Teatro Genova Teatro Piccolo Lunedì 11 aprile 2011

Lazzaro Calcagno e Enzo Paci vincitori a Roma

Genova - Al Festival nazionale Linea d'ombra, che si è avolto presso il Teatro Spazio Uno di Roma, il Teatro Il Sipario Strappato ha partecipato con lo spettacolo La notte in cui Oscar tornò a casa, di Lazzaro Calcagno e Matteo Monforte. Domenica 10 aprile lo spettacolo ha ricevuto tre premi: Miglior testo (Lazzaro Calcagno e Matteo Monforte), Migliore regia (Lazzaro Calcagno) e Miglior attore (Enzo Paci). Lo spettacolo si svolge all’interno di un bar di montagna dopo l’ora di chiusura. Oscar è appena uscito di galera perché ha commesso vari furti insieme a un amico-complice (Martino), che apparentemente è colui che, tradendolo, lo ha mandato in prigione per tenersi la refurtiva. Vuole fare una rimpatriata con i vecchi amici: Matilde, Carlo e Bibop. Sembra un divertente
e goliardico incontro tra vecchi amici, in un’atmosfera comica e divertente. In realtà Oscar ha un altro piano: ristabilire la verità delle cose. Scoprire chi ha fatto credere che il colpevole del tradimento fosse l’amico-complice e perché. In una escalation di tensione drammatica si scoprirà un’amara verità.

«Questa pièce teatrale - spiega Lazzaro Calcagno - prodotta dal Teatro Piccolo di Arenzano Il Sipario Strappato, nasce dall'esigenza di portare sui palcoscenici una nuova drammaturgia italiana, che altrimenti molto difficilmente potrebbe trovare degli sbocchi. Ambientata in un posto di montagna - pochi abitanti, pochi divertimenti, poca vita - la storia segue le vicende di giovani che desiderano fuggire da questo posto. La compagnia di protagonisti (quattro, più uno) sente l'esigenza di andare a vivere in un luogo dove i desideri possano trasformarsi in realtà. Dove il pub (unico luogo di ritrovo) non sia una gabbia, ma una scelta. La soluzione che trovano due dei protagonisti (Oscar e Martino, personaggio che non compare fisicamente in scena) è quella di diventare ladri e accumulare una fortuna da utilizzare per realizzare il sogno di fuga. La sfida che ho affrontato nella realizzazione è stata quella di trovare e delineare i caratteri. Il lavoro sulla psicologia dei personaggi, abbruttiti dalla frustrazione di esprimere le loro potenzialità in una realtà talmente piccola da risultare soffocante, ha fatto emergere la parte oscura che è in ognuno di noi. Sono stato molto aiutato in questo anche dal tipo di rapporto che instauro con gli attori. Ho dato spazio all'espressione di ognuno di loro recependone le suggestioni. Il prodotto finale è stato un lavoro corale che ha coinvolto tutti, dallo scenografo agli attori».

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