Viaggi Genova Giovedì 12 maggio 2011

Il canyon della Val Gargassa: nel parco regionale del Beigua escursioni tra le aquile

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Ci ha telefonato il nostro amico Bruno Persano (genova.repubblica.it) e ci ha detto: «incredibile, proprio ieri sono stato in Val Gargassa, ma occhio, è per escursionisti abbastanza esperti, quindi andateci attrezzati per bene e fate attenzione. Però è davvero fantastica».
Tomasinelli, da escursionista esperto quale è, forse la ha affrontata senza nessuna difficoltà. Lui è abituato a ben altro.
Come avevamo già scritto in un articolo dell'anno scorso, la seconda parte del percorso ad anello è adatta ad escursionisti esperti, visti alcuni passaggi esposti.

Genova - Un canyon inviolato attraversato da un torrente che dà vita a pozze, laghetti e cascatelle in abbondanza. È la Val Gargassa, uno dei paesaggi più sorprendenti del Parco regionale del Beigua: in nessun altro luogo in Liguria si può incontrare un canyon come questo, ampio e soleggiato, fatto di versanti scoscesi punteggiati dai pini e attraversato dalle acque limpide del torrente Gargassa. A dire il vero non sembra un paesaggio ligure, e forse neppure italiano. Ricorda più alcune valli selvagge della Grecia e dei Balcani, seppure in scala ridotta.

Uno degli aspetti più curiosi di questo luogo è dato dalle rocce che formano la valle e che ne fanno un sito di grande interesse geologico. Si tratta di conglomerato (la stessa del promontorio di Portofino e dei torrioni del castello della Pietra di Vobbia), una formazione sedimentaria costituita da una matrice di fine cemento che incorpora ciottoli di maggiori dimensioni. Sono i depositi di un antico fiume, vecchio di milioni di anni, che in questi luoghi ha formato strati assai spessi, adesso tagliati dal torrente Gargassa. Nel primo tratto del sentiero questa formazione è a contatto con le ofioliti, un tipo particolare di rocce dal vago colore verdastro, che risultano tossiche per molte specie di piante.

Negli ultimi anni il Parco ha installato qui un sentiero per facilitare la visita. Ma questo è pur sempre un parco naturale e una delle aree più belle della regione: non ci sono fonti o aree attrezzate. Preparatevi quindi a rimuovere la spazzatura, portatevi l'acqua e sappiate che i fuochi sono assolutamente vietati: l'area, con tutti quei pini e i versanti secchi, è molto vulnerabile agli incendi.

Dal campo sportivo di Tiglieto il sentiero prosegue lungo il torrente Gargassa, salendo e scendendo a più riprese. Noterete subito il torrente sulla sinistra che occasionalmente, allargandosi, forma delle pozze. Per raggiungere le prime basta un quarto d'ora di cammino dal parcheggio. Alcune possono essere profonde un paio di metri e sono ottimi posti per un veloce tuffo. Dopo meno di mezz'ora si arriva ben all’interno del canyon, ampio e arioso, e sempre attraversato dal torrente che serpeggia tra le rocce più grandi.

Nelle pozze più profonde nuotano barbi e cavedani e a volte qualche innocua biscia d’acqua. Sui versanti, con l’aiuto di un binocolo, si può scorgere il passaggio rapido di cinghiali, caprioli, e a volte di volpi e lepri. Gli uccelli sono molto numerosi, con la ballerina e l’affascinante merlo acquaiolo, che si immerge per catturare larve di insetti.

Molti visitatori tornano indietro dopo aver esplorato il fiume. Ma se avete abbastanza tempo (2-3 ore) il consiglio è di arrivare fino a case Vereire, un minuscolo paese abbandonato, che un tempo era un centro per la produzione del vetro. Dal villaggio, sempre inserito nel sentiero natura, è possibile rientrare al parcheggio passando sul sentiero alto che arriva fino a 500 m di altitudine. Quando è possibile guardare in basso il panorama è davvero unico, perché si cammina proprio sui pinnacoli di roccia, che dal fondovalle si osservavano con il naso all'insù. Il sentiero non è comunque pericoloso e regala scorci unici nel panorama Ligure.

