Concerti Genova Venerdì 26 febbraio 2010

Circolo dei Viaggiatori nel Tempo: 25 anni di movida

Genova - Qualche mese fa mi ritrovavo in uno dei miei due pensatoi preferiti, la spiaggia di Vernazzola (l'altro è il cortile di Palazzo Lomellino in via Garibaldi, dove c'è la fontana di Fetonte con i miei amici pesci) e tra un'onda e l'altra riflettevo a quanto tempo era passato da quando insieme a Maria Costigliolo aprii quel pesante e cigolante portone di Salita Terrapieni per iniziare l'avventura del Circolo dei Viaggiatori nel Tempo. Beh, i conti erano presto fatti: 2010-1985= 25 anni.
E in quel momento, mentre un gatto veniva a miagolarmi vicino, ho pensato che sarebbe stato interessante riproporre questo quarto di secolo attraverso un happening, chiamando a raccolta artisti, musicisti, poeti, creativi che in questi anni abbiano incrociato le loro strade con il CVT o anche quei semplici avventori che per 15 anni (il locale chiuse nel 1999) varcarono quel portone per zavorrarsi lo stomaco con i nostri panini o per degustare i nostri cocktail, entrambi con nomi improbabili.

Così, grazie anche a Palazzo Ducale, il 26, 27 e 28 marzo 2010 negli spazi del Munizioniere avrà luogo l'evento Circolo dei Viaggiatori nel Tempo 1985–2010: 25 anni di avventure culturali che, lungi dal voler essere autoreferenziale, vorrebbe presentare anche e soprattutto uno spaccato della produzione artistica genovese in questi anni, che sono stati di grande fermento creativo. Tanti artisti e gruppi musicali hanno continuato, molti altri hanno lasciato perdere, ma il loro lavoro ha arricchito questa città. Questo evento serve anche a far sì che questi bagagli di idee non vadano perduti.
Ci saranno molti documenti video storici di personaggi che hanno segnato l'arte underground genovese grazie all'archivio del CVT e tante esibizioni dal vivo e installazioni. Tra coloro che hanno dato la loro adesione (ma la lista si sta allungando) Max Manfredi, Bob Quadrelli, Franco Zaio, Johnny Grieco (Dirty Actions), Alberto Terrile, Contesti Scomodi, Alberto Valgimigli, Cinano, Mantis Band, Claudia Pastorino, Paolo Gentiluomo, Francesco Arena e molti altri.
Non mancheranno le degustazioni dei cocktail originali, dal Ma sì impiccati al Jogging sulle braci, Apocalisse tascabile o Ci schiaccio una pisa e anche assaggi dei panini più famosi, come Bacioni da Enna, Capriccio rupestre o Quattroganasce.

Per chi non c'era ancora o era ancora alle prese con bambole e soldatini, posso dire che quando abbiamo iniziato era un'epoca di confine tra una stagione forse irripetibile di fermenti creativi (soprattutto la proliferazione delle radio libere e l'avvento nella musica del punk e new wave con la conseguente possibilità per tutti di suonare) e una nuova era di comunicazione e nuovi media (l'inizio della diffusione dei videoregistratori e dei computer).
Il CVT intercettò questa trasformazione e ne diede lettura e sfogo, attraverso rassegne di videoarte, reading di poesia, concerti di nuova canzone d'autore, performance teatrali, adattando di volta in volta i suoi locali composti da numerose stanze.
Era un'epoca in cui il Centro Storico genovese era assolutamente spento, senza locali, e i club dove si poteva passare una serata diversa erano pochi e distribuiti in varie parti della città (però si sentiva della buona musica. Ora c'è una miriade di locali ma che per la maggior parte trasmettono ciofeche sonore).

Tuttavia i Viaggiatori nel Tempo avevano iniziato la loro attività ancor prima dell'apertura del locale, con rassegne d'avanguardia come il Plastic City Party nel 1982 nei neonati Giardini di Plastica con mostre di olografie, videoarte, musica elettronica e con Tempo d'Estate, un festival di varie arti nei Giardini Gilberto Govi a Punta Vagno. Lì passò tutto il videoteatro, il rock italiano, dai Neon ai Litfiba, Hi Fi Bros, Gaznevada e soprattutto molti esponenti della musica genovese, divenuti veri e propri punti di riferimento in città.

Tra queste due iniziative il CVT curò nel 1983 il primo censimento della produzione artistica e culturale genovese su invito del Comune di Genova, cercando di fare emergere tutto il brulicante ingegno creativo che toccava l'arte visiva, la musica, la poesia, la danza, il teatro.
Tutte queste esperienze e questi rapporti di collaborazione sono stati l'humus fertile per la nascita nel 1985 di un locale, il CVT, che cercava di essere ad un tempo un luogo di aggregazione e un continuo detonatore creativo.

Durante la sua esistenza, il locale di Salita Terrapieni ha accolto centinaia di eventi tra letture, rassegne video, performance, serate di cultura e gastronomia, spettacoli monografici, conferenze. Grazie poi alla crescente tecnologia video, il CVT costruì un suo archivio di artisti genovesi che oggi può dare un'interessante rilettura di quell'epoca di fermento intellettuale.
La vicenda del CVT come locale è finita nel 1999, in contemporanea con la crescita dell'attività di ideazione e organizzazione di grandi eventi culturali e di poesia in Italia e all'estero.
Questa fase, che continua tuttora, ha visto il CVT inventare il Festival Internazionale di Poesia a Genova, giunto alla sua sedicesima edizione e divenuto la più grande manifestazione italiana di poesia, e altre rassegne internazionali a Bruges, Parigi, Monaco di Baviera, Tokyo, Helsinki, Berlino, Vienna.

I tre giorni in marzo vogliono essere una chiamata a raccolta delle menti pensanti e creative, anche quelle che per varie vicende personali o perché si sono stufati di cozzare contro un muro hanno abbandonato i loro strumenti, pennelli o penne che pure hanno prodotto cose interessanti.
Mi piacerebbe anche che potessero essere un'occasione per ricordare la figura di Maria Teresa Torti, che da sociologa e studiosa lavorò con passione per far emergere quella Officina dei sogni che animò e forse animerà ancora sale prova, cantine, locali e palchi genovesi.
D'altronde, anche quel gatto incontrato a Vernazzola col suo miagolìo mi ha detto che è ora di svegliarsi dal torpore mentale di questi anni zero.

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