Libri Genova Lunedì 4 ottobre 2010

74 nani russi, il nuovo libro di Lorenzo Beccati

Da ottobre in libreria il nuovo romanzo di Lorenzo Beccati, 74 nani russi (Internòs edizioni, pagg. 176, 16 Eu).

La settimana scorsa il libro è balzato al primo posto nella nostra classifica dei più venduti alla libreria Porto Antico Libri.

Vi proponiamo il primo capitolo.

Genova - In una fredda alba di opale, la terra condensa il suo respiro in nebbia.
Sotto un accenno di collina, c’è una capiente fossa scavata da poco.
Solo un bambino è affacciato sopra il grande buco. I suoi occhi vedono un’immagine folle.
Stupito, osserva i cadaveri di un numero impressionante di nani. I loro corpi sono ammonticchiati uno sull’altro alla rinfusa. L’intreccio di minuscole membra è inestricabile, ma tanto nessuno può lamentarsi. I poveri resti sono ancora caldi,
al punto che un alito di tepore sale al cielo da ogni cadavere.
L’innocente osservatore pensa che stiano rendendo l’anima al creatore che non è certo stato benevolo con loro.
Con il coraggio del bisogno, il bambino scende nella fossa frenando la discesa con i talloni. Subito comprende come
siano periti, poiché sono tempi in cui si ha ben presto dimestichezza con la morte.
I nani sono stati uccisi a fucilate e finiti a colpi di baionetta. Alcuni recano molte più ferite, forse non ne volevano
sapere di morire, oppure erano più piccoli ed era difficile colpirli.
Per il gelo il sangue si è rappreso in fretta e orna di scuro le ferite da sparo e da taglio.
L’incoscienza del bambino e l’avidità puerile lo portano a frugare tra i cadaveri e a contenderli a uno stormo di corvi luccicanti di brina.Tirando loro le scarpe tolte dai piedi tozzi di un cadavere, il ladro disperde gli uccelli.
I nani sono vestiti da gran festa. Gli abiti di seta a ricami trapuntati sono impreziositi da pizzi e merletti. Di certo non
si sono mai visti dei nani così ricchi, pensa il bambino.
Trova davvero orrende molte femmine. Per appropriarsi di una giacca color rubino a code lunghe, deve scostare il corpo di una donna vestita di bianco. Indossa il vistoso indumento carpito e compiaciuto vede che gli cade un poco di spalle ma come lunghezza è perfetto, persino di maniche. Ignorando il puzzo che con l’alzarsi del sole si fa sentire, si pavoneggia come fosse un gran signore.
In quel gioco insolito che lo ha portato in un mondo differente dal suo, il bambino non si cura di calpestare i corpi
minuti. A ogni passo sprofonda un poco, ma poi il piede incontra un solido appoggio. Posa la suola degli zoccoli su una
spalla, avanza su un naso rompendolo, poi è la volta di una nuca e infine raggiunge una nana sul petto della quale ha visto
un nastro sgargiante di colore giallo. Lo raccoglie e sa già a chi donarlo. Dai lobi tondi di una giovane donna toglie gli
orecchini e poi si avvede della collana dall’aspetto prezioso che orna il collo rugoso e s’impossessa anche di quella.
Alla vista di un cadavere che gli sembra quello di un bambino come lui, l’intruso si spaventa e risale la fossa. Una volta in cima, non vedendo pericoli, si asciuga il naso gocciolante sulla manica e guarda la moltitudine di corpi trucidati.
Preso da una curiosità assurda, comincia a contarli. Quando ancora non è giunto neppure a metà della conta, il vociare cupo e il rumore di passi di molte persone provenienti dal lato opposto lo fanno trasalire, e il bambino si nasconde
dietro un cumulo di terra smossa. Una schiera di operai armati di vanghe si dispone sul crinale della grande fossa. Un ordine roco di chi li comanda e gli uomini si adoperano alacremente a gettare terra nel buco, ricoprendo i primi corpi in superficie. Il terriccio s’infila negli interstizi tra i cadaveri come acqua fangosa.
Il ladruncolo tiene stretto, dietro la schiena, il magro bottino sottratto ai piccoli morti e fugge via mentre gli operai
gli volgono le spalle intenti al loro macabro lavoro.
Il bambino non scoprirà mai che i cadaveri sono settantaquattro.
74 nani russi.

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