Libri Genova Mercoledì 4 maggio 2011

Amiche in alto mare: il romanzo di Ambra Gaudenzi

Genova - Se esistono partenze decise, partenze improvvise, partenze organizzate, partenze strazianti, quella delle ragazze on appartiene a nessuna di queste categorie.
Nonostante l’era tecnologica, l’ausilio di internet, l’acquisto di biglietti on line, le nostre amiche riescono trasformare la loro partenza in quello che potrebbe definirsi un fanciullesco sperdimento.

L’appuntamento alla stazione Principe è al mattino alle nove, chiarissimo per tutte.
Così chiaro che due – Delfina e Irma – rischiano di restare a piedi, nella convinzione che i Treni Passano Tutti Anche Da Brignole, l’altra stazione che sta dalla parte opposta della città. Per fortuna un sussulto di neuroni le guida al posto giusto in tempo utile.
Chiara, già sul taxi con Enrica e Camilla, si accorge di avere lasciato a casa il cellulare; sentendosi come un infartuato senza il suo pace-maker, scossa da un tremolio e prossima allo svenimento, implora il recupero del pezzo mancante e, nonostante le altre due non riescano a reprimere ghigni maligni all’idea che l’amica possa trascorrere una vacanza senza il suo telefonino amoroso, il taxi, con stridore di gomme, viene fatto tornare indietro e l’apparecchietto salvavita è recuperato a tutta velocità.

Ed eccole tutte alla stazione come scolarette. E come scolarette in gita scolastica sono accompagnate da Antonio, compagno di Irma e amico di tutte che, simile a un padre premuroso, sistema le bambine per la partenza.
Il che significa comprare un giornale a ognuna per non farle litigare, chiudere gli zainetti lasciati aperti con il borsellino in bella vista, aiutare a trascinare i borsoni su per le scale, correre a timbrare il biglietto a chi all’ultimo momento s’accorge di non averlo fatto.
Le bambine intanto ciacolano insieme, già spensierate; poi fanno ciao con la mano dal finestrino finché il treno non entra in galleria.

È una bella giornata estiva e, mentre scorre il paesaggio del centro Italia, le ragazze eccitate ciarlano, girano per il treno, provano tutte le toilettes, fanno picnic, rifanno picnic e riducono l’unico uomo presente nello scompartimento in uno stato di obnubilamento.
Su cosa ciarlino le ragazze è uno dei misteri appartenenti al genere femminile: qualsiasi argomento di conversazione al più futile al più impegnativo assume immediatamente la dimensione di un seminario.
In questo caso le chiacchiere sono il Riepilogo delle Puntate Precedenti.
Ognuna racconta qualcosa di sé, dell’ultimo periodo della sua vita, di cosa le stia succedendo.

La conversazione in questa fase ha l’aspetto della tavola rotonda: silenzio educato mentre l’amica di turno parla, particolare attenzione se l’amica in questione è in un momento topico della propria vita, brevi interventi volti a delineare meglio la situazione. Quindi si passa alla fase successiva, cioè si estrapola l’Argomento Chiave, che presumibilmente potrà rappresentare il filo conduttore delle future conversazioni durante la vacanza e il Seminario si apre.
La durata è elastica, dipende dalla lunghezza del viaggio di trasferimento, sei ore nel caso di traversata per la Corsica su nave veloce, una notte intera su traghetto normale per la Sardegna.

Il viaggio da Genova a Formia dura sette ore e sette ore dura il seminario d’inizio viaggio.
Quest’anno, messo un po’ da parte l’argomento figli, che a dire il vero annoia a morte chi figli non ne ha, come alcune delle ragazze, campeggiano temi comuni a tutte e che soddisfano per l’ampia varietà di diramazioni che consentono: il passaggio da un’età all’altra, la maturità, amori vecchi e amori nuovi.

La vacanza si presenta bene.



Per gentile concessione dell’Editore
Proprietà Letteraria Riservata
© 2011 Sperling & Kupfer Editori S.p.A.
Pubblicato in accordo con Grandi & Associati, Milano

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