Mostre Genova Mercoledì 18 maggio 2011

Avanti Popolo: la mostra a Palazzo Ducale

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Genova - Rosso. La prima cosa che vedi, da fuori, è un corridoio rosso. Entri negli Appartamenti del Doge di Palazzo Ducale e ti trovi di fronte alle mostra che non ti saresti aspettato. Avanti Popolo, il Pci nella storia d'Italia, è interattiva, moderna, e soprattutto molto poco celebrativa.

Una passerella di vetro trasparente, illuminata da sotto, racconta i giorni più importanti della storia internazionale e del partito Comunista. Date e momenti che hanno cambiato il mondo scorrono sotto ai piedi mentre cammini. Ai lati, filmati in bianco i nero si muovono sugli schermi, grandi touch screen permettono di scegliere le immagini e i video da vedere. Sei periodi del Novecento divisi per sei postazioni, sei parole chiave in ognuna. Gli anni della fondazione nel 1921, la Resistenza, la Repubblica, il Concordato storico: storie di persone e di mondi che erano si snodano in sei sezioni cronologiche.

La sala successiva è più classica, tanto da fare contrasto, dedicata a vecchie stelle rosse e documenti storici conservati nelle teche. Un altro ambiente, un altro salto temporale, dal passato più sbiadito all'Italia di ieri: Bobo e Cipputi, i comunisti di carta di Altan e Staino, raccontano tra fumetto e società la loro versione su questo Paese.

Si arriva in una sala più grande, attrezzata per i dibattiti. Nella penombra dominata da un maxi schermo, un grande logo con la falce e il martello emerge illuminato dall'oscurità. Sotto, la scritta Avanti Popolo in stampatello, caratteri neri e precisi mentre ai lati due filmati mostrano contemporaneamente Berlinguer e gli artisti per il comunismo.

È a loro che sono dedicate le sale successive: 34 designer, la maggior parte giovani, reinterpretano l'immagine e l'immaginario del partito comunista italiano, tra loghi, colori e forme mentre sui monitor scorrono i vecchi manifesti di propaganda politica. Ancora schermi tattili, ancora frammenti di storia. In una sala più raccolta è possibile leggere, sfogliando le immagini digitali, una serie di documenti provenienti dagli archivi, tra cui la versione integrale dei 33 Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci. È proprio da queste parole che è nata l'esposizione: «La storia di un partito - scrive nei Quaderni - è la storia del suo paese da un punto di vista monografico».

«Genova - ha spiegato durante la presentazione Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura - si arricchisce di un percorso nuovo, dove la chiave di lettura è l'intreccio tra la storia d'Italia e quella di autorappresentazione del Pci. Dobbiamo imparare a confrontarci senza dimenticare, è un'occasione per misurarci con chi questa storia la ha vissuta. È una storia che ha coinvolto migliaia di cittadini genovesi, si può trovare semplicemente frugando nei cassetti di casa: ci fa riflettere sulla difficoltà di rapportarsi con un presente che diventa memoria».

L'esposizione, interamente sostenuta dalla Fondazione Gramsci, è già stata a Roma e Livorno, dove ha riscosso un'ottima risposta di pubblico e farà presto tappa a Torino e Bologna. A Genova, dove rimarrà visitabile sino a domenica 5 giugno, è arricchita da approfondimenti sulla storia del Partito Comunista Ligure e completata da eventi collaterali che si svolgeranno nelle sale di Palazzo Ducale adiacenti.

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