Concerti Genova Martedì 6 aprile 2010

Nina Zilli in concerto a Genova

© Stefania Pilu

Genova - Iubilate, iubilate!
A Genova ci si diverte ancora a suon di musica, grazie a quelli della Psyco che, occupando il Blue Moon di Marassi, da qualche tempo stanno dando un sapore particolare alle notti cittadine che precedono il fine settimana.

Venerdì 9 aprile è salita sulla scena della balera zeneize tutta specchi e paillettes la soul girl piacentina Nina Zilli, accompagnata dai sei musicisti della Smoke Orchestra: preceduta da un defilé vintage made in Betty Page Boudoir, la pupilla di Giuliano Palma ha dato vita ad una frizzantissima esibizione davanti ad un folto e partecipe pubblico, tra cui è stato avvistato anche il direttore di Rolling Stone Italia, Carlo Antonelli.
La Nina ci sa fare, eccome. Bella voce, decisa e a tratti gradevolmente ruvida e un look rétro e colorato che piacerebbe un sacco ad Almodòvar.

Un gigantesco fiore fucsia tra l'impalcatura di capelli corvini che sfida le leggi della fisica, rossetto color gladiolo, gonna nera alta in vita, monospalla giallo e vertiginosi tacchi a spillo color del fuoco: adorabile ed evocativa di follie giovanili d'antan. Nella sua musica e nei suoi testi c'è l'inarrivabile Mina di Mille luci, ci sono le hit italiane degli anni Sessanta, c'è la Camden Town della Winehouse, ci sono gli echi della cultura e della migliore estetica underground, c'è la Motown di Detroit, ci sono il reggae e l'r'n'b.
La miscela è ben calibrata ed il risultato è un godibilissimo ep uscito già nel 2009 e ripubblicato da qualche settimana, dopo la partecipazione all'ultimo Festival di Sanremo, in extended version, col titolo di Sempre lontano.

La ragazza sa essere spensieratamente malinconica: i suoi brani parlano di rapporti tormentati e di considerazioni socio-politiche sull'attualità che svelano una curiosa vena critica (Tutto bene su tutte, ma perfino la jamaicana Penelope sa di posse: la parola contro l'azione/io mi aspetto la rivoluzione).
Come il sole (erede non dichiarata di Be my baby delle Ronettes), L'inferno, L'amore verrà (cover di You can't hurry love di Diana Ross e le sue Supremes), Il paradiso, Bellissimo, Bacio d'a(d)dio: tutti i pezzi dell'album sono potenziali singoli, alla pari della riuscitissima L'uomo che amava le donne e di 50mila.

Nina domanda: «questa dovreste conoscerla. Ultimamente siete andati al cinema?», riferendosi ovviamente al fatto che la sua canzone è il brano portante della colonna sonora dell'ultima fatica di Ozpetek, Mine vaganti. «Purtroppo sì», sospira l'autrice di questo articolo.
Gusti cinematografici personali a parte, il live della Zilli si conclude fieramente con un bel bis, su cui troneggia la sua versione di My Girl dei mitici Temptations.

Perfetta conclusione della serata, il dj set di Cato dei Bluebeaters che tra Little Tony, Nancy Sinatra e una buona selezione di pezzi northern soul sa mandare a letto nel migliore dei modi i giovani col ciuffo (e non) intervenuti decisamente numerosi all'evento.

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