Concerti Genova Giovedì 2 luglio 2009

Mojotic Festival: due notti di musica nella Baia del Silenzio

Genova - I ragazzi del Mojotic sono tornati. Dopo aver trascorso i freddi mesi invernali in quel del MEP in compagnia di Subsonica, Casino Royale e Giuliano Palma & the Bluebeaters, hanno tirato fuori dalla dispensa zoccoli, secchiello e stuoietta per svernare nientemeno che alla Baia del Silenzio di Sestri Levante, portando nell'affascinante scorcio levantino un festival sperimentale in cui musica, illustrazione e fotografia si mescoleranno in maniera inedita ed originale, per tendere una mano al martoriato popolo del Saharawi.

Il 4 e 5 luglio 2009, direttamente sul terrazzo dell'ex Convento dell'Annunziata, si alterneranno - tra gli altri- i newyorkesi Easy Star All Stars, lo storico Paolo Benvegnú, i Marta sui Tubi ed alcuni giovani virgulti assai promettenti. Le sale interne dell'edificio, invece, saranno vestite a festa con le creature di china di Copello e Macchiavello.

Ma andiamo con ordine, parbleu!
I simpatici flyers dell'evento mostrano un ufo un po' retrò che, con un fascio di luce, cattura un paio di tonni nella Baia (vedi immagine in basso): «Non sono tonni!», mi spiega Luca Pietronave, uno dei memebri dell'Associazione Mojotic. «Piuttosto, sono branzini... forse ziguelle! L'idea è nata per gioco, una sera, vagliando le ipotesi del cosa può rappresentarci? Avevamo in mente qualcosa di marinaresco o pescivendolesco, ma poi abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione su chi siamo, piuttosto che sull'impatto che avrebbe potuto avere un progetto come il nostro. Da lì, il passo è stato breve: cosa allarma una tranquilla comunità più di una invasione aliena in piena regola? Con la debita precisazione che noi arriviamo in pace, eh».

Il 4 luglio, quindi, si esibiranno la "rivelazione" Easy Star All Stars che, col passe-partout del reggae e la mediazione del dub, hanno messo mano con competenza, riscuotendo un grande successo, ad alcune pietre miliari della musica mondiale: dopo The dub-side of the moon, con cui hanno celebrato i Pink Floyd e dopo aver omaggiato Ok computer dei Radiohead, hanno stravolto con reverenza perfino uno dei capolavori dei Beatles (Sgt.Pepper's è diventato nientemeno che Easy Star's Lonely Hearts Dub Band).

A Sestri, si esibiranno dopo gli Entroterra Roots, giovanotti autoctoni che uniscono alle sonorità giamaicane testi in italiano, inglese e - udite udite - dialetto genovese.
«Gli Entroterra Roots costituiscono la naturale evoluzione del discorso reggae: finalmente, siamo riusciti a dare spazio ad una splendida realtà locale che abbiamo sempre apprezzato per qualità ed intraprendenza», sottolinea Luca.

Come se non bastasse, dopo aver ballato e saltellato per ore, al termine della serata live, scatterà il Silent Disco Afterparty, un evento curioso, da non perdere, che in passato ha già agitato le molecole degli spettatori dello Sziget Festival di Budapest e del mega-concerto di Glastonbury. Circa mille cuffie wireless, due dj e un pulsante: sarà il pubblico a decidere su che tappeto musicale shakerare il deretano, circondati dal silenzio piú o meno assoluto: «Nella Baia del Silenzio, cosa avrebbe potuto essere più adeguato?», gigioneggia Luca.

Domenica 5 luglio, serata tricolore al profumo di pesto, con progetti locali dal respiro nazionale: perciò, largo a Q, cantautore elettronico genovese, già membro dei Topi muschiati (ve li ricordate?), agli Antigone, duo di soft rock elettronico, e ai Cristeirubin, formazione chiavarese di rock pop.
Continua Luca: «Per quanto riguarda la domenica, l'idea è stata quella di riunire quanto di meglio potesse offrirci il panorama italiano della musica indipendente: le proposte erano molteplici e la scelta è stata realmente ardua».
Dopo il lauto antipasto, la platea sarà quindi pronta ad accogliere prima i Marta Sui Tubi e poi Paolo Benvegnú, memorabile fondatore degli Scisma che con la formazione siciliana aveva collaborato in occasione del loro album del 2005, C'è gente che deve dormire.
Guarda un po', i casi della vita: «Noi del Mojotic siamo felici di aver riportato i Marta Sui Tubi a Sestri Levante e, anche in qualità di suoi fans, di aver agguantato Benvegnù che ormai inseguiamo da anni».

La sezione arte dell'evento, ospitata all'interno dell'ex Convento, si affida alle creazioni di due nomi noti dell'illustrazione undergound ligure e nazionale: Enrico Macchiavello, praticamente l'Uomo Ceres (anche se, definirlo tale, è estremamente riduttivo, viste le sue molteplici attività e collaborazioni), e Luigi Copello, che con alcuni dei suoi felini antropomorfi aveva già illustrato i volantini degli eventi invernali al MEP.

Nutrimento per la mente e per l'anima, quindi, nel nome di una nobile causa: gli incassi del festival, infatti, saranno devoluti all'Associazione Genova e il Tigullio con il Popolo Saharawi. La popolazione del Saharawi, ex-colonia spagnola situata nel Sahara nord-occidentale ed invasa dal Marocco alla fine degli anni Sessanta, è in lotta contro lo Stato marocchino, nel tentativo di rivendicare la propria indipendenza. Neppure l'intervento dell'ONU ha saputo porre fine ad un'ingiustizia che vede costretto un intero popolo in quattro campi profughi, all'interno dei quali l'indice di mortalità legato alle epidemie è altissimo.
In questi luoghi, stando alle testimonianze fornite da Amnesty International, dal Parlamento Europeo e dalle Nazioni Unite, vengono vergognosamente violati i diritti umani: è necessario che l'Europa rivolga la sua attenzione ad una situazione così drammatica ed il contributo del Mojotic Festival e del suo pubblico sarà, perciò, estremamente importante.

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