Libri Genova Lunedì 30 maggio 2011

Gianna Schelotto: 'Noi due sconosciuti', il nuovo saggio

Giovedì 16 giugno 2011 al Porto Antico di Genova (piazza delle Feste), Gianna Schelotto è tra le ospiti del Suq (qui il programma completo.

Alle ore 18.00 è in programma lo spettacolo Dov'erano le donne mentre gli uomini facevano l'Italia?, di e con Gianna Schelotto, e con Simona Bondanza, Fabrizio Matteini, Carla Peirolero e Piero Trofa, in collaborazione con circolo culturale I Buonavoglia.
Alle ore 21, segue la presentazione dei libri Noi due sconosciuti (di cui qui sotto pubblichiamo l'incipit) di Gianna Schelotto e Famiglia: femminile plurale di Emilia Marasco. Introduce Alessandra Rissotto.

Genova - Seduti di fronte, il signore e la signora Martin conversano in maniera compita.
Lui ha l'impressione di conoscerla e, per capire dove possano essersi già incontrati, snocciola una serie di informazioni: la città da cui viene, quella in cui vive, la via dove abita, il numero civico e quello dell'appartamento.
A ogni dettaglio la signora quietamente si stupisce:
«Com'è curiosa, mio Dio, com'è bizzarra questa coincidenza...».
Anche lei viene da Manchester e abita a Londra: stessa strada, stessa casa, stesso numero di appartamento... Tutto quello che riguarda lui combacia perfettamente con quello che riguarda lei.
Forse davvero quei due si sono già visti, considerando che non solo vivono nella stessa casa, ma dormono nella stessa camera... addirittura nello stesso letto. Al termine della conversazione il signor Martin si alza e si avvicina alla donna: «Allora, cara signora, io credo che non vi siano più dubbi: noi ci siamo già visti e lei è la mia legittima consorte. Elisabetta, ti ho ritrovata!». La situazione, senza dubbio poco comune, appare nella pièce più famosa del cosiddetto teatro dell'assurdo: La cantatrice calva di Eugène Ionesco.

Tuttavia è meno assurda di quanto sembri. Noi immaginiamo che un marito e una moglie, vissuti fianco a fianco per molti anni, sappiano l'uno dell'altro tutto quello che è possibile sapere; e invece accade spesso che si conoscano poco, che ognuno dei due nasconda una parte segreta cui l'altro non può accedere. Ionesco si limita a rappresentare, spingendolo sino al paradosso, un fenomeno non solo reale, ma frequente. Una situazione appena un po' meno stravagante appare in una commedia di Indro Montanelli: Il petto e la coscia.
All'inizio sembra la solita, vecchia storia: un marito che torna a casa prima del previsto e allibisce, scoprendo la moglie dedita a un suo piacere clandestino. Non si tratta tuttavia di un amante; no: la moglie è seduta a tavola e sta mangiando un piatto di cosce di pollo. Scena stupefacente! Durante i vent'anni di convivenza la donna ha sempre sostenuto di apprezzare una sola parte del pollo: il petto.

Tra i due ha luogo una spiegazione tempestosa, che porta alla luce le inclinazioni segrete di entrambi. Non è vero che la donna ami la montagna, i concerti di musica classica, la pittura, le serate intellettuali e via dicendo, come da sempre dichiara; anzi, li odia.
E anche i gusti dell'uomo sono radicalmente diversi da quelli che sin lì egli ha pubblicamente professato. Si sono ingannati a vicenda, celando la propria vera natura per adeguarsi alle supposte aspettative dell'altro. Si può vivere legati l'uno all'altro nella buona e nella cattiva sorte e scoprire a un certo punto che esiste un mondo parallelo, in cui il partner conduce, silenziosa e segreta, un'altra vita. In quel mondo la persona che si pensava di conoscere in ogni piega dell'anima interpreta ruoli inediti, lontanissimi da ciò che credevamo noto e indiscutibile.
Da una scoperta del genere può nascere una situazione di angoscia: quelli che si ritenevano punti fermi diventano appigli ingannevoli e precari; le identità individuali vacillano paurosamente; crolla la fiducia in se stessi e negli altri.

Eppure, a chi è capace di guardare dentro se stesso con lucidità e con un po' di spietatezza accade quasi sempre di scoprire, isolando indizi lungamente trascurati, che molto di ciò che appare improvviso e nuovo era presente fin dall'inizio. Certe laceranti sorprese non arrivano a tradimento da un altrove sconosciuto; ignorate (ma spesso oscuramente intuite), costituiscono sin dall'inizio il retroterra della maggior parte dei rapporti che legano tra loro gli uomini e le donne, i genitori e i figli, gli amici e i nemici.
Dietro la certezza di amare e di essere amati si annida, sotterranea e insidiosa, la possibilità di essere esclusi da una parte più o meno grande dei sentimenti dell'altro. Clamorosi fatti di cronaca, o più sommesse vicende relative a persone che conosciamo, fanno emergere inquietudini che di norma, tra chi si ama, scorrono sotterranee come un fiume carsico.
Ci piaccia o no, ogni relazione (coniugale, familiare, amicale...) presenta lati oscuri, segreti e ambivalenze tanto più difficili da accettare quanto più intensi e profondi sono i sentimenti da cui la relazione è governata.

Tutte le volte che un uomo e una donna (ma questo vale, naturalmente, per qualsiasi tipo di relazione affettiva) si giurano eterno amore, sanno che in qualche recesso del loro rapporto si possono nascondere un frutto proibito, una stanza segreta. Lo sanno perché ciascuno dentro di sé cela a sua volta qualcosa di non detto, di inespresso. L'ansia per i segreti altrui è direttamente proporzionale alla quantità dei segreti propri.
Sapere di non sapere, considerare l'esistenza di una possibile opacità degli affetti risulta però troppo inquietante perché la si possa accettare razionalmente. Per questo si mettono in atto solide rimozioni e tenaci connivenze.
Si vive come se gli amori fossero assoluti e le verità trasparenti.
Fino a prova contraria.

© Copyright Mondadori

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