Concerti Genova Lunedì 4 aprile 2011

Subsonica: il concerto alla Fiumara in foto e parole

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Genova - I Subsonica erano venuti a trovarci il 4 agosto 2010 al PalaCep per salutare Don Gallo e la Comunità di San Benedetto. Adesso, 2 aprile 2011, tornano ufficialmente a Genova dopo quattro anni Samuel, Boosta, C–Max, Ninja, Vicio per presentare il loro sesto album di studio, Eden. Un’opera che segna la maturità stilistica della band torinese, sempre alla ricerca di nuove sonorità. Dodici tracce crude, toste, ritmate, dove le basi elettroniche di Boosta la fanno da padrone.

Tutto esaurito al 105 Stadium della Fiumara. La scenografia abbandona la formazione lineare in stile Kraftwerk, ma la geometria delle luci conserva i toni freddi verde / blu del precedente tour L’eclissi. Troneggiano sul palco gli alberi stilizzati che richiamano la copertina del nuovo album, affidata al collettivo artistico Truly Design. I cinque di Torino si presentano al pubblico in un’inedita versione seria: camicia bianca e cravatta nera, con l’inversione dark dei colori nella seconda parte del concerto.

In due ore di grande musica e grandi emozioni è impossibile non ballare al ritmo dei vecchi successi e dei nuovi estratti da Eden. L’amalgama della scaletta è perfettamente riuscita. Brani evergreen come Tutti i miei sbagli, Nuvole rapide, Liberi tutti si mescolano con le nuove Serpente, Sul sole, Tra gli dei.
La tipica esortazione al pubblico «Su le mani!!!» stasera non serve: le tribune si sono oramai svuotate per unirsi alle migliaia di ragazzi che ballano e urlano in platea e sugli spalti, mentre Boosta corre come un folletto indiavolato su e giù per il palco e scherza sulle défaillances di Samuel nel ricordare i testi delle canzoni.

Il godimento dei fan è ai massimi livelli all’attacco della sperimentale Benzina Ogoshi (un’ironica autocritica della band che diventa anche una critica feroce alla pretesa sociale della perfezione) mentre il coro collettivo piccola istrice / dagli occhi bui / quel bacio alcolico / rossetto e guai fa subito capire che Istrice si collocherà a pieno titolo tra le canzoni storiche del gruppo.
A metà concerto il chitarrista C–Max ricorda che l’Italia è il nostro Eden e che tutti noi, anche nel nostro piccolo, dobbiamo riprendercela, a cominciare dai referendum contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua. L’abbinamento con l’elettrizzante Prodotto Interno Lurido viene da sé.

Due ore scivolano via in un attimo. È venuto il tempo dei bis e della chiusura affidata alla magnetica Nicotina Groove. Ancora una volta, i Subsonica hanno dato soddisfazione al pubblico, e i genovesi hanno saputo ricambiare. Però, ragazzi, non fateci aspettare altri quattro anni.

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