Concerti Genova Venerdì 7 gennaio 2011

Baccini canta Tenco: il nuovo tour del cantautore genovese

Genova - Baccini canta Tenco è il nuovo spettacolo musicale che Francesco Baccini porta nei teatri d'Italia. Un omaggio al cantautore Luigi Tenco, per far conoscere al pubblico anche i brani meno noti della sua produzione.
Il tour parte dal Politeama di Genova giovedì 20 gennaio 2011. «Ci sembrava il minimo iniziare da Genova visto che sia io che Tenco abbiamo avuto a che fare con la città» spiega Baccini: «in più lo spettacolo vanta diverse collaborazioni con musicisti liguri, da Armando Corsi che cura gli arrangiamenti, al coautore dello spettacolo Marzio Angiolani e al regista Pepi Morgia».

Anche la decisione di proporre Tenco non è casuale, precisa: «tra me e Tenco ci sono sempre state tante analogie. Innanzitutto una somiglianza fisica e poi una serie di date e coincidenze: per esempio Tenco ha inciso i primi dischi negli anni '60, quando sono nato io, ed è morto a 29 anni, quando io ho pubblicato l'album d'esordio, Cartoons, che ha vinto proprio la Targa Tenco».

Un avvicinamento progressivo alla musica di Tenco, che ha portato Baccini alla scoperta di un lato nuovo e per lo più sconosciuto del cantautore piemontese, con brani a tema sociale, attuali anche per il mondo di oggi: «Tenco era avanti per il suo tempo. Era un intellettuale, ma non faceva pesare il fatto di esserlo, i suoi testi erano semplici ma profondi. Riascoltare oggi le sue canzoni è impressionante, perché sono ancora vive. Non tutti sanno che Tenco fu anche un rocker ante litteram. Il suo era un linguaggio rock semplice e diretto, che era anche una critica verso la società. Il suo brano più noto, Ciao amore ciao, quello per cui poi si suicidò al Festival di Sanremo del '67, inizialmente è nato come una canzone contro la guerra. Ma i discografici non volevano presentarla al Festival. E così in una sola settimana, Tenco fu costretto a cambiare il testo e a cantare la canzone che conosciamo tutti».

Ed è proprio questa scoperta di Tenco come autore di canzoni a tema sociale, che porta Baccini a volerlo riproporre in chiave moderna, con arrangiamenti acustici più vicini ali gusti e alle melodie del terzo millennio: «anche i miei testi affrontano sempre temi sociali, e questo è un altro motivo di affinità con Tenco. Proprio il fatto di scegliere di fare un certo tipo di musica è una delle cause per cui mi hanno staccato la spina: le radio non mi passano e la tv non mi invita. E il pubblico segue quello che sente, specialmente se non conosce l'esistenza di un'alternativa. Qualcosa di simile è accaduto a Tenco: una delle sue canzoni Cara Maestra è stata censurata e per due anni il cantautore non ha più potuto mettere piede in Rai».

Quest'anno Baccini festeggia anche i vent'anni di carriera, in qualche modo il nuovo spettacolo, da cui probabilmente trarrà anche un disco live, è un modo per fare un bilancio della sua attività: «è incredibile essere ancora qui dopo tutti questi anni. Sono arrivato al successo con Le donne di Modena, un brano che è subito diventato popolare, pur non appartenendo al genere commerciale. Ma allora era un altro momento: le radio passavano una varietà di generi musicali, erano al servizio della musica. Oggi è il contrario, sono gli artisti che sono soggetti alla musica che passa per radio. Una situazione molto limitante».

Baccini si dichiara un cantante controvento: «sono idealista e lo sono sempre stato. So che andare contro al sistema è una battaglia persa, ma la combatto comunque. Se i tuoi maestri sono De Andrè, Tenco, Iannacci e Gaber, tu cresci in un certo modo. Io ho iniziato con la musica classica, poi ho ascoltato i grandi cantautori ed è nata in me questa passione».

Ma nella vita di Baccini non c'è solo la musica, l'altra grande fede è quella nel Grifone: «per essere genoani bisogna saper soffrire. Anche se va meglio di qualche anno fa, si spera sempre in qualcosa di più. E poi diciamolo, Milito sta male con la maglia dell'Inter».

Gli ultimi anni hanno visto Baccini anche in veste di docente al DAMS di Imperia. Gli abbiamo chiesto cosa consiglia ai giovani studenti e aspiranti musicisti? «Che non credano che essere artisti significhi essere popolari. La popolarità è solo uno degli aspetti del successo, ma è un mezzo pericoloso. La mia generazione ha avuto grandi esempi, oggi i giovani non hanno punti fermi a cui appigliarsi. Per fare l'artista devi essere corazzato»

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