E questo è anche uno dei punti migliori per osservare il passaggio dei rapaci lungo la valle: il gheppio, la più grande e comune poiana e con un po' di fortuna anche il biancone.
Nell'ultimo tratto il sentiero perde progressivamente quota fino a ricongiungersi al campo sportivo, punto di partenza dell’itinerario.

Il Parco Regionale del Beigua si estende tra l'entroterra di Genova e Savona a protezione di circa 25 km di crinali appenninici ed è il parco naturale più grande della Liguria. Durante la primavera e l’autunno diventa un punto di passaggio obbligato per gli uccelli migratori che sorvolano i versanti affacciati sul mare. L’ambiente varia secondo le quote e l’esposizione: muovendosi da Nord a Sud, le foreste di faggio, umide e ombrose, lasciano il posto a pinete rade, alternate a lembi di vegetazione mediterranea che ricoprono i versanti ofiolitici (un tipo particolare di rocce di colore verdastro) rivolti verso la costa.

Da non perdere

Il volo del biancone
Se c'è un uccello da preda simbolo del parco del Beigua questo è il biancone, così chiamato per il colore chiaro della livrea quando l’animale è osservato da sotto. Noto anche come aquila dei serpenti, è un grande predatore di rettili, che sfiora i due metri di apertura alare. Vola in grandi cerchi nelle prima mattina, ma può essere avvistato saltuariamente nel corso delle giornata, mentre pattuglia i canyon a caccia di rettili.

Le libellule
Questi eleganti insetti sono tra gli incontri più frequenti lungo il fiume, soprattutto all’inizio dell’estate. Due specie risultano facilmente visibili in pieno giorno: Calopteryx virgo, che è blu verde metallizzato (nella foto) e vola attorno alle piante vicino all’acqua e Onychogomphus forcipatus di un bel giallo e nero, con occhi azzurri, che invece ama posarsi sulle rocce.

Un bagno tra le pozze
Se l'acqua non è troppo fredda si può pensare ad un tuffo nelle numerose pozze lungo il canyon. Alcune superano il metro e mezzo di profondità, con minuscole spiagge alla base delle rocce. Le sponde sono molto soleggiate, ma non mancano punti riparati, all’ombra delle pareti e dei salici.

Info:

Quando andare: da maggio a settembre compresi. L'acqua delle pozze si scalda solo in piena estate. Portate scarpe da trekking, un binocolo e almeno un litro di acqua a testa.

Sviluppo: l'itinerario completo richiede 4-5 ore con 250 m di dislivello. Arrivare nell'area delle pozze richiede meno di mezz'ora dal parcheggio. Il sentiero è molto ben segnalato, con XX per la fase di fiume, poi tre punti gialli per il passaggio sopra il canyon e un punto giallo per il tracciato finale con ritorno al parcheggio.

Come arrivare: La via più rapida consiste nel seguire l'autostrada per Alessandria e uscire a Masone. Da qui si procede in direzione Campo Ligure, Rossiglione e poi Tiglieto, verso sinistra, subito dopo il ponte. Bisogna fermarsi in prossimità del campo sportivo di Tiglieto, sulla sinistra dopo un paio di km. Dal parcheggio sterrato si incontrano subito le indicazione per il sentiero Natura della Val Gargassa

Dove mangiare/dormire:
Agritursimo La Maliarda, Via Val Gargassa, Rossiglione, 010 923 9018
Agriturismo Dalpian, Il Sottobosco, via Bolla 7, Tiglieto, località Acquabuona, tel. 010 929298 Agritursimo Bertin, Campo Ligure, 010 9271020
Hotel Ristorante Turchino, Campo Ligure, 010 921369
Locanda della Ferriera, Rossiglione, 010 9239054
Ristorante dei Cacciatori, Rossiglione, 010 925216

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