Concerti Genova Mercoledì 23 giugno 2010

Almamegretta @ Mondomare Festival: l'intervista

Genova - Sabato 26 giugno l'anima migrante, ovvero gli Almamegretta, fanno tappa a Lavagna dove presenteranno l'ultimo lavoro, Dubfellas volume 2. Il disco è il secondo capitolo di una saga cominciata nel 2006, momento in cui la band napoletana ha dato una svolta più internazionale al proprio sound, come conferma Paolo Polcari, tastierista storico del gruppo. «Il primo capitolo incentrato sul dub era solo strumentale. Questo genere musicale ti permette di suonare libero da certi schemi e nell'ultimo Dufellas è venuto naturale mettere i testi in inglese, liberi dal volere lasciare dei messaggi».

Quest'ultimo lavoro suona più elettronico dei precedenti. «In effetti - spiega Paolo - Dubfellas volume 2 è fatto quasi tutto con le macchine. Capita a volte che registri delle session da usare dal vivo, poi ti accorgi che non sono niente male. Dipende dalle situazioni, dalla line-up e dal momento. Non abbiamo mai fatto un disco uguale all'altro e in realtà credo che questo sia più negativo che positivo. Non dare sicurezze è il peggio che uno possa fare».

L'evoluzione melodica della band partenopea affonda le sue radici in una line-up sempre diversa, frutto anche di fatti tragici che hanno segnato la storia della band (la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 2004 Stefano Facchielli aka D.RaD, colui che ha creato il sound Alma, muore in un incidente stradale a Milano). Contaminazioni e collaborazioni importanti, dai Massive Attack a Pino Daniele, da Mauro Pagani a Neil Perch Zion Train, senza mai perdere di vista la propria mediterraneità: questi i punti cardine su cui si fonda la filosofia Almamegretta. «La crew del new sound - prosegue Paolo - mi ha sempre affascinato molto. Questo concetto si è tradotto per noi in un collettivo aperto, che smonta l'idea di band tradizionale. Io per primo ho vissuto dal 2000 al 2006 a Londra e in quel periodo mi sono in parte allontanato dal gruppo».

Dal 2003, anno in cui Raiz lascia gli Alma per intraprendere la carriera solista, al microfono si sono alternati diversi nomi, come è capitato in occasione di Vulgus nel 2008. «In quel disco - precisa Paolo - c'era quasi un cantante diverso per ogni pezzo. Volevamo raccontare cos'è un collettivo aperto. L'album è stato registrato a Napoli e i testi delle canzoni raccontano i problemi della città. Quando nel 2006 sono tornato in Italia non ero contento, o meglio, per la musica si. In Italia ci si illude che molti problemi siano solo a Napoli, ma io credo che qui ci siano solo situazioni marginali. I problemi più gravi sono a carattere nazionale. Lamentarsi come dire no è sempre molto facile e in questo gli italiani sono bravissimi».

Dal 2009 sono entrati a fare parte degli Almamegretta Neil Perch, membro fondatore degli Zion Train, alla postazione di dubmaster e Marcello Coleman alla voce. Entrambi hanno contribuito alla realizzazione di Dubfellas volume 2. «Noi abbiamo composto le basi - spiega Paolo - poi Marcello si è occupato dei testi. Siamo molto contenti di lui anche dal vivo: sta offrendo ottime performance. In primavera abbiamo fatto alcune date nei club dove ci siamo resi conto che l'ultimo disco funziona bene. All'aperto ci sono cose che si fanno in maniera diversa, soprattutto per i pezzi nuovi, ma contiamo molto sulla presenza scenica di Marcello».

Il prossimo anno l'anima migrante compie vent'anni. Cercare di capire quali saranno le sue prossime tappe non è cosa facile. Probabilmente a indicarne la rotta sarà ancora l'istinto e la voglia di non ripetersi, di scoprire orizzonti nuovi, senza timore di deludere qualcuno o di scontentare qualcun'altro, conservando gelosamente la propria libertà.

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