Libri Genova Giovedì 24 febbraio 2011

Herta Müller, Andrea De Carlo e Claudio Magris si raccontano a Genova

Genova - Proseguono gli appuntamenti con Un libro, una storia, il ciclo di incontri promosso per il terzo anno consecutivo dal Comune di Genova, che porta in città personalità di rilievo in ambito letterario, culturale, politico. Quest'anno ad aprire la rassegna è stato Nando Dalla Chiesa, i prossimi ospiti sono Stefano Bartezzaghi, Fatima Bhutto, Andrea Vitali, Claudio Magris, Giorgio Pressburger e Herta Müller.

Durante ogni incontro viene raccontata una storia, quella al centro del libro presentato oppure quella personale dall'artista, del politico, o dello scrittore ospite. La storia non sempre viene narrata nella maniera tradizionale, ma può essere affidata ad attori, musicisti, o a film, come per Giorgio Pressburger, che riserva a Genova l'anteprima nazionale di Lei dunque capirà.


Di seguito il
programma

Lunedì 28 febbraio ore 20.30 - Politeama Genovese
Stefano Bartezzaghi
con Vittorio Coletti e Franco Contorbia

Stefano Bartezzaghi viene da una famiglia di enigmisti - il padre, Piero, era un famoso cruciverbista e il fratello, Alessandro, è redattore della Settimana Enigmistica. Laureato a Bologna, con Umberto Eco, con una tesi sulle strutture semiotiche dei giochi enigmistici. Ha tenuto una rubrica di giochi di parole (La posta in gioco) per il supplemento della Stampa, Tuttolibri. Collabora con L’Espresso e La Repubblica presso cui pubblica le rubriche Lessico e nuvole e Lapsus. Nel 1995 è stato consulente della trasmissione televisiva Anima Mia, un catalogo di musica, mode e costumi degli anni Settanta in Italia condotta da Fabio Fazio. Tra le sue pubblicazioni si annoverano una storia del cruciverba, L’Orizzonte verticale (Einaudi, 2007), Non ne ho la più pallida idea (Mondadori, 2006) e L’elmo di Don Chisciotte (Laterza, 2009). Dal 2010 insegna 'Semiotica dell’enigma' presso lo IULM di Milano.

Scrittori Giocatori
(Einaudi) Protagonisti sono quegli autori che usano il gioco, con astuzie, depistaggi, inganni consentiti, per coinvolgere e appassionare il lettore e tutti coloro che sanno esercitarsi con libertà e fantasia.
Non se ne può più (Mondadori) È vero per ogni tormentone. La scienza tormentologica che qui viene evocata, se non fondata, non intende esorcizzare, censurare o addirittura cancellare i tormentoni, ma solo convincerci della necessità di non lasciarci ipnotizzare dalla loro seduzione.


Lunedì 14 marzo ore 18.00 Palazzo Tursi

Fatima Bhutto
con Nando Fasce e Marta Vincenzi

Giornalista e scrittrice pakistana di origine afghana. Figlia di Murtaza Bhutto, ucciso dalla polizia a Karachi nel 1996, durante il premierato della sorella Benazir, recentemente assassinata in un attentato suicida nel 2007. Il nonno, Zulfikar Ali Bhutto, era stato anch’egli Primo Ministro, deposto e giustiziato nel 1979 nel corso di un colpo di stato. Laureatasi alla Columbia University nel 2004 in 'Lingue e Culture mediorientali', l’anno successivo ha conseguito il Master sulle 'Politiche e i Governi sud-asiatici' presso la School of Oriental and African Studies (SOAS). All’età di 15 anni, ha pubblicato un volume di poesie Whispers of the desert (Oxford University Press, 1997). Nel 2006 è uscita la sua raccolta di resoconti diretti dei sopravvissuti al terremoto del Pakistan nel 2005, 8:50 a.m. 8 ottobre 2005 (ed. OUP). È stata inviata in Libano nel 2006 durante l’invasione israeliana, in Iran nel 2007 e a Cuba nel 2008. Scrive per diverse testate giornalistiche, tra cui il Daily Best e il Guardian.

Canzoni di sangue (Garzanti) Nel libro Fatima racconta la storia della sua famiglia, ricchi possidenti terrieri di discendenza guerriera, divenuti élite di potere in un Pakistan appena fondato in seguito alla secessione con l’India, e destinati ad una tragica fine per il proprio idealismo politico. Attraverso la storia della sua famiglia si riflette quella altrettanto tormentata da omicidi, corruzione, cospirazioni e divisioni della sua nazione.


