Concerti Genova Sabato 28 maggio 2011

Nino Rota dal Cappello di Paglia a Fellini nel ricordo di Bruno Bartoletti

Genova - Il 3 dicembre di quest'anno Nino Rota avrebbe compiuto un secolo di vita. La Fondazione Teatro Carlo Felice, in collaborazione con l'Associazione Teatro Carlo Felice, ricorderà il grande musicista milanese martedì 31 maggio alle ore 17, presso l'Auditorium Eugenio Montale.
A ricordare Rota sarà il decano dei direttori italiani, il maestro Bruno Bartoletti, che di Rota fu amico e collaboratore.

Non c'è modo di riassumere la carriera di Bruno Bartoletti in poche righe, limitiamoci solo a ricordare che è stato direttore stabile del Maggio Musicale Fiorentino, e dei teatri dell'Opera di Copenhagen, di Roma e, per oltre trent'anni, di quello di Chicago.
Intenso e ricco di soddisfazioni il suo rapporto con il Carlo Felice, che valse all'allestimento di Morte a Venezia di Benjamin Britten il Premio Abbiati 1999.

Ritrovare Bartoletti nel nostro teatro, negli anni duemila, era sempre un appuntamento intrigante per la varietà delle proposte: dall'inquietante Cardillac di Hindemith a Mahagonny di Weill, dal Verdi misconosciuto del Corsaro alla Jenufa di Janacek, fino al tribolato Trovatore del 2008, ultima direzione a Genova, ingiustamente penalizzata da un periodo d'intense agitazioni sindacali.
Nel 2007 Bartoletti ci regalò il delizioso Cappello di paglia di Firenze facendo scoprire a gran parte del pubblico genovese il Nino Rota operistico.

In effetti Rota è noto a tutti come grande autore di colonne sonore, soprattutto per Federico Fellini. In realtà le musiche da film scritte per il maestro riminese furono solo 14 su 144 titoli composti da Rota nella sua strepitosa carriera. Nemmeno l'unico Oscar vinto dal compositore arrivò da un film di Fellini, ma dal Padrino Parte II di Coppola, nel 1975.
Rota compose inoltre più di cento partiture di musica varia, spaziando dal genere cameristico alle musiche di scena teatrali, incluse le celebri canzoni del Giornalino di Giamburrasca del 1964 con Rita Pavone per la regia di Lina Wertmuller.

Undici sono le opere liriche firmate da Rota, incluso il già ricordato Cappello di paglia. Tra queste la sua ultima opera -Napoli milionaria, con libretto e regia di Eduardo De Filippo, tratta dalla pièce teatrale omonima- rinsaldò l'antica amicizia con Bruno Bartoletti, che ne diresse la prima esecuzione al Festival dei due mondi di Spoleto nel 1977.

Chi sarà presente martedì all'auditorium Montale del Teatro Carlo Felice avrà quindi la rara opportunità di ascoltare dalla voce di un testimone diretto e oltremodo qualificato il racconto di un Nino Rota inedito e sorprendente e del suo confronto con un altro gigante del Novecento come Eduardo De Filippo.
L'occasione è ghiotta per gli appassionati di musica, in quanto la riservatezza innata di Rota ha fatto sì che poco si conosca del suo carattere e del suo stile di vita. Nel ricordo di chi lo frequentò si riscontra sempre almeno una certezza: attraversò il mondo effimero dello spettacolo con l'incedere sicuro e raffinato del vecchio galantuomo. E questo sicuramente lo accomuna a Bruno Bartoletti.

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