Libri Genova Giovedì 2 luglio 2009

Un film su Dylan Dog con Brandon Routh

Genova - Se c'è una cosa che a Hollywood hanno imparato è che cinema e fumetto sono un binomio che funziona, almeno ai botteghini. Esattamente come avviene per i nostri cine-pannettoni, visti da un numero spesso incomprensibile di persone, per i blockbusters americani si è scelta una strada lastricata di pochissime buone intenzioni ma estremamente comoda.
Comodo è infatti il ricorso a sceneggiature che hanno funzionato sulla carta e che inevitabilmente funzionano in video. Prendete Batman: se hai la possibilità di lavorare su storie come Year One, Killin Joke e Arkham Asylum devi proprio impegnarti per realizzare un film pessimo: inevitabile che un simile humus venga fuori da The Dark Knight, uno dei migliori comics film di sempre.

Due i motivi per cui ottime sceneggiature spesso, ma non sempre, diventano film di successo: chi sceneggia un fumetto è molto più bravo di chi sceneggia un film; leggete Watchmen e guardate il terzo Spiderman, è come mettere a confronto Imagine di John Lennon con la suoneria di un cellulare; in secondo luogo gli appassionati sono ragazzi a cui piace sognare, felici di vedere sul grande schermo, ripieno di effetti speciali, quello che hanno sempre visto fatto di carta ed inchiostro.
È un modo come un altro per avvicinare il mondo dei sogni a quello reale scatenando un effetto simile a quello di quando un libro - o una saga - di successo diventano un film. Harry Potter per esempio: sono due anni che so come andrà a finire, ma credete che questo mi impedirà di andare al cinema?
Aggiungete poi che gli effetti speciali hanno reso possibili cose che solo una decina di anni fa erano quasi impensabili e il connubio tra grosse case (FOX e Warner) e grosse case editrici (vedi Marvel e DC) ha prodotto e produrrà un elevatissimo numero di pellicole.

In cantiere in questo momento in cui siamo sospesi tra il week end e le vacanze, sono in produzione: il nuovo Iron Man, il quarto e il quinto Spiderman, i Fantastici Quattro, Thor, Capitan America, forse ancora un Hulk, che poi confluiranno in un mega progetto chiamato i Vendicatori: ossia tutti assieme appassionatamente in un film che arriverà nel 2012 (i Maia lo avevano previsto).
Ma non è tutto: all'orizzonte ci sono un altro spin-off degli X-Men dopo Wolverine, dedicato a Magneto, un nuovo Batman, almeno un altro Superman, un probabile Acquaman, Lanterna Verde. Senza dimenticare Wonder Woman.

Tutto qui? Macché. Non contenti degli eroi a stelle e strisce in America sono pronti ad importare uno degli eroi italiani più amati. È infatti in realizzazione un film dedicato all'Indagatore dell'Incubo. Dylan Dog - anche se non è più considerato fenomeno di costume come avvenuto con la sua uscita nel 1986 - resta uno dei prodotti di punta della Bonelli - casa editrice di riferimento del fumetto nostrano - ed uno dei più amati dal pubblico. Inevitabile che, essendo un personaggio ben costruito ed essendo i fumettari più bravi degli sceneggiatori, diventasse appetito dall'industria dei sogni.
L'idea di un film Dylaniato non mi dispiaceva, onestamente ho trovato già interessante la declinazione fatta da Michele Soavi nel 1994 in quel Dellamorte Dellamore ispirato al libro di Sclavi di cui l'Old Boy è figlio legittimo. Ambientato a Buffalora con protagonista Rupert Everett e carattere horror splatter ma anche ironico come andava di moda allora.

Quello che mi preoccupa è ciò che il personaggio che siamo abituati ad incontrare in edicola stia diventando nella mani degli sceneggiatori americani. Ricordo che gli americani sono quelli che hanno trasformato il Rugby in Football e che mettono le ananas sulle pizze: potevamo pretendere che Dylan Dog non subisse una metamorfosi? Ma andiamo con ordine.
Protagonista del film, intitolato Dead of Dead of Night e che uscirà nel 2010, sarà Brandon Routh, che non molto tempo fa ha indossato i mutandoni di Superman.
Chi si aspettava Rupert Everett resterà deluso, ma un cambio di interprete è uno shock. Restate seduti, perché i cambiamenti non sono solo questi: la città in cui si muoverà l'Old Boy non sarà Londra, il suo maggiolino non sarà Bianco, il suo assistente non sarà Groucho. Se la domanda sorge spontanea - ma stiamo ancora parlando di un film di Dylan Dog? - la risposta che nasce dalle grandi discrepanze è ancora più grottesca.

Partiamo dalla città: Londra - essendo inglese - è molto poco americana per i giovani americani, per questo si è pensato di sostituirla con la più europea della città americane - anche se francofona - New Orleans.
Il Maggiolone targato DYD 666 - che da che mondo e mondo è bianco - è stato colorato di nero per il semplice fatto che la sola ad avere il diritto di utilizzare un maggiolone bianco nei suoi film è la Disney.
Ma non è tutto. Il comitato di tutela dell'immagine di Groucho Marx, la spalla di DYD, non ha acconsentito affinché un sedicente sosia fosse inserito nel film.
Risultato: Dylan non avrà nessuno carico di ironia al suo fianco, nessuno gli lancerà la pistola al grido di La pistola Capo!

La lobby grouchana è talmente potente - roba da fare impallidire gli Illuminati di Dan Brown - che, all'uscita di una ristampa americana di alcune delle più belle storie di DYD, ha chiesto e ottenuto che all'artista precedente noto come Groucho venissero tagliati i baffi a conferito nome di Felix. Felix capite? Come il gatto! Sono pazzi questi americani, vero?
In origine - forse per salvaguardare lo spirito del personaggio di Sclavi - gli autori avevano pensato ad un'idea folle ma a suo modo geniale: mettere a fianco di Dylan Dog Roberto Benigni nei panni di un sosia di Roberto Benigni, ma alla fine non se ne è fatto nulla e l'idea è rimasta tale. Peccato.

Continuando a seguire i roumors che arrivano da oltreoceano, pregando che almeno vengano salvati il galeone, il clarinetto e il Trillo del Diavolo, e aspettando di vedere le prime immagini di quello che non credo di poter annunciare come il film che cambierà per sempre la storia del cinema horror, non ci resta che continuare a leggere delle avventure del Nostro che puntualmente arrivano in edicola e che in un mondo che va avanti senza che lo si riesca a raggiungere costituiscono una delle poche certezze a cui può appigliarsi un lettore.

Buona lettura!

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