Venerdì 15 aprile ore 18:00 Palazzo Tursi

Andrea Vitali
con Franco Contorbia e Roberta Olcese

Medico di base a Bellano, sul lago di Como, in gioventù Vitali rinuncia alle sue inclinazioni umanistiche per assecondare le aspirazioni paterne. In campo letterario esordisce nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore (Premio Montblanc per il romanzo giovane), ispirato da vicende narrategli proprio da suo padre. Ma il vero successo giunge nel 2003 con Una finestra vistalago (ed. Garzanti). Vincitore di numerosi premi letterari, tra cui il Premio letterario Piero Chiara nel 1996, il Premio Bancarella nel 2006 e, per l’opera omnia, il Premio Boccaccio nel 2008. Tra gli altri suoi libri La signorina Tecla Manzi (Garzanti, 2004) e La figlia del Podestà (Garzanti, 2005). L’immaginario narrativo di Vitali si colloca sulle sponde del lago e racconta una provincia fatta di personaggi comuni e nel contempo esemplari, sulla scia di scrittori come Mario Soldati e
Piero Chiara e dell’arte di 'raccontar storie' di Giovanni Arpino.

La leggenda del morto contento (Garzanti) È il 23 luglio 1843. Due giovani in cerca d’avventura salpano su una barchetta con tre vele latine. Al largo, in un attimo, la tragedia: lo scafo si rovescia, a riva giunge il corpo senza vita di Francesco, figlio di Giangenesio Gorgia, ricco e potente mercante del paese. L’altro giovane, Emilio Spanzen, milanese in villeggiatura sul lago, è figlio di un ingegnere che sta progettando la ferrovia che collegherà Milano alla Valtellina. Da Como arriva una pesante sollecitazione: bisogna trovare un colpevole.


Martedì 19 aprile ore 20.30 Palazzo Rosso

Andrea De Carlo
con Maria Grazia Branca (contrabbasso)
e Eilis Cranitch (violino)

Scrittore e artista poliedrico, in gioventù ha trascorso lunghi periodi all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Australia. Scoperto da Italo Calvino che fece pubblicare il suo terzo romanzo Treno di panna (Einaudi, 1981), anni dopo è stato il regista del film ad esso ispirato. Scrive
romanzi oggi tradotti in 26 paesi di cui il più noto è Due di due (Mondadori, 1989). Ha collaborato con due delle più grandi figure del cinema italiano come Federico Fellini, nel film E la nave va (al termine del quale ha girato un film/documentario Le facce di Fellini), e Michelangelo Antonioni. Ideatore di una interessante iniziativa che vede l’autore del romanzo anche autore delle musiche da ascoltare durante la sua lettura, ha composto ed eseguito le musiche di due cd (Alcuni nomi e Dentro Giro di vento), il primo insieme ad Arup Kanti Das, grande percussionista bengalese. Inoltre ha collaborato con Daniel Ezralov, gli ISO e Ludovico Einaudi per i balletti Time Out e Salgari.

Leielui (Bompiani) Una storia d’amore in un’estate caldissima, tra Milano, Genova e il sud della Francia. Lui, Daniel Deserti, scrittore in piena crisi creativa, investe la macchina su cui sta viaggiando Lei, Clare Moletto. Da questo incidente nasce un rapporto che passa dall’ostilità alla diffidenza, alla curiosità, all’attrazione incontrollabile. La storia viene raccontata a capitoli alterni
dal punto di vista di lei e di lui: la prospettiva cambia così come le percezioni e i sentimenti in gioco.


Mercoledì 27 aprile ore 18.00 Politeama Genovese

Claudio Magris
con Elisabetta Pozzi
e Margherita Rubino

Germanista di fama, ha contribuito con numerosi saggi a diffondere in Italia la conoscenza della cultura mitteleuropea e del 'mito asburgico'. È anche autore di testi narrativi, tra cui Un altro mare (Garzanti, 1991) e Microcosmi (Garzanti, 1997), vincitore del Premio Strega. Dal monologo Lei dunque capirà (2005) è stato tratto il film, sceneggiato da Paolo Magris, del regista Giorgio Pressburger. Da Stadelmann (1988), la scrittura per la scena prende un posto sempre più importante, anche perché i testi teatrali di Magris – a volte in forme chiuse come il monologo, a volte in forme aperte e corali – accolgono spesso quella «scrittura notturna» che Ernesto Sabàto contrappone alla «scrittura diurna», razionale e consapevole. Questa drammaturgia fa emergere verità profonde, che, a volte, addirittura «tradiscono» perché contraddicono quello in cui si crede.

