Concerti Genova Martedì 13 luglio 2010

I Morcheeba all'arena del Mare

© Marcello Orselli

Genova - Grande ritorno dei Morcheeba all'Arena del Mare, in occasione del Just Like a Woman Festival 2010. Il trio, formato dalla vocalist Skye Eduards e dai fratelli Paul e Ross Godfrey, ritorna al suo pubblico con una road band e un nuovo album.
La separazione dei tre, per nostra fortuna, non è durata a lungo: giusto il tempo per Skye di pubblicare nel 2006 un suo album da solista Mind How you go e ai due fratelli Godfrey di fare esperienze musicali sia con altre vocalist che separatamente.
Skye è bellissima, con un vestito rosso fuoco disegnato da lei, due kilometriche zeppe e una pettinatura da regina. Muove lo sguardo e il corpo sinuosamente, su un sound che spazia dal trip hop al chill out, dal blues al pop e canta, bravissima, con quel Soulful sound calmo e intimista che ha consacrato i Morcheeba come …una delle band più cool degli anni 90….

Skye scherza col pubblico e presenta i musicisti senza cognome, come se fossero suoi fratelli: Ross, Steve, Andy, James and Andy. Chiede provocatoriamente se qualcuno può offrirle della marijuana e se ci ricordiamo di quando ha cantato Summertime con il suo bambino in fasce nella trasmissione di Red Ronnie.
Pur di punzecchiare il pubblico, forse poco scatenato, offre Tequila, sperando che almeno intoni meglio il ritornello di Beat of the drum.

Il repertorio attinge a piene mani da tutti i loro album.
Moog Island, Never an easy way e Trigger Hippy da Who can you trust? (China records, 1996).
Poi Friction, The sea, Part of the process e la stupenda Blindfold da Big Calm (China Records, 1998).
Otherwise e Slow down da Charango (China records, 2002), e ancora Even Though, Crimson e Beat of the Drum dall'ultimo disco: Blood like lemonade ([Pias] Recordings).
La serata si conclude sulle attese note di Rome wasn’t built in a day, forse il brano più pop della band, contenuto in Fragments of freedom (China Records 2000).
Il trio magico è tornato.

di Caterina Lazagna

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Lunedì 12 luglio l'Arena del Mare si è trasformata in una grande dance – hall in riva al mare grazie ai Morcheeba (seconda data di Just Like a Woman 2010) che, tra il Festival francese Terres du Son e una serata all'assai probabile insegna di Campeones in quel di Barcellona, portano a Genova l’evento della freschissima reunion, prima di riprendere a girare per l'Europa prima e per gli U.S.A. dopo.

Inguainata in una tutina aderente nera molto luccicosa, su cui sovrappone un leggerissimo peplo rosso svolazzante, quasi una vela, Skye (acronimo delle iniziali dei suoi nomi e cognome) Edwards, la cantante che è rientrata appena la scorsa primavera nella band, dopo sette anni di carriera solista, è apparsa in gran forma, soprattutto rilassata, sorridente, piena di simpatia per l'Italia, che contrappone alla Russia, visitata da poco.

«Hello Italy!» saluta il pubblico, come in città non si sente spesso, e, forse, molti ne hanno scordato il significato e la differenza con un Hello Genova.
Ma subito iniziano le danze ed è immediatamente chiaro che la musica creata dalla band fa da pulsante tappeto sonoro su cui si staglia, determinante, l'interpretazione di Skye, che unisce ad una voce calda, soffice ed intensa, in pieno “black british soul style”, una personalità, forte e comunicativa.
È il polo trainante dal punto di vista dell'immagine complessiva del gruppo, insieme al chitarrista e fondatore Ross Godfrey che, di tanto in tanto, si lancia in alcune svisate, compresa una in cui usa i denti “alla Jimi Hendrix”.

Saranno gli anni che passano (e Skye risfodera, addirittura, il ricordo di un incontro con Red Ronnie che li ospitò per la prima volta in Italia, per indicare una dei suoi tre figli, allora in fasce ed ora armeggiante dietro i mixer di scena), sarà la maccaia incombente, saranno gli alcoolici che girano per il palco, ma il Trip – hop di quindici anni fa, nervoso e possente, ma già più malleabile di quello intransigente di Tricky e dei Massive Attack, ha lasciato maggior spazio ad un sound piuttosto ammorbidito, avvolgente.
Meno è concesso all'elettronica e si strizza anche l'occhio ad un pop più languido ed easy.

La strutturazione dei quindici pezzi in scaletta sta a dimostrare, peraltro, l’evidente volontà di fare di questa reunion un’occasione per mandare in scena una sorta di antologia live della loro produzione discografica, esclusi, assai eloquentemente, i due dischi in cui non era presente Skye.
Spazio, in pratica, diviso in maniera equanime tra il debut album del 1996 “Who Can You Trust”, in cui spiccano “Trigger Hippie” e “Never an Easy Way” fino a “Charango” (2002), di cui si fa notare “Otherwise”.

Ovviamente è in primo piano anche il freschissimo Lp, licenziato appena un mese fa, dal titolo ironico – “inquietante” di Blood like Lemonade, la cui title – track racconta di una specie di “prete vampiro”… (evidentemente protestante…) che, dopo l'omicidio della moglie, impazzisce e diventa assetato di sangue, tanto da bere quello delle sue vittime, come fosse limonata.

Il ritornello di Beat of the Drum viene fatto cantare in coro dal pubblico, con cui c'è una buona interazione per tutta la serata musicalmente e non.
Infatti, Skye fa passare da un membro della security alla prima fila il suo bicchiere di tequila e ad un certo punto si chiede se qualcuno fumi marijuana; d'altra parte si dice che la denominazione del complesso derivi da una crasi slangizzata, traducibile in “Più-erba”.

In mezzo, brani dai successivi Big Calm (1998) come The Sea e Blindfold, mentre dall’album del 2000 Fragments of Freedom sono tratti i due bis Be Yourself e il super – hit, senz'altro il loro pezzo più famoso, Rome Wasn’t built in A Day che, naturalmente, è accolto da ovazioni e cantato all'unisono al termine di una serata suggestiva e divertente (il che non è, davvero, poco).

di Giovanni Villani

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