Concerti Genova Mercoledì 14 luglio 2010

Liguria Jazz Summer: il programma completo

Genova - Il concerto del fisarmonicista francese Richard Galliano al porticciolo di Camogli apre, martedì 20 luglio 2010, la quinta edizione della rassegna Liguria Jazz Summer.
Un festival che, nonostante i tagli imposti dalla crisi, riesce anche quest'anno a proporre un programma di qualità nel Golfo del Tigullio, seppur in sole tre serate a ingresso libero spalmate tra Camogli, Rapallo e Recco.

Galliano, erede diretto di Astor Piazzolla, propone a Camogli un concerto solo in cui si mescolano ritmi swing, fascinazioni del tango, della musette e reminescenze classiche: i cromatismi che han reso famoso il virtuoso francese lo avvicinano allo stile compositivo di Debussy e Ravel, accentuando un interesse per la trascrizione della musica barocca che lo ha portato quest'anno a incidere per l'etichetta specializzata Deutsche Grammophon il disco Bach.
Un concerto non strettamente jazz e lontanissimo da ogni ingessatura classica, un interessante crossover in cui lo strumento popolare, la fisarmonica, è in grado di riprodurre la poliritmia di un'orchestra o le atmosfere più rarefatte di un complesso cameristico.

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Giovedì 22 luglio è il turno, sul lungomare di Rapallo, del jazzista-cabarettista Lino Patruno, che col suo Jazz show, accompagnato da nove musicisti, propone uno spettacolo in grado di tornare all'essenza del jazzismo storico: musica tecnica ma esente da cerebralismi, divertente e coinvolgente per un pubblico eterogeneo.
Grazie al contributo del chitarrista Alessandro Russo e del violinista Mauro Carpi, arrivato appositamente da Palermo, Patruno propone un tributo ai giganti dello swing gitano, Django Reinhardt e Stéphane Grappelli, che col quintetto Hot Club de France infiammarono le scene del jazz europeo tra gli anni Trenta e Quaranta.

Chiude la rassegna a Recco, venerdì 23 luglio, il Latin mood guidato dal trombettista Fabrizio Bosso e dal sassofonista italo-argentino Javier Girotto, un ensemble di specialisti della musica cubana e sudamericana in grado di mescolare il proprio stile con le incursioni hard-bop dei leader, creando un impasto sonoro dalle soluzioni inaspettate.

Tre sole date, ma di alta qualità: la consulenza di Giorgio Lombardi, direttore artistico del Museo del Jazz di Genova, è in questo senso una garanzia. A lui è spettato il non facile compito di limare i cachet di artisti di livello internazionale che comunque, afferma Lombardi: «hanno adeguato le proprie richieste a un mercato che si è contratto. Al di fuori dei grandissimi big, come Bollani, gli altri mantengono cifre abbordabili».

La forza della manifestazione sta nel coinvolgimento di comuni vicini, uniti da un progetto artistico comune. Come sottolinea l'assessore regionale Angelo Berlangieri: «in periodi difficili è importante mettere in realzione realtà diverse, creando una sinergia che fa sistema e permette di superare una congiuntura economica sfavorevole».

In tempi in cui spesso la cultura è nei bilanci una voce superflua da depennare, le tre date del Liguria Jazz Festival tracciano una strada percorribile per continuare a proporre, pur con difficoltà, spettacoli professionali e di qualità. Pochi, ma buoni.

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