Concerti Genova Martedì 8 settembre 2009

Demetrio Stratos, la biografia

Genova - Trent'anni fa se ne andava Demetrio Stratos. Cantante degli Area? Soprattutto ma non solo. Performer vocale dalle infinite qualità musicali. Curioso sperimentatore canoro al di là di qualsiasi limite e latitudine. Esperto viandante di impervi sentieri espressivi.

L'esperienza con gli Area è la più evidente, tocca vertici di una particolarissima fama mietuta tra Festival Pop e happening live. On stage il personaggio ha una sua fisicità "rock", ma la sua ugola vola ben oltre il frontman. Prima l'avventura con i Ribelli, poi l'incontro con l'aura contemporanea di quel mentore d'avanguardia che fu Gianni Sassi (l'inventore della Cramps). Quindi i contatti con la coppia Stocchi-Liguori (il poeta operaio e l'aperto jazzista), John Cage, Cathy Barberian, Nanni Balestrini, Mauro Pagani; la passione "elettiva" per Antonin Artaud...

Una vita breve, prematuramente stoppata, ma densa di fugaci appuntamenti artistici sfociati in lampi di genialità, talvolta, anche difficili da cogliere come tali. Eppure, lui, Stratos, ha sempre perennemente "ricercato", squadernando - ogni volta - i suoi appunti in forma di suono.

Il ricordo, certo, nasce dalla ricorrenza, ma non deve essere fine a se stesso. Semmai occasione di un serio studio profondo. Ed a questo, ormai, ci ha abituati il giovane saggista musicale Antonio Oleari.
Se nel 2008 ha raccontato un classico dei New Trolls, Senza orario senza bandiera (in Un viaggio lungo 40 anni), ora ritorna con la ricostruzione di una biografia creativa tra le più stimolanti della popular music mondiale. Nasce così, nuovamente per Aereostella, il volume Demetrio Stratos. Gioia e rivoluzione di una voce, con una toccante prefazione del regista Gabriele Salvatores.

Oleari ripercorre le tappe dell'esistenza di Stratos, fa luce sulla sua anima cosmopolita (un greco nato ad Alessandria d'Egitto, culla di altri ingegni del '900...Ungaretti, Kavafis, Marinetti...), mette in risalto quegli inizi coincidenti con un amore radicato per i black singer del soul e del rhythm'n blues.
Il passo è vivace: il saggista, con abilità, riesce ad innestare la testimonianza nel flusso narrativo. Il gioco al dettaglio non mira mai a stupire il lettore, bensì, ad arricchire con pertinenza il dettato informativo di un "romanzo" che nulla ha di romanzesco e di retorico. Capitoli agili, intervallati da un inedito apparato iconografico, desunto da archivi privati. Una ricerca capace di estendersi ai particolari della variegata discografia di Stratos e alle cronache dell'epoca; quindi un lavoro sudato anche tra i microfilm di una fornitissima biblioteca nazionale. Il ragazzo scrive bene e sa. Due requisiti base per assaporare tutto di un fiato questa ultima uscita di Oleari.

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