Teatro Stadelmann - Le Voci - Essere già stati - La mostra - Lei dunque capirà (Garzanti) Queste piéces rientrano in una drammaturgia del disagio, variamente esplorata: in Stadelmann il protagonista prende via via coscienza del male del vivere. Le voci, gioco tra voce umana e registrata, si ribaltano da una ricerca di autenticità in ossessione e follia. La mostra inscena il destino di un uomo, la frantumazione dell’io e del linguaggio. Il microdramma Essere già stati esplode in un desiderio radicale di aver già vissuto. Lei dunque capirà, monologo al femminile su un mito di amore assoluto, viene restituito nelle letture di Elisabetta Pozzi.


Giovedì 28 aprile ore 18.00 Palazzo Rosso

Giorgio Pressburger
con Paolo Magris e Marco Salotti

Regista di teatro e cinema e scrittore di origine ungherese, giunge in Italia nel 1956 a seguito dei fatti d’Ungheria. Diplomatosi in regia all’Accademia d’arte drammatica di Roma, dove ha poi insegnato, ha tenuto corsi di teatro anche presso altre Università. Direttore dell’Istituto Italiano di cultura a Budapest. Scrittore di testi per lavori radiofonici e televisivi, ha firmato regie di opere poi trasmesse dalla radio e dalla televisione, autore di testi teatrali come Esecuzione (1965), ed Eroe di scena, fantasma d’amore (1986), curato traduzioni e regie di lavori di altri autori e di opere liriche. Nel cinema, ha diretto fra l’altro Calderon di Pasolini vincendo il Premio della critica Internazionale al Festival di San Sebastian. Ha esordito come narratore nel 1986 con i racconti Storie dell’Ottavo distretto e L’elefante verde (ed. Marietti), alla cui stesura aveva partecipato anche il fratello gemello Nicola. Con La neve e la colpa (Einaudi, 1998) ha vinto il Premio Viareggio.

Lei dunque capirà (film) Scritto da Claudio e sceneggiato da Paolo Magris, il film di Pressburger racconta il viaggio di una giovane donna in un limbo dal quale il marito la vorrebbe far tornare. Il tormento di lei si indirizza a un “presidente” che viene visto solo come un’ombra. Si tratta di un doppio viaggio, di lei e dell’amato, in una fitta trama di ambienti sorprendenti e misteriosi. Come Alcesti e come Euridice, la donna si vota a un sacrificio totale.


Maggio Palazzo Rosso

Herta Müller

Scrittrice tedesco-romena. Nata e cresciuta in una regione di cultura e lingua tedesca della Romania da cui nel 1945 molti romeni di lingua tedesca, tra cui la madre, erano stati deportati nei Soviet. Molti anni dopo, in Atemschaukel (2009), la scrittrice ha dipinto l’esilio di quegli anni del suo popolo nell’Unione Sovietica. Studentessa universitaria a Timisoara aderì a Aktionsgruppe Banat, un circolo di giovani autori di lingua tedesca che, in opposizione al regime di Ceausescu, ambivano alla libertà di parola. Completati gli studi, venne licenziata dal suo lavoro di interprete quando si rifiutò di divenire un’informatrice della polizia segreta e in seguito fu oggetto di vessazioni da parte della Securitate. Il debutto come autrice risale al 1982 con la raccolta di racconti Niederungen, censurato in Romania. Le opere successive, aspramente criticate fino al divieto di pubblicazione nel suo paese, ricevettero un’accoglienza del tutto positiva in Germania.
Nel 1987 l’autrice si è trasferita a Berlino assieme al marito, l’autore Richard Wagner, dove tuttora vive. I suoi romanzi, tra cui Herztier (1994) e Heute wär ich mir lieber nicht begegnet (1997) offrono un ritratto dettagliato della vita quotidiana in un paese oppresso dalla dittatura. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.

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