Concerti Genova Sabato 7 novembre 2009

Katia e Marielle Labèque al Carlo Felice

Genova - In una città musicalmente sempre più povera, la GOG appare brillare come una stella isolata, ma che rifulge senza stancarsi mai. La stagione è appena cominciata con consensi unanimi di pubblico e di critica: Uto Ughi ha aperto le danze da par suo il 10 ottobre, poi Pavel Berman, Luis Bacalov con uno splendido viaggio nella musica sudamericana, il giovane Alexandre Tharaud lunedì scorso. Ma ora attenti bene, perché lunedì prossimo, 9 novembre 2009 (ore 21), al Teatro Carlo Felice c’è un concerto da non perdere. In scena, le due sorelle Labèque, Katia e Marielle.

Basta cliccare sul loro profilo di Facebook per accorgersi che sono delle vere celebrità, visto che in bella mostra campeggia un filmato in cui la popstar Madonna la abbraccia, le bacia, e le presenta con parole di affetto e stima prima di un concerto definendole le migliori pianiste del mondo (vedi video qui sopra).
Peraltro, è sufficiente chiacchierare un po’ con loro per rendersi conto che costituiscono davvero un ponte quasi onirico tra classica, pop, jazz e quant’altro. Non solo Madonna quindi: Luciano Berio – che della musica colta ha rappresentato per decenni il più alto termine di paragone – è stato un punto di riferimento imprescindibile (il grande compositore le conobbe e fu determinante nel decollo della loro carriera americana): «passavamo le serate a cantare Let it be e Billie Holliday con lui, è stato il più grande dei maestri» dice, con un po’ di nostalgia, Marielle.

Nate in Francia (classe 1950 Katia, 1952 Marielle), dotate di una bellezza non comune che pare non risentire dei segni del tempo («la bellezza aiuta, inutile nasconderlo; curiamo molto anche la nostra immagine» ammette quasi fiera Katia), le Labèque sono figlie d’arte: la madre Ada Cecchi, pianista italiana di Torre del Lago, conobbe Puccini e lo ascoltò comporre, e fu lei a iniziare le figlie alla musica: «è stata – dice Marielle – la miglior maestra e mamma possibile». Sposata con il direttore d’orchestra Semyon Bychkov (con il quale fa spesso musica, «ed è divertentissimo»), delle due Labèque è la più calma, introversa ed equilibrata, nella vita musicale come in quella privata. Non si esibisce mai senza la sorella, quando non sono in tournée vola a casa dal marito, magari a sentirlo dirigere Wagner, che tanto ama (ma attenti a non dirlo a Katia, che «odia profondamente» la musica roboante della Cavalcata delle Valchirie): «siamo molto diverse per carattere e anche per idee talvolta, ma quando suoniamo formiamo una cosa sola, è quasi un miracolo, da piccole bisticciavamo spessissimo e facevamo a gara a chi era più brava, oggi non sapremmo fare a meno l’una dell’altra».

Già, perché Katia è un ciclone (e della più pacifica sorella dice subito «Marielle è una santa!»): istintiva, scatenata e innamorata del rock, Marielle è solo una dei suoi tanti partner, tra i quali basterebbe citare Miles Davies e Chick Corea. Attualmente Katia è a capo di una band che intreccia elettronica, rock e classica contemporanea: ultima fatica, la rivisitazione di alcune celebri canzoni dei Beatles: «del rock – dice – vorrei trasferire la grande forza al repertorio classico, perché la musica deve bruciare. Poi, in tanti mi chiedono perché suono i Beatles insieme a Mozart, la risposta è semplice: perché passato e modernità devono andare insieme, anzi credo sia questo il dovere di ogni interprete: niente steccati».

Le sorelle Labèque, che hanno casa a Roma (un bel palazzo cinquecentesco vicino piazza Venezia), saliranno a Genova con un programma interamente dedicato ai due pianoforti: si comincerà in omaggio al compositore spagnolo Isaac Albéniz (di cui ricorre quest’anno il centenario della morte) con Iberia, poi con Nuages et Fêtes di Debussy e infine, vera e propria chicca della serata, il Bolero di Ravel nella versione originale per due pianoforti, con l’aggiunta, in pieno spirito fusion Labèque, di alcuni strumenti (e strumentisti) a percussione propri della tradizione basca: ataba (Fred Chambon), txepetxe e kaskabelak (Paxkal Indo), tobera e txalaparta (Thierry Biscary). In buona sostanza, un tripudio di suoni e di entusiasmo.

Piccola postilla finale per gli internauti. Il sito GOG è una miniera di informazioni su ogni concerto: comunicati stampa, foto, programmi di sala on line già dalla settimana prima del concerto in questione. Approfittatene.

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