Concerti Genova Lunedì 13 luglio 2009

Premio Bindi 2009: vince Piji

Genova - A Santa Margherita Ligure la memoria di Umberto Bindi è stata ancora una volta onorata dal Premio a lui dedicato e giunto brillantemente alla quinta edizione.
Nella splendida cornice della cittadina rivierasca si è svolta, dal 10 al 12 luglio una tre giorni ricca di appuntamenti musicali, organizzati da Le Muse Novae dell'instancabile Enrica Corsi, con la collaborazione, per quanto riguarda i momenti culturali (presentazioni di libri, esposizioni, ecc.) di Enrico De Regibus, profondo conoscitore della canzone d'autore italiana, alla presenza di Marisa Bindi, sorella di Umberto e di Massimo Artesi, dell'Associazione U. Bindi.

Il concorso per giovani talenti della musica d'autore, per cui erano state inviate ben 250 domande di partecipazione, ha visto l'esibizione di nove dei dieci finalisti selezionati dalla direzione artistica (essendoci stato un forfait dell'ultimo momento).
Sul palcoscenico dell'Anfiteatro dei giardini a mare, accompagnati da una serie di musicisti di primo piano - Fabio Vernizzi (piano), Riccardo Barbera (ai bassi), Federico Lagomarsino (alle percussini), Edmondo Romano (ai fiati) e Andrea Maddalone (alle chitarre) - sono, quindi, saliti Roberto Martinelli, Jacopo Sammartano, Nicoletta Evangelista, Piji, Katres, Stefano Ardenghi, i 21 Beat, Francesco Manfredi e Patrizia Cirulli.
Nella prima sera si sono cimentati nell'interpretazione, ciascuno di un diverso brano di Umberto Bindi che era stato loro assegnato, mentre nella seconda hanno cantato un proprio pezzo originale.

La commissione artistica, particolarmente qualificata - un nome per tutti, quello del Presidente: il grande (davvero!) Giorgio Calabrese, una delle personalità più significative della canzone italiana dagli anni '50 ad oggi (lasciatemi solo dire che l'incipit di Arrivederci, un brano che gira da 53 anni senza invecchiare, è semplice, nella sua sintesi con le note, ma è tanto perfetta nella descrizione - anche visuale - di un attimo, restando difficilmente eguagliabile) - ha svolto, in grande armonia e con altrettanta attenzione e competenza, il suo non facile compito.

Alla fine, più che vincitore, è risultato trionfatore assoluto il trentunenne Piji (Pierluigi Siciliani), un vero recordman in materia, dato che è all'11° concorso vinto (tra cui L'artista Che Non C'era e i Premi Augusto Daolio e Lunezia). Il cantautore romano dalla poliedrica attività (che spazia dal teatro-canzone allo studio della canzone romana e alle trasmissioni radiofoniche) non solo si è aggiudicato il Premio Bindi 2009 (accompagnato da una borsa di studio), ma è stato considerato anche l'autore del miglior testo e della migliore musica.

Ai posti d'onore si sono classificate la milanese Patrizia Cirulli, che ha impressionato per una buona personalità, seguita dalla frusinate Nicoletta Evangelista, di cui ha colpito la prorompente vitalità nel canto. Le proposte presentate hanno ben rispecchiato la situazione (spesso le difficoltà) in cui si dibatte la canzone d'autore contemporanea, alla ricerca di nuovi spazi e di nuove forme che possano rinverdire i fasti del passato.
Senz'altro i tre classificati (ma anche gli altri finalisti) hanno delle chances, ma molto dipenderà anche dalla possibilità che avranno di crescere, suonando dal vivo e potendo pubblicare le proprie opere e, soprattutto, sufficientemente distribuite (argomenti oggi assai spinosi in Italia).

Di alta qualità gli ospiti che si sono alternati ai concorrenti nelle due serate - Pacifico, più che mai sulla cresta dell'onda dopo le collaborazioni di successo con Gianna Nannini e Samuele Bersani, Massimo Bubola, antico e determinante collaboratore di e con Fabrizio De André, Paolo Bonfanti, gigante della chitarra blues, che si riscopre riuscito cantautore in zeneize, Gian Piero Alloisio (con la sorella Roberta) che da tempo si sta adoperando in una preziosa opera di salvaguardia degli inediti bindiani, Adolfo Margiotta (nella non frequente veste di cantante), Massimo Schiavon, cantautore ed organizzatore ponentino e Simona Salis, prossima alla pubblicazione di un album, sotto l'egida di Roberto Colombo e Antonella Ruggiero.

Un fuori programma che ha emozionato tutti i presenti è stata l'esibizione di Vittorio De Scalzi, giocata tra passato e presente, ma sempre con tanta intensità ed immensa professionalità di palco.
Domenica 12 luglio l'ultimo atto della rassegna sammargheritese, nella deliziosa location del Castello, sede anche dell'iniziativa collaterale La stanza del cantautore, in questo caso la mostra di Giua - cantautrice emergente ed artista visiva rapallese, che ha esposto Dominante Rosso, alcune recenti tecniche miste, tra cui sono si sono segnalate l'originale rivisitazione di alcuni LP in vinile.

Sulla terrazza (splendida la vista sul Tigullio!) Enrico De Regibus ha presentato un (doveroso) Omaggio a Beppe Quirici (recentemente e prematuramente scomparso), uno di quei talenti, forse troppo nascosti al grande pubblico (non certo agli addetti ai lavori), ma indispensabili a tanti successi live e/o discografici,
Enrico De Angelis del direttivo del Club Tenco ne ha tratteggiato, con precisione ma anche un po' d'emozione, la carriera artistica, ricca di collaborazioni di rilievo nel suo essere non soltanto musicista e strumentista, ma anche produttore e talent scout, ricordando il Premio I suoni della canzone, assegnatogli nel 2007 proprio dal Tenco. Hanno dato la loro testimonianza diretta anche Paolo Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi e Giua, una delle sue ultime scoperte.

A seguire Marco Spiccio, il cui piano sta dietro (e dentro) molte degli album e delle esibizioni di tanta parte della canzone d'autore ligure e nazionale, ha accompagnato alcuni di loro (il virtuoso Armando Corsi, Augusto Forin, Franco Boggero Cristiano Angelini, Isa, Alessio Lega, Pino Pavone e Federico Sirianni).
Max Manfredi ha concluso, nella veste di fine dicitore leggendo, anzi interpretando da provetto entertainer, un suo irresistibile acrostico dedicato proprio a Spiccio, prologo alla consegna al pianista genovese (sorpresissimo perché unico tra i presenti all'oscuro della cosa), del neonato Premio Artigianato della canzone, riconoscimento destinato a musicisti, addetti ai lavori, operatori culturali.

Che dire di più? Tanta carne al fuoco, tanta qualità, tanti spunti per un dibattito sulla canzone d'autore, tanti scambi di informazioni e, chissà, tante collaborazioni artistiche future. Sicuramente un successo.

Termino con un'idea. Il prossimo 29 novembre Giorgio Calabrese compirà 80 anni. Saprà (vorrà) la sua città natale, cui è con evidenza legatissimo, nonostante la quarantennale permanenza romana - basta veder il guizzo negli occhi quando ti racconta preziosi aneddoti del quadrilatero dei cantautori (alla Foce), così com'è chiaro il suo accento genovese - porgergli il riconoscimento che merita?
Noi mentelocaliani ci permettiamo di lanciare un appello in tal senso. Sapranno (vorranno) accoglierlo le istituzioni?

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