Concerti Genova Martedì 23 giugno 2009

Terra in bocca: il disco che sfidò la mafia

Genova - Era il 1971, quando i Giganti decisero di liberare la loro ennesima provocazione discografica. Sì, perché i Giganti, comunque, nel rassicurante panorama beat italiano, avevano abituato il proprio pubblico al beneficio del dubbio. Non solo Una ragazza in due ma anche Tema, La bomba atomica, Proposta ("mettete dei fiori nei vostri cannoni..."), etc...Quindi voglia di riflettere e, perché no, di impegnarsi.

Così, al principio degli anni '70, si buttano a capofitto nella corrente del "concept album". Va detto subito che non sono i primi in Italia ad appropriarsi (debitamente) del genere: cominciò De André nel 1968 con Tutti morimmo a stento, praticamente in parallelo con Senza orario senza bandiera dei New Trolls; quindi sempre Faber con La buona novella (1970).

Però, la novità dei Giganti risiede nell'argomento, scomodissimo: la mafia. Viene così alla luce Terra in bocca. L'intreccio racconta un delitto di paese (siciliano) maturato intorno alla lotta per l'acqua. Il coraggio del gruppo è subito evidente in copertina, grazie alla suggestiva idea grafica di Gianni Sassi: si nota già lo stile Cramps che dominerà le sleeve degli Area. Inoltre, il complesso è affiancato da validi session man che più tardi "faranno carriera": Ares Tavolazzi (Area), Ellade Bandini, Vince Tempera, Marcello Dellacasa (Latte e Miele). Peccato, però, che il disco fu un flop, anche perché le molle della censura si attivarono presto con sottili strumenti persuasivi.

Oggi, la storia dell'album è stata fissata da un appassionato volume (Terra in bocca. Quando i Giganti sfidarono la mafia, Il Margine, 2009, Euro 20) a cura di due scrittori modenesi, Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini. Si tratta di una ricostruzione fedele e certosina di tutti gli eventi che, prima e dopo il disco, toccarono i percorsi artistici intrapresi dai Giganti. Partendo dal singolo dettaglio, Salvarani e Semellini riescono ad affondare la loro lama investigativa nel tessuto socio-politico dell'epoca, ricorrendo a testimonianze dirette. Più che una biografia "semplicemente" musicale, un'occasione per riscrivere come determinate "idee" si confrontassero con i fatti, magari nello spazio di una canzone.

Tra i contributi più significativi, Enzo Gentile, Claudio Rocchi, Dario Salvatori, Goffredo Plastino, Franco Fabbri, Matteo Guarnaccia, Franco Zanetti, Alberto Bazzurro, Don Ciotti e Franco Battiato.

Allegato al libro, il CD di Terra in bocca con un'inedita bonus track.

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