Concerti Genova Martedì 8 giugno 2010

Celeste. 1969-1977 The Complete Recordings

Genova - Che belli i cofanetti monografici, gioia di ogni completista. Poi l'appetito cresce quando si scopre che il poderoso carnet di Cd è arricchito da un libretto zeppo di note. Quando si dice opera omnia.
E l'ottimo lavoro, prodotto dalla milanese AMS Records/BTF, inerente la storia dei ponentini Celeste (Celeste. 1969-1977 The Complete Recordings), procede in questa direzione. Tutto nacque un po' di tempo fa: Ciro Perrino, compositore e fondatore storico della band, cominciò a segnarsi un paio di memorie, scavando nei cassetti e riportando alla luce fotografie sbiadite, nonché qualche nastro intonso.
Così, nella ricostruzione, i Celeste hanno un prima e un dopo.

Siamo alla fine degli anni Sessanta e, tra Diano Marina e Sanremo, scorrazzano due complessi (I Cavalieri del Sole e The Love), avidi di nuova musica tanto da inserire in repertorio successi di Deep Purple, Jethro Tull, Led Zeppelin e Cream. Nel 1969 alcuni componenti di entrambe i gruppi decidono di vedersi e dare vita ad una nuova entità: Il Sistema.
E qui entriamo veramente nel vivo: registrano un nastro che non diventerà mai un disco. Un vero peccato, perché probabilmente quei giochi in cantina costituiscono la prima testimonianza di progressive italiano (benché ancora acerbo). Sono i primi – precedendo di due anni gli Emerson Lake and Palmer – a condire in salsa rock Musorgskij (Una notte sul Monte Calvo, sì proprio il brano ripreso poi dai New Trolls Atomic System più tardi nel 1973). Siamo solo nel 1969: il primo di The Trip e Collage delle Orme devono ancora uscire, i New Trolls cantano Una miniera, PFM e Banco devono ancora nascere.

Il Sistema è solo una provvisoria fucina di esperimenti, visto che dallo scioglimento si gemmeranno, appunto i Celeste (mentre il chitarrista Merogno confluirà nel Museo Rosenbach). Sarà una lunga elaborazione compositiva che, però, vedrà la luce discografica solo nel 1976 con l'LP Principe di un giorno uscito per la Grog di Vittorio De Scalzi. Nel 1977 si rompono le righe, ma Perrino continua e, da batterista che fu, si sposta alle tastiere (ma era in parte già successo in Celeste II), studiando e alimentando la propria passione per sonorità ulteriormente alternative in bilico tra Kraut Rock, Elettronica e Canterbury Sound. Gli esiti si dipaneranno all'interno di tre esperienze: St. Tropez, S.N.C. e La Compagnia Digitale.

Riguardo al cofanetto, va precisato che non tutto è inedito (molti questi materiali erano già stati pubblicati negli anni Novanta dalla Mellow Records), però l'occasione è buona per fare il pieno (o quasi): i nastri sono stati ripuliti per bene, in più compare la versione in Inglese del primo album (Prince of one day) e diverse bonus track.
Fondamentale la guida interna, frutto di un serissimo lavoro di ricerca iconografica e di ristrutturazione storico musicale, grazie anche alle interviste di Enrico Pietra a Leonardo Lagorio e Cinzia Bruzzone a Ciro Perrino ed ai contributi di Alberto Moreno del Museo Rosenbach e di Francesco Iacometti cantante degli Woops.

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