Concerti Genova Lunedì 26 luglio 2010

Bollani al Gezmataz: omaggio a De Andrè e Luttazzi

Genova - Con il concerto di Stefano Bollani si è chiusa domenica sera una delle più ricche ed interessanti edizioni del Festival Gezmataz, coronata da un buon riscontro di partecipanti, nonostante il clima vacanziero già riscontrabile in città e la concomitanza di numerosi altri eventi musicali e non. Bollani ha proposto sul palco dell'Arena del Mare uno dei suoi innumerevoli songbook composto di Canzoni dal mondo come usa definirli il pianista livornese: una carrellata di temi dalle provenienze più disparate interpretati secondo l'estro, gli umori e le circostanze del momento dell'esecuzione.

Rispetto al passato sembra affermarsi, nella musica di Bollani, una voglia di approfondimento che lo porta a giocare in modo diverso con i temi, non più trasformati e quasi deformati dalla inesauribile creatività del pianista quanto circondati da sezioni musicali inedite e finalmente esposti nella loro forma riconoscibile. Ne è un esempio l'ultimo dei bis, un piccolo omaggio a Genova e De Andrè con La canzone di Marinella e Un giudice che venivano al termine di una serrata ed affascinante introduzione originale. Il viaggio di Bollani ha portato gli spettatori da pezzi della tradizione statunitense (Fly me to the moon di Howard Bart e Sinatra, in apertura e My funny Valentine) al Brasile, che costituisce una delle grandi passioni di Bollani, fino ad alcune composizioni originali (Buzzillare" tratta dal disco solo per l'Ecm).

Poi spazio alla consueta roulette di titoli richiesti dal pubblico per i bis, dove usualmente si scatena la fantasia dei fan nel richiedere le cose più assurde e distanti da quello che Bollani ha suonato fino a pochi minuti prima. Dopo anni di Heidi ora sembra in voga Marco Masini e puntualmente è arrivata la richiesta di Perché lo fai, diligentemente affiancata nello zibaldone pianistico, a La fiera dell'est di Branduardi al Bolero di Ravel, a La formica mucchiarona dal disco di poesie di Fosco Maraini, La gnosi delle fanfole e a molti altri, dai Clash ai King Crimson. Da segnalare poi due esilaranti siparietti: il Duccio Vernacoli tratto dalla trasmissione radiofonica Il Dr. Djembè, che ripropone con scarsa fortuna in dialetto toscano hit famose, e l'interpretazione di Giovanni Allevi, assorto e concentrato nello scegliere ogni singola nota di uno dei suoi temi. Alla fine c'è stato anche spazio per uno dei grandi ispiratori di questo straordinario musicista/comico, Lelio Luttazzi, anche lui jazzista e ironico intrattenitore, alla cui memoria Bollani ha dedicato l'ironica Legata ad uno scoglio, quasi un testimone raccolto dalle stelle sul palco di Genova.

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