, il nucleo della futura PFM (Di Cioccio, Mussida, Piazza e Premoli), Radius e Baldan Bembo, il tutto coordinato da un mago alla regia, Valter Patergnani. L'idea prenderà sempre più forma, seduta dopo seduta: la semplicità sarà l'ingrediente primario del miracolo, secondo una formula inedita per il nascente mercato a 33 giri.

Quattro canzoni più quattro brani strumentali. Le canzoni guardano al soul e al rhythm'n blues, ma anche al rock - più duro - dei Led Zeppelin, Cream e Creedence Clearwater Revival. Classici di nicchia Dio mio no, Una, Se la mia pelle vuoi e Supermarket. Gli strumentali, invece, glissano dal format per un'ipotetica colonna sonora alla fusion lounge, tra coloriture psichedeliche e passaggi arditi densi di dissonanze, con lo stesso Battisti sul podio a dirigere l'orchestra. Il prodotto di questa avventura si chiama Amore e non amore, controverso album che nel 1971 fece storcere il naso agli assuefatti dalle "dieci ragazze" di rito. Sì, avete già capito benissimo: un Battisti progressive per forza?

Possibile risposta all'interrogativo potrebbe offrircela l'ultimo saggio di Donato Zoppo, Amore, libertà e censura. Il 1971 di Lucio Battisti pubblicato recentemente da Aereostella. Dico possibile, proprio perché l'analisi di Zoppo ha il suo centro nell'indagine minuziosa e particolare del making di Amore e non amore (definito album, comunque, seminale del neonato prog italiano). Però l'ordito è filtrato dall'analisi delle simpatie musicali di Battisti, attraverso le testimonianze di chi suonò nel disco. L'autore, pertanto, non si è limitato al puro oggetto di culto, ma ne ha delineato meglio il profilo, citando quella serie di sviluppi - non solo musicali - rintracciabili nella società italiana del tempo. La censura, per esempio: per inezie formali (e sessuofobiche) Dio mio no subì un pesante ostracismo radiotelevisivo ed è curioso notare come quei meccanismi siano raccontati con divertente dovizia di particolari.

Un lavoro profondo, serio, rinforzato da un apparato bibliografico assai prezioso e arricchito da rilevanti scoperte: la rete di cover e coverizzatori di Amore e non amore è ben più intricata di quel che appare in superficie, tanto da toccare artisti insospettabili (i Lombroso, l'Ambra di Non è la Rai, Mango, Vasco Rossi).

Indicato a tutti coloro che (forse un po' troppo condizionati da purismerie ideologiche) hanno snobbato l'opera di Battisti, relegandola alla voce canzonette. Amore e non amore può farvi cambiare idea. E il libro di Donato Zoppo convincervi definitivamente.

Potrebbe interessarti anche: , La Voce e il Tempo: i Carmina Burana alla Chiesa di santo Stefano , Salmo in concerto a Genova nell'estate 2019 , Genova: «Il Museo del Jazz non esiste più», la lettera di Dado Moroni , Note dal Cuore: una serata di musica e tango al Carlo Felice, a favore di Gaslini Onlus , Da Cornigliano il gruppo Braccio 16100: Genova scopre la musica trap

Scopri cosa fare oggi a Genova consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Genova.

Oggi al cinema a Genova

Santiago, Italia Di Nanni Moretti Documentario 2018 Il cinema di Nanni Moretti procura sempre un trasalimento, legato alla presenza ricorrente dell'autore nella sua opera. Che il film si richiami oppure no alla sua esperienza personale, lo spettatore oscilla tra finzione del personaggio e intimità... Guarda la scheda del film