Libri Genova Martedì 8 marzo 2011

Roberto Saviano: «Marina Berlusconi? Deve lasciarmi fare il mio lavoro»

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Genova - I primi a entrare sono i ragazzi della scorta, con le loro auricolari e lo sguardo attento. Poi entra Roberto Saviano e i seicento genovesi accorsi alla libreria Feltrinelli liberano applausi calorosi.

Applaudono anche i molti rimasti fuori al freddo. Alle 20.30 la fila arriva fino a via XX Settembre. Vedranno lo scrittore sul grande schermo allestito fuori dalla libreria. «In tv parlare era più semplice: in studio c'erano poche persone. Ma se poi immaginavo i dodici milioni di spettatori che ci seguivano da casa mi paralizzavo». Esordisce così Saviano, a Genova con il suo Blitz Tour. Lo scrittore presenta Vieni via con me, il libro che raccoglie i monologhi della trasmissione che ha condotto con Fabio Fazio.

«La libreria è un posto pericoloso», continua, «perché è il luogo dove si apprende e si approfondisce. Certi poteri, invece, preferirebbero che tutto restasse in superficie». E la tv? «Chissà se ci faranno rifare Vieni via con me, una trasmissione che ha rappresentato un'esperienza unica. In tanti hanno remato contro. Il nuovo meccanismo di censura non arresta e non cancella, ma cerca di abbassarti la voce».

Saviano torna a parlare della macchina del fango: «Nel libro ho voluto raccontarla attraverso la storia di Giovanni Falcone, che contro la macchina del fango ha lottato strenuamente. Solo il tritolo lo ha fermato».
Ma chi può fermare la macchina del fango? «Le persone che smettono di credere ai luoghi comuni. Sta all'individuo decidere da che parte stare. E i tentativi di delegittimazione non arrivano sempre dalla stessa parte. Vogliono farci credere che siamo tutti uguali, che siamo tutti la stessa schifezza. Non è così. Ho voluto pubblicare questo libro per iniettare nuovamente queste riflessioni nei tessuti del Paese».

Non si è placata la polemica con Marina Berlusconi, che nelle scorse ore ha dichiarato di non avere mai avuto paura di criticare Saviano. Lo scrittore risponde: «Ma parla da editore o da figlia di Berlusconi? E' vero che un editore può non condividere quello che pubblica, ma se Marina Berlusconi mi ha scelto, allora deve avere la responsabilità delle sue posizioni, soprattutto se sostiene che difendere i magistrati è una cosa orribile. Deve farmi fare il mio lavoro».

Poi Saviano ricorda la manifestazione delle donne dello scorso 13 febbraio: «E' stata la manifestazione più bella degli ultimi vent'anni. Quelle donne volevano ricordare che la sessualità non è quella di cui leggiamo in questi mesi sui giornali. E' stata un'iniziativa realizzata in nome della felicità. D'altra parte si vuole cambiare il paese proprio per vivere una vita più felice. Mi piace pensare che la ricerca della felicità possa essere per ognuno di noi il carburante del quotidiano».

Poi Roberto Saviano si dedica ai suoi lettori. Sono le 22.00, e la gente si mette in coda sulle scale della Feltrinelli per avere un autografo e per stringere la mano a Saviano. L'ultima firma alle 2.20 del mattino.

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