Concerti Genova Martedì 21 luglio 2009

Incognito in concerto al Porto Antico

Genova - Energy Music Fest è il titolo della rassegna in corso al Porto Antico di Genova e organizzata da Energie Multimediali di Massimo Sabatino. E di energia da vendere ne hanno sicuramente gli Incognito, esibitisi in concerto lunedì 20 luglio 2009.
La storica band nata nel Regno Unito, una vera e propria multinazionale del sound, è in pista da trent'anni. Un compleanno importante nel mondo della musica, che la band festeggerà adeguatamente il 22 agosto prossimo all'Indig02 di Londra (sorella minore della famosa Arena, in cui avrebbe dovuto esibirsi Michael Jackson) con un grande concerto ed ospiti di prestigio.

Il gruppo ha avuto una line up assai mutevole, ma al suo timone è sempre saldamente restato Jean-Paul Maunick (ma conosciuto da tutti col soprannome di Bluey).
Ma in tutti questi anni il genere musicale è fluttuato, ma restando sempre rigorosamente all'interno dei limiti della grande famiglia della musica nera, con piccoli aggiustamenti ai tempi e agli stili.
Così, mai come nel loro caso, definizioni precise (e spesso forzose, se non inutili) come dice anche il leader dal palco («Jazz? Acid Jazz? Funk? Soul? It's music!») stanno davvero strettissime. Tra l'altro Bluey stesso cita, tra le sue fonti di ispirazione, musicisti come Stevie Wonder, Marvin Gaye, Santana, Earth Wind & Fire, Kool & The Gang e si sente qualcosa di ognuno di loro.

E lo si capisce appena partono le prime note, che fanno subito ondeggiare i presenti che, però, forse un po' intimiditi, restano (faticosamente) seduti al proprio posto.
Finché, dopo una mezzoretta di sound "che non può far restare fermi", gli artisti non ce la fanno più a vedere la platea seduta, non si accontentano più di lanciare i battimani a tempo ed invitano i presenti ad alzarsi e a fare lo spettacolo insieme a loro, ballando e cantando. Il pubblico a dir il vero non aspetta altro, li asseconda con entusiasmo e da quel momento è tutto un botta e risposta tra palco e platea, in perfetta sintonia.
Il top è raggiunto quando viene loro chiesto se è pronto per il party. La risposta è scontata e la serata diventa una vera festa danzante.

La formazione del gruppo è ampia, come sempre in queste bande, con un trio di fiati - tromba, trombone e sax, che s'innestano, insieme alle tastiere, su una base ritmica determinante, con una nota di merito particolare per il bassista Francis Hylton.
Si alternano alla voce solista due soliste, piene di verve e di simpatia, quali la giamaicana Joy Rose e Vanessa Haynes di Trinidad e Tobago e l'ispirato Tony Momrelle.
Su tutto vigila e detta la linea Bluey che, oltre a rimarcare la bellezza della location e l'importanza di un pubblico così attivo e partecipe allo spettacolo, si lancia anche in un mini riassunto della sua personale visione del mondo, musicale, ma anche politico, religioso e sociale, tutta basata sul no ai muri, alle divisioni razziali, e tra le Nazioni.

Il concerto scorre sciolto, pieno di groove e di suoni coloratissimi e danzerecci, con una scaletta che da largo spazio ai successi più conosciuti (e applauditi), quali Always there, Deep Waters e Still a a friend of mine e la cover dell'arcinota Don't You Worry 'Bout A Thing di Stevie Wonder, finché parte la voce di Bob Marley che canta One love, One Heart col coro di tutti i presenti, band e spettatori. La sintesi migliore di una riuscita serata.

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