Concerti Genova Giovedì 27 gennaio 2011

Gino Paoli, Vittorio De Scalzi, Max Manfredi: la canzone genovese al Politeama

© Oliviero Toscani

Genova - Un gruppo di amici si incontra per far rivivere una Genova che non c'è più, ma non sono persone qualunque, sono i cantautori della scuola genovese, ormai riconosciuta a livello internazionale: Gino Paoli, Vittorio De Scalzi, Armando Corsi, Max Manfredi, Paolo Bonfanti e gli Gnu Quartet. Con loro sul palco anche il fratello di Vittorio, Aldo De Scalzi, compositore di colonne sonore, la figlia Armanda De Scalzi, il Circolo Mandolinistico Risveglio 1923, la Squadra dei canterini con i loro tipici trallalleri e la banda Filarmonica di Cornigliano.

Stiamo parlando di De Scalzi’s restaurant – canzoni, sapori e racconti alla genovese lo spettacolo in scena al Politeama Genovese domenica 30 gennaio alle 21, per la regia di Pepi Morgia e i testi di Gian Piero Alloisio.

Lo spettacolo nasce da un'idea di Vittorio De Scalzi e Gian Piero Alloisio che hanno voluto mettere in scena un ristorante multisensoriale con un menù a base di canzoni genovesi, cantate e interpretate da ospiti d'eccezione. «Mio padre aveva un ristorante a Sturla – racconta De Scalzi - «si chiamava Da Gianni. Era un locale molto conosciuto e molto frequentato negli anni '60. Per me è stata una tappa fondamentale, che mi ha consentito di crescere anche musicalmente. Al ristorante passavano molte personalità della canzone, da Gino Paoli ai membri dei New Trolls, si mangiava e si suonava. Anche mia mamma, Armanda, mentre cucinava, scriveva canzoni. Ed è proprio da questo legame gastronomico-musicale che è nato il progetto dello spettacolo».

De Scalzi's restaurant si snoda tra musica e teatro, in un avvicendamento di personaggi che propongono, con le più diverse interpretazioni, brani della tradizione genovese: da Barbon a Ma se ghe Penso, da Comme T’è Bella Zena a Trilli Trilli, da Creuza de Ma all'Ave Maria in zeneize. Sul palco anche l'attore Enrico Campanati nella veste di cuoco, che si prodigherà nel suggerire piatti e condimenti musicali.

L'idea di De Scalzi e di Alloisio non è solo quella di proporre ai genovesi e ai liguri brani del repertorio territoriale e tradizionale, ma è anche quella di mantenere viva una genovesità che si sta perdendo: «Vorrei dimostrare che il genovese non va usato come una lingua morta, ma come un modo di comunicare che ci arricchisce. Il dialetto è una ricchezza che non dobbiamo perdere e la musica diventa un veicolo indispensabile per rafforzarne la sua diffusione. Questo spettacolo lo faccio per Genova e lo faccio per amore, perché sono un genovese innamorato della sua città e del suo dialetto» precisa De Scalzi.

Anche Gino Paoli sottolinea l'importanza della genovesità: «Una cosa che abbiamo in comune io e De Scalzi è che siamo rimasti a Genova sempre, indiscriminatamente. È una città che amiamo, ma che vorremmo fosse diversa. Per esempio la nostra città non riesce a valorizzare i tanti talenti che ci sono: per diventare qualcuno sei costretto ad andare via».

Gino Paoli è un ospite dell'ultim'ora, infatti lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena a dicembre scorso, ma a causa di un abbassamento di voce di De Scalzi è stato posticipato al 30 gennaio, guadagnando la presenza del grande cantautore. All'interno del De Scalzi's restaurant, Gino Paoli canterà non brani del suo repertorio, ma tre canzoni storiche in dialetto zeneize, che, come sottolinea: «sono quelle che si cantano quando ci si trova con gli amici. Le canzoni genovesi sono nate per essere cantate insieme e in compagnia. Ed è questo lo spirito dello spettacolo».

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