Teatro Genova Teatro della Corte Venerdì 18 settembre 2009

Stagione 2009/2010 del Teatro Stabile di Genova

Genova - Quattro Goldoni, tre Shakespeare, due Cechov, tre Pirandello, due De Filippo, mescolati a
Beckett, Rostand, Camilleri, Soldati, Dürrenmatt, Joyce, Augias, Kushner, Tarantino, la Duras, Povod, Lagarce, per un totale di 30 spettacoli di cui 16 classici e 24 titoli legati al contemporaneo, sono la proposta 2009/2010 del Teatro Stabile di Genova. Tra le proposte contemporanee 7 episodi speciali, come li ha definiti il direttore artistico Carlo Repetti, «il decimo anno dell'Acoustic Night di Beppe Gambetta; di nuovo sul palco, Don Andrea Gallo che interpreta la sua vita a partire dall'omonima autobiografia Angelicamente Anarchico; l'omaggio di Carla Peirolero a Miriam Makeba, Mama Africa, con le voci delle altre culture che vivono a Genova; l'excursus dei grandi personaggi che hanno visitato la Liguria di Sergio Maifredi; la cultura Rom del lavoro di Pino Petruzzelli; la proposta inedita della cantante e attrice Ottavia Fusco con canzoni scritte per lei da intellettuali e artisti; e la Cuba di Hemingway di Narramondo che accolgono il lavoro di artisti liguri».

In un'introduzione che ha visto gli assessori alla cultura (Andrea Ranieri per il Comune, Giorgio Devoto per la Provincia di Genova e Fabio Morchio per la Regione Liguria) impegnati in una difesa a spada tratta di tutto ciò che compone il patrimonio artistico e il bagaglio intellettuale sotto costante minaccia in questi nostri tempi bui e, mentre il presidente, Eugenio Pallestrini ricordava le performance della stagione passata (39 spettacoli per 460 recite e un totale di incassi per un totale di oltre due milioni di euro, con un bilancio chiuso in pareggio e prezzi di biglietti e abbonamenti bloccati da dieci anni), gli occhi di tutti scorrevano veloci lungo le pagine della Guida degli Spettacoli della Stagione 2009/2010 (sempre realizzata da Firma e in particolare quest'anno curata dalla sua Art Director, Bruna Arena che per le illustrazioni ha rielaborato quadri e disegni del '900) per scoprire cosa riserva il nuovo cartellone al Duse e alla Corte nei prossimi mesi.

L'apertura (il 20 ottobre) come di consueto è lasciata a una delle nuove produzioni dello Stabile che quest'anno pescano entrambi nella produzione di autori irlandesi, entrati a far parte del mondo dei classici: Samuel Beckett e James Joyce. Diretti da Marco Sciaccaluga, Ugo Pagliai, Eros Pagni, Gianluca Gobbi, Roberto Serpi e Alice Arcuri saranno gli interpreti di Aspettando Godot (Corte, 20 ottobre-8 novembre), mentre Lisa Galantini, Federica Granata, Barbara Moselli, Aldo Ottobrino e Antonio Zavatteri saranno sul palco per Esuli, unico testo teatrale di Joyce tra passione e gelosia (Duse, 3-21 febbraio). Nella seconda parte della stagione, questa volta per la regia di Massimo Lucconi, Mariangela Melato è sola in scena ne Il dolore di Marguerite Duras, una coproduzione dello Stabile con il Maggio Musicale Fiorentino (Duse, 13-30 aprile). Sempre a proposito di coproduzioni, ricordiamo il supporto dello Stabile agli ex-allievi e, in particolare, a La bottega del caffè, di Carlo Goldoni della Compagnia Gank presentata quest'estate al Festival di Borgio Verezzi (Duse, 5-22 novembre) e a Bollocks di Lee Hall (sceneggiatore di Billy Elliot) della compagnia N.I.M per la regia di Pier Luigi Pasino e Vito Saccinto (Duse, 23-29 novembre). Ancora uno spettacolo coprodotto e già visto in anteprima quest'estate, Non chiamarmi zingaro di e con Pino Petruzzelli (Duse, 2-7 marzo).

Tre i grandi registi che tornano sulle scene della Corte, nella seconda parte della stagione: il duo Bruni/De Capitani, per presentare la seconda e ultima parte di Angels in America, Perestroika (Corte, 16-21 marzo) e Luca Ronconi che con Giusto la fine del mondo del francese Jean-Luc Lagarce, porta in scena una commedia dove l'azione è relegata esclusivamente all'interno dello scambio verbale (Corte, 27 aprile - 2 maggio).

E arriviamo ai classici e al Cyrano De Bergerac interpretato da Massimo Popolizio (Corte, 17-22 novembre), lo Zio Vanja interpretato da Eugenio Allegri e Laura Curino, tra gli altri, e diretto da Gabriele Vacis (Corte, 1-6 dicembre) a cui si va ad affiancare l'esercitazione annuale degli allievi della Scuola di Recitazione dello Stabile, Le tre sorelle "in prova", per la regia di Massimo Mesciulam (Duse, 12-17 gennaio). È Carlo Goldoni, maestro della commedia italiana, a farla da padrone con quattro titoli, oltre a quello già citato della Gank, L'impresario delle smirne per la regia di Luca De Fusco (Corte, 24-29 novembre), la Trilogia della villeggiatura, La locandiera interpretata e diretta da Toni Servillo (Corte, 23-28 febbraio) e del Teatro Biondo Stabile di Palermo (3-14 marzo). Ovviamente ad incalzare è Shakespeare, di cui quest'anno Gabriele Lavia presenta Molto rumore per nulla (Corte, 19-24 gennaio), Andrea De Rosa La Tempesta con Umberto Orsini come interprete (Corte, 26-31 gennaio) e non di ma da Shakespeare Shylock, lavoro a quattro mani di Roberto Andò e Moni Ovadia con Shel Shapiro (Corte, 6-11 aprile).

Molto varia la selezione tra il materiale della contemporaneità (a parte alcuni titoli già citati) Festa di famiglia, una miscellanea di spunti dai testi di Pirandello intorno al tema della violenza domestica sulla donne raccontata da quattro attrici Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres guidate da Andrea Camilleri (Duse, 2-6 dicembre). Lo stesso Camilleri è chiamato in causa come autore di Il birraio di Preston del Teatro Stabile di Catania (Corte, 15-20 dicembre). E siccome anche Pirandello è, ormai tra i contemporanei un classico, occupa molte forze artistiche in questa stagione per cui potremo vedere Il piacere dell'onestà con Leo Gullotta (Corte, 12-17 gennaio), Non si sa come interpretato e diretto da Sebastiano Lo Monaco (Corte, 9-14 febbraio), e Vestire gli ignudi di Luca De Fusco (Corte, 14-18 aprile). Sempre dal sud dello stivale, due De Filippo: Ditegli sempre di sì diretto e interpretato da Geppy Gleijeses e La fortuna con l'effe maiuscola portata in scena dal figlio Luigi (23-28 marzo). E poi Romolo il grande di Friedrich Dürrenmatt (9-13 dicembre), Prenditi cura di me di Giampiero Rappa in una coproduzione Fattore K. e Gloriababbi Teatro (9-13dicembre), L'attore di Mario Soldati diretto e interpretato da Giulio Bosetti, Il caso di Alessandro e Maria di Gaber/Luporini diretto e interpretato da Luca Barbareschi, Nel nome di Gesù di Corrado Augias, La commedia dell'amore interpretato da Sara Bertelà e Jurij Ferrini (9-14 marzo), Quattro atti profani di Antonio Tarantino, Roman e il suo cucciolo diretto e interpretato da Alessandro Gassman (20-25 aprile).

Restano gli appuntamenti, seppur ridotti a tre, con le mises en espace a fine stagione (25 maggio - 12 giugno), il ciclo di incontri Le Grandi Parole con la seconda parte di Fare gli Italiani (a marzo) e gli incontri Hellzapoppin tra cui un ciclo di letture dedicate a Giorgio Caproni nel ventennale della morte del poeta